CAPITOLO NONO
PROGRAMMA DI ESERCIZI QUOTIDIANI PER IL RILASSAMENTO
"Guardando, sorridete e siate distesi e sereni. Eseguite gli
esercizi con gioia. "
GARNET McGAVIN.
Più di una volta ci hanno richiesto di organizzare o congegnare
un programma di esercizi per coloro che, addestrando i loro occhi, non hanno
a fianco un istruttore specializzato. Ecco un programma giornaliero.
ESERCIZI DEL MATTINO
Quando siete a letto e tornate alla vita, svegliandovi, avete i muscoli
flaccidi, il respiro lento e il cuore impreparato ad un'azione rapida. Molti
sono assai più eccitati durante il sonno che nella veglia. Gli esercizi
che seguono dissolvono la tensione, accelerano la circolazione e fanno iniziare
bene la giornata.
Esercizi fisici.
1.Stiratevi. Per sciogliere i tendini tesi e i muscoli contratti da un
sonno troppo pesante, stirate gentilmente, come fossero elastici, ogni muscolo
volontario del corpo, ogni vostro atomo, in tutte le direzioni. Nessun animale
passa volontariamente da un sonno profondo all'azione, senza essersi prima
bene stirato.
2. Sbadigliate profondamente come un ippopotamo, lasciando cadere il
mento, da cui allontanerete la testa per poi tornare a riprenderlo. Questo
esercita i polmoni ai fini di una respirazione profonda. Nulla è
più efficace di uno sbadiglio. Per eseguirlo alla perfezione, osservate
un bambino o un cane.
3. Guizzate, se così si può dire, come un pesce. Seguite
con l'immaginazione i movimenti vertebrali di un pesce che nuota e cercate
di imitarli, contorcendo la spina dorsale dalla base del cranio fino all'ultima
vertebra. Ora il corpo è sciolto.
Esercizi orbitali.
I seguenti esercizi riguardano i nervi e i muscoli che circondano gli
occhi.
1. Movimento delle sopracciglia. Le persone che soffrono di sforzo
visivo lasciano spesso, anche senza rendersene conto, che la pesantezza
delle sopracciglia e delle palpebre intralci i movimenti del globo oculare
e provochi quindi uno sforzo ancor più grande. Rilasciate, perciò,
tutti i muscoli facciali e particolarmente quelli che circondano gli occhi.
Sollevate le sopracciglia in atteggiamento di sorpresa. Liberate gli occhi
oppressi dal peso delle sopracciglia. Tenendo un sopracciglio sollevato,
abbassate l'altro. Alternate. L'esercizio potrà dapprima sembrarvi
difficile, ma con un po' di pratica riuscirete ad eseguirlo. Esso libera
le sopracciglia dall'azione della palpebra. Alcuni danno a chi li osserva
l'impressione che guardino con tutta la fronte. Ripetete l'esercizio tre
o quattro volte.
2.Battito delle palpebre. Con le sopracciglia sollevate, sbattere
le palpebre in fretta per dieci volte, senza mai serrarle con forza ma aprendole
e chiudendole con estrema delicatezza. Chiudete gli occhi e girate la testa
da lato a lato per riposarvi. Altri dieci battiti e poi riposo. Eseguite
ogni mattina dieci battiti in più, sempre alternati a riposo, finche
non sarete in grado di compiere dieci gruppi di dieci battiti senza stancarvi.
L'esercizio conferisce tono muscolare alle palpebre facendo sì che
esse si aprano e si chiudano spesso e con naturalezza durante il giorno.
Poche persone che soffrono di sforzo visivo battono le palpebre con una
frequenza sufficiente a mantenere il globo oculare lubrificato e disinfettato
dalle lagrime che a tale scopo la natura fornisce.
3 Massaggi del globo oculare. Stringete le palpebre, poi aprite
gli occhi più che potete. La pressione delle palpebre compie sugli
occhi un massaggio completo e molto migliore di quello che potreste fare
con le dita. Serrate e spalancate gli occhi quattro o cinque volte. Badate
a mantenere le sopracciglia sollevate e a non contrarre il viso: non si
tratta di un esercizio facciale. Fate lavorare solo le palpebre per raggiungere
il tono muscolare. La circolazione dei globi oculari ne risulterà
riattivata e i muscoli delle palpebre rinforzati.
