Accomodazione

L'accomodazione permette all'occhio di variare la messa a fuoco tra cose
vicine e cose lontane. Per l'occhio è necessario che i raggi luminosi
convergano in un punto preciso della retina. Si sa anche che è compito
delle lenti convesse operare questa convergenza. Ma se i raggi provengono
da lontano (e sono quindi più o meno paralleli) la lente deve avere
una curvatura; se invece provengono da vicino, la curvatura deve essere
molto maggiore.
Nell'occhio i raggi luminosi subiscono una
prima convergenza passando attraverso la cornea, che è la superficie
esterna dell'occhio, poi vengono filtrati dalla pupilla e subito dopo incontrano
il cristallino, che è una lente. Il cristallino è circondato
da uno sfintere muscolare (muscoli cigliari), che può contrarsi e
rilassarsi. Quando si contrae comprime il cristallino che diventa più
convesso e quindi è in grado di "vedere" cose più
vicine (cioè di fare convergere i raggi provenienti dall'immagine
nel punto giusto della retina). Questa compressione si chiama accomodazione.
E nel caso della miopia? Gli ottici sanno che l'occhio del miope è
un po' più lungo del normale, ma ignorano l'aspetto principale della
miopia, che è l'incapacità a rilassare i muscoli intorno
al cristallino: nei miopi l'accomodazione, e quindi la curvatura del
cristallino è sempre eccessiva. Questa tensione costante alla lunga
produce la deformazione del bulbo oculare. Tutte le miopie progressive (oltre
90%) iniziano e si sviluppano così.
"Non
si tolga mai gli occhiali!": un pessimo consiglio
Agli inizi uno non si accorge di essere miope: il 95% delle cose con
cui ha a che fare le vede benissimo. È solo quando deve leggere la lavagna
a scuola o il tabellone delle partenze alla stazione, che inizia ad avere
difficoltà.
Prego fate attenzione a questo punto: questa persona non ha bisogno di
lenti per quasi tutto il suo tempo, e per tutte le distanze ravvicinate.
Va dall'oculista e gli viene prescritto un paio di occhiali
che gli permettono di vedere ultra nitido da una distanza di 6 metri in
poi, ma che sono troppo forti per tutte le distanze inferiori. Che
cosa succederà se quella persona passa molto tempo a guardare cose
vicine (per es a leggere e studiare)?
Se in questi casi si toglie gli occhiali, bene. Se invece se li tiene,
il suo cristallino dovrà accomodare, cioè comprimersi ancora
di più per compensare l'effetto degli occhiali, deformando ulteriormente
la struttura dell'occhio.
Questo spiega perchè è particolarmente nei periodi di studio
intenso che la miopia peggiora vertiginosamente.
E
invece, per non peggiorare come si fà?
A questo punto abbiamo due criteri abbastanza semplici per impostare
le basi di qualsiasi programma di recupero della miopia.
1) Meno visione ravvicinata. Meno lettura e più natura
(e meno TV, computer, etc). Ma guarda! proprio l'esatto contrario di quello
che la nostra società ci spinge a fare.
2) Meno occhiali, particolarmente per lettura e computer. E questo
non è difficile, basta un po' di consapevolezza, essere un po' meno
abitudinari. Se proprio non basta la vista a occhio nudo, usate i Rasterbrille.
E per ... MIGLIORARE?
Se si è veramente motivati a migliorare la vista ci vuole un po'
di esercizio, un po' di movimento, magari ricordarsi delle situazioni sgradevoli
in cui si è cominciato a portare gli occhiali, imparare a evitare
lo stress,.... insomma il modo più semplice è partecipare
ai Corsi e seminari di Buena Vista.
Oculisti, optometristi,
ottici
Provate simpatia per Buena Vista? Condividete almeno in
parte il punto di vista espresso in questo articolo? Siete favorevoli all'uso
(controllato) di lenti sottocorrette? Leggete magari i Principi
base del metodo Bates poi potete magari leggervi il libro originale
di Bates (vedi a Links, come procurarvelo). E poi
iscrivetevi all'AIEV, associazione italiana per l'educazione
visiva, che promuove attivamente questi temi in Italia.
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