Disegni col naso.
Uno degli espedienti più efficaci e più semplici, al tempo
stesso, che siano stati ideati per ottenere il rilassamento è rappresentato
dai cosiddetti disegni col naso. Questo esercizio contribuisce a snodare
la testa sul suo asse e a far compiere agli occhi, ogni secondo, infiniti
piccolissimi movimenti involontari. Consente a tutti ottimi risultati ed
è a tutti gradito.
Chiudete gli occhi e fingete che il vostro naso sia una lunga matita.
Col naso, cioè, farete dei disegni e scriverete delle parole nel
vuoto. Tenete la testa imperniata esattamente sulla spina dorsale. Non trasformate
in azione meccanica questo esercizio che serve soprattutto a distendere
la base cranica nei momenti di particolare tensione.
1. La torta. Disegnate una bella torta badando a tracciarla perfettamente
rotonda e regolare; per essere sicuri di questa perfezione dovrete percorrerla
diverse volte. Scegliete ora il tipo di torta preferita. Torta di mele?
Tracciate allora una grossa M nel centro badando più alla perfezione
che alla velocità. Spingete ogni volta il naso-matita dritto innanzi
a voi, senza sollevarlo, e poi riportate indietro la testa mantenendola
eretta. Tracciate poi sulla torta delle sezioni per guidare il coltello
al momento del taglio. Eseguite il disegno accuratamente e coscienziosamente,
facendo partire. ogni linea dal centro. Ora decorate il bordo della torta
con precisione e con movimenti ritmici. Scrivete infine in corsivo, con
bella grafia, il vostro nome sulla torta: si tratta della vostra torta!
Badate a tracciare i taglietti delle t e i puntini delle i. Se
l'esercizio vi piace e volete continuarlo, potete preparare una torta per
un amico, scrivendoci sopra il suo nome.
2. Il quadrifoglio. Col naso-matita, tracciate un grosso 8, prima
in senso verticale, poi in senso orizzontale. Disegnatelo alla perfezione.
Se avete tendenze artistiche, potrete sovrapporre l'otto verticale a quello
orizzontale, ottenendo un quadrifoglio.
Provate, ora, senza staccare il naso-matita dal quadrifoglio e senza interromperne
il tracciato, a contornare ogni foglia con un movimento ritmico.
3 La serie di "o ". Tutti ci siamo trovati una volta
presso il bancone di un negozio di penne stilografiche, intenti a provare
un pennino nuovo. Di solito, tendiamo a tracciare dei ghirigori, serie ininterrotta
di "O " come quella che si scrive quando ci si esercita
in calligrafia. Scrivete queste (( o >~ col naso-matita. Avete iniziato
la serie delle "o " a destra o a sinistra? Invertite e ripetetene
un'altra lunga serie.
Questi esercizi, che possono sembrare fantasiosi e artificiosi, sono
esatti dal punto di vista scientifico, poiché quando la mente pensa
a una forma o ad un movimento e il corpo lo esegue, gli occhi, iniziano
le loro vibrazioni e ne risulta una visione migliore. Gli esercizi diminuiscono
ogni eventuale tensione alla base del cranio, sede dei nervi più
delicati: il midollo spinale. Hanno effetto, poi, su tutti i nervi in genere
calmandoli, rilassandoli e migliorando così l'intero sistema nervoso.
Se avvertite il bisogno di rilassarvi, eseguite molti disegni con il naso,
ideando voi stessi altri soggetti da scrivere o da disegnare.
Ondeggiamento del dito.
Questo esercizio, ideato dal dottor Bates, costituisce il primo passo
per interrompere la tensione.
Mentre giacete ancora in letto, chiudete gli occhi e portate l'indice
a breve distanza dal naso. Girate il capo da lato a lato sul guanciale,
rammentando, mentre spostate il viso, la posizione dell'indice. Aprite ora
gli occhi e continuate il movimento; vi parrà che il dito si sposti
prima verso l'orecchio sinistro e poi verso il destro, con un lieve movimento
ritmico. Non fissate il dito mentre si muove, ma lasciate che la visione,
diretta dalla posizione del naso, scorra sul soffitto. Effettuate il moto
ondulatorio almeno per venti o trenta volte, tenendo gli occhi alternativamente
aperti e chiusi, fino a quando non li sentirete sciolti, liberi e umidi
e non vi parrà di provare veramente una sensazione di movimento.
Questo esercizio agevola gli infiniti movimenti che l'occhio compie ogni
secondo. Ricordate che i movimenti sono involontari; sono cioè compiuti
dagli occhi e non dalla influenza che esercitiamo su di essi. Voi non potete
avvertire la sensazione dei movimenti degli occhi, ma se il dito si muove,
avrete la garanzia che i movimenti hanno luogo.
Benché sembri semplice, questo esercizio vale ad arrestare o prevenire
l'emicrania, e può esser eseguito con profitto in ogni momento del
giorno, in piedi o a sedere. Badate che la testa si trovi a piombo sulla
spina dorsale. Si tratta di girare il collo, non di piegarlo; di rilassarsi,
non di eseguire esercizi meccanici. Servitevene come pronto soccorso contro
la tensione.
"Palming "
(Vedi rilassamento fisico generale, capitolo terzo).
Sdraiati sul dorso, portate i palmi delle mani sugli occhi chiusi, puntellando
i gomiti su un cuscino in modo da evitarvi sforzi o stanchezza. Pensate
per cinque o dieci minuti all'immagine o all'esercizio mentale che preferite.
Gli occhi inizieranno così il lavoro quotidiano in condizioni di
rilassamento. Quando un occhio rilassato è chiuso, assume automaticamente
una posizione tendente verso il basso. Ciò avviene anche quando si
dorme.
Ondeggiamento dell'elefante.
Alzati, eseguite cento ondeggiamenti dell'elefante (vedi capitolo terzo).
Procurate di raggiungere la sensazione che la stanza si muova in avanti
e indietro, da lato a lato. Se disponete di una finestra esposta al sole,
potete eseguire l'ondeggiamento offrendo al tempo stesso agli occhi un bagno
solare.
Esposizione al sole.
Una volta lasciato il letto, esponete gli occhi al sole al più
presto. Dovete fare questo anche durante il giorno, più spesso che
potete. (Vedi capitolo terzo.) Non lasciatevi mai sfuggire l'occasione di
immergere le palpebre nel sole, anche se vi manca il tempo di guardarlo
tra gli occhi socchiusi. Disperdete poi, mediante il palming i puntini
o le macchie. Il sole distende i muscoli contratti e stimola la circolazione
e l'attività retinica, liberando così gli occhi e preservandone
la visione. In mancanza di sole, ricorrete alla luce più brillante
che potrete procurarvi. Gli occhi hanno bisogno di luce.
ISTRUZIONI GENERALI DA SEGUIRE DURANTE TUTTA LA GIORNATA
Badate di tenere il capo eretto sulla spina dorsale. Molti hanno il vezzo
di tenere la testa inclinata da un lato, di spingere il mento in avanti
o di piegare il capo all'indietro per guardare in alto. Controllate la posizione
del capo prima inclinandolo e sollevandolo, poi muovendolo da lato a lato.
Quando questi movimenti sono possibili, vuol dire che la testa è
a piombo.
Prendete l'abitudine di volgere il viso verso ciò che desiderate
vedere; potrete così disporre di un corretto angolo visivo.
Controllate i movimenti delle palpebre. Non battetele con violenza, nè
spalancatele con forza. Mentre guardate battete spesso le palpebre.
Non fissate le cose che guardate. Rammentate di impadronirvi di un oggetto
spostando l'attenzione su tutta la sua superficie.
Quando guardate qualcosa vicino, cercate, a titolo di compenso, di lanciare
un'occhiata in lontananza. Ciò varrà a mantenere gli occhi
flessibili ad ogni distanza.
Badate a tutto ciò che vi circonda; interessarvi alle cose vicine
e lontane.
Perfezionate le rappresentazioni visive.
Non cercate di pensare a due cose contemporaneamente; ad esempio al contenuto
del libro che studiate o leggete, e al radioprogramma che giunge alle vostre
orecchie. Questa abitudine affievolisce il fuoco mentale e, con esso, quello
visivo.
Badate di non contrarre la mascella e di non digrignare i denti eseguendo
un lavoro che richiede attenzione. È un vezzo, questo, che determina
il peggior tipo di tensione che esista ed è causa di molti inconvenienti
ai denti, agli occhi e alle orecchie.
Avvertimenti: Se siete malati o convalescenti, imponetevi di non
compiere mai un lavoro che richieda agli occhi molto sforzo. Dopo una malattia,
gli occhi, comeil resto del corpo, sono deboli e, durante la convalescenza,
possono essere gravemente danneggiati da una lettura prolungata.
Rammentate la norma comune a tutti gli esercizi di rilassamento. Una
buona visione si ottiene senza sforzo e senza dolore. Se, eseguendo gli
esercizi, avvertite una sensazione di disagio, ciò significa che
state incorrendo in qualche errore.
Pensate con gioia agli esercizi ed eseguiteli volentieri ogni giorno.
Vi apporteranno un miglioramento che vi ripagherà dell'attenzione
ad essi dedicata.
La continuità dell'applicazione e la tenacia nel compierli perfezionano
la tecnica degli esercizi e vi spingono a contrarre buone abittudini. Se
interromperete gli esercizi prima ancora di aver ottenuto la vista normale,
non tarderete a ricadere nelle vecchie abitudini. Rammentate che è
la tenacia che apporta buoni risultati.

Quando i vostri occhi avranno imparato a conservare il rilassamento,
ne avvertirete il beneficio in tutto il sistema nervoso. Ve ne renderete
conto attraverso una maggiore efficienza durante il lavoro o lo studio.
Vi accorgerete anche di produrre una impressione più favorevole sul
prossimo, in società e nel mondo degli affari. La vostra espressione
pacata e l'umore sereno si rifletteranno su quanti avvicinerete perché
tensione chiama tensione, rilassamento determina rilassamento. Anche lo
specchio vi lusingherà perché gli occhi rilassati e senza
cipiglo sembrano più larghi, aperti e luminosi.
CAPITOLO DECIMO
ESERCIZI PER GLI OCCHI DEI BAMBINI E DEI FANCIULLI
Maria Montessori ci ha insegnato che i bambini imparano solo ciò
per cui provano interesse. Ed è anche vero che vedono soltanto
quando provano interesse... Senza controllo mentale non si può nè
imparare, nè vedere.
WILLIAM H. BATES.
UN'INFINITA` di persone ci chiede consigli per la vista dei bimbi che
non vanno ancora a scuola o frequentano le elementari. Ci pare quindi opportuno
dare alcuni suggerimenti ai genitori.
Noi abbiamo raggiunto magnifici risultati con i metodi ricreativi propri
del giardino d'infanzia, metodi che i genitori possono attuare in casa.
L'addestramento dei bimbi di quattro anni o anche di età inferiore
permette rapidi risultati poiché i giovani occhi sono ancora nel
periodo di formazione. I dottori, infatti, ritengono concordemente che la
fusione non è costante o completa che all'età di due o tre
anni.
Siccome lo sforzo visivo è provocato dal pronunziato sforzo mentale
di decifrare ciò che ci cade sotto lo sguardo, è il primo
anno scolastico a richiedere ab iniitio agli occhi del bambino una
visione chiara ed accurata. Il risultato di questo sforzo visivo si traduce
in una punizione o una ricompensa, in una umiliazione o in una lode. Prima
della competizione scolastica, per i piccini che giocano insieme, vedere
o non vedere una cosa ha scarsa importanza. Se uno di essi dice, indicando
il cielo: "Guarda, un aeroplano!." il compagno miope, che, sollevato
lo sguardo, risponde di non scorgere nulla, può continuare a giocare
avvalendosi di tutto ciò che riesce a vedere, senza subire costrizioni
non punizioni. L'anno seguente, però, quando l'insegnante indica
uno scritto sulla lavagna e il bimbo non riesce a vedere, la reazione è
dolorosa e ne risulta un complesso di inferiorità , che si traduce
in uno sforzo accomodativo persistente, accompagnato, con l'andar del tempo,
dall'alimento del vizio di rifrazione.
Ai genitori non dovrebbe riuscire difficile appurare se il loro bimbo
è miope o se abbia un occhio più debole dell'altro. Possono,
a tale scopo, interrogarlo, mostrargli immagini e giocattoli a diverse distanze
o controllargli la vista viaggiando in automobile. Spesso è più
facile eseguire un'accurata analisi degli occhi infantili in casa, che farla
eseguire da un estraneo in un ambiente nuovo.
Molti bimbi sono talmente terrorizzati dal pensiero di doversi recare
in uno studio medico e di dover avere a che fare con estranei, che l'oculista
non riesce ad ottenere da loro nessuna collaborazione. A casa, invece, dove
i bambini si trovano a loro agio, i genitori possono esaminarli durante
una conversazione o un gioco.
GLI ESERCIZI SONO EFFICACI ANCHE PER I GENITORI
Lavorando con coscienza e serietà, i genitori possono normalizzare
la vista dei loro piccini. E inoltre l'insegnamento degli esercizi di rilassamento,
degli ondeggiamenti, del palming e via dicendo, è salutare
anche per i nervi dei genitori. Per migliorare, però, il visus
del bambino occorrono lavoro, tempo ed attenzione. Bisogna impiegare
ogni giorno un certo periodo di tempo, prima per ottenere e sviluppare il
rilassamento, poi per utilizzarlo ai fini dell'adozione di abitudini visive
corrette. I bambini amano e l'attività e la compagnia degli adulti
durante l'attività . Se un adulto eseguisse insieme ai bambini gli
esercizi di rilassamento, la noia e la monotonia dell'allenamento scomparirebbero
e in compenso si registrerebbe un notevole progresso visivo. Un bimbo di
tre anni, di nome Joey, aveva un occhio scarsamente sviluppato e strabico
che veniva sottoposto agli esercizi per la centralizzazione visiva. Le mattine
in cui la mamma era occupata, il bimbo le ricordava, ansioso: "Mammina,
non abbiamo ancora fatto il gioco degli occhi".
I bimbi, quando vengono cullati, smettono di piangere e si sa che il
movimento ondulatorio interrompe le crisi dei piccoli dal temperamento nervoso.
E° un vero peccato che le mamme abbiano perduto l'usanza di dondolare
la culla per conciliare il sonno dei bambini. Questa abitudine secolare
ed universale giovava moltissimo, ai fini del rilassamento, tanto al bambino
che alla madre. La tensione, infatti, è estremamente comunicabile,
e così il rilassamento. Una madre dai nervi scossi trasmette la propria
agitazione al bambino. Il tempo impiegato per cullare il bambino placa e
rilassa madre e figlio, e riesce ad ambedue di mutuo beneficio.
Una bimbetta dagli occhi strabici, che aveva imparato da poco i movimenti
ondulatori, sedeva su uno sgabellino, le manine sugli occhi, i gomiti sulle
ginocchia, eseguendo il palming. Evidentemente, il ritmo del moto
ondulatorio del capo si era impresso nella sua mente infantile dal momento
che, durante il palming, la piccola ondeggiava. Ad una domanda della
mamma, che aveva notato il movimento, la bimba la fissò e rispose:
"Fa tanto bene al collo!" Perfino i bambini soffrono di tensione
al collo e di nervosismo, e amano il rilassamento.
I neonati devono essere tenuti in braccio ed esposti al sole, in modo
che i raggi cadano loro sulle palpebre. Chiuderanno immediatamente gli occhi
e dapprima, forse, cercheranno di ritrarsi per evitare la luminosità
; presto, però, il calore li placherà a tal punto che si distenderanno
con un sospiro, rilassandosi. Ai bambini di due o tre anni possiamo insegnare
a coprirsi un occhio e a guardare, tenendo l'altro socchiuso, le "scintille".
Si potrà trasformare l'esercizio in un gioco divertentissimo.
Poco, ma spesso, è la regola di questo come di tutti i nostri
esercizi. Il sole che colpisce gli occhi strabici distende i muscoli contratti
come l'anestesia, sotto il cui influsso essi presentano un temporaneo raddrizzamento.
Dopo l'esposizione al sole, gli occhi strabici risultano più allineati.
Qualsiasi piccino può essere indotto ad eseguire il palming
se qualcuno gli narrerà un bel racconto per tenere vivo l'interesse
nella sua mente infantile. A queste condizioni, perfino un bambino nervoso
rimarrà cinque o dieci minuti seduto per eseguire il palming,
specie se prima ha effettuato l'esposizione al sole e gli ondeggiamenti.
I bambini afflitti da sforzo visivo soffrono spesso di una tormentosa
tensione di nervi scambiata per violenza di carattere. Una volta i genitori
mi accompagnarono una bimbetta dai cappelli d'oro, quasi cieca. Incominciava
appena a camminare, e deposta in terra, si diresse barcollando verso di
me. lo mi chinai e le presi una manina, ma in quella la madre urlò:
"Attenta! La morderà !" Infatti mi morse, e con forza!
Non si trattava però di malvagità , ma di nervi eccitati e
tesi che cercavano uno sfogo. La feci sedere su un prato, le spalle al sole,
e la piccola prese a dondolarsi avanti e indietro, mormorando una cantilena.
"Cerca di addormentarsi", spiegò la madre. Si trattava
di un ondeggiamento naturale sotto l'influsso del calmante tepore del sole.
Dopo due minuti, la bambina cadeva in un profondo sonno.
Se un occhio è fuori fuoco o più debole dell'altro, bisogna
assegnargli un lavoro supplementare, poiché il cervello è
pigro e si serve sempre della via più agevole, ignorando l'altra.
Nel caso di un bambino, bisogna indurlo a coprire l'occhio valido con una
benda, in un primo tempo per periodi molto brevi. Per togliere al bimbo
ogni impressione spiacevole e rendere invece divertente l'esercizio, bisognerà
ideare un gioco o un'occupazione, particolarmente divertenti, da eseguire
quando l'occhio è bendato. Subito prima, però, e subito dopo,
dovrà essere eseguito anche il gioco del palming. A misura
che l'occhio debole si rafforza e il bambino dimentica di aver l'occhio
coperto dalla benda mentre gioca, occorrerà prolungare la durata
della bendatura. Mai bendare l'occhio quando il bimbo è stanco o
ha fame. Le ore più indicate sono quelle che seguono la colazione
(il bimbo è allora fresco e felice) ovvero un sonnellino o la siesta.
Ai bimbi nervosi sono estremamente necessari sonno e riposo supplementari.
Tutte le persone dalla vista difettosa sono nervose. L'ondeggiamento dell'elefante
prima di un sonnellino renderà il riposo più accetto.
Ondeggiamento del sacco d'oro.
Un adulto, preferibilmente forte di schiena, si collochi davanti al bambino
e lo circondi con le braccia, curvandosi in modo che il piccino, tenuto
per la vita, possa abbandonarsi come un fantoccio di pezza. I piedi del
bambino saranno in tal modo liberi di muoversi, e così la testa e
le braccia. Occorre poi dondolare lievemente il bambino facendogli sfiorare
il pavimento, alternativamente, con la testa e coi piedi. Si badi a che
la testa non resti rigida, ma venga abbandonata insieme alle braccia e alle
spalle. Ai bambini questo ondeggiamento piace e spesso i piccini nervosi
affidati alle nostre cure chiedono: "Per favore, giochiamo al sacco
d'oro!" Mentre dondolate il bimbo, canticchiate una ninna-nanna. Inconsciamente,
col distendersi del collo e della spina dorsale, anche i muscoli oculari
si rilasseranno e daranno inizio ai loro normali movimenti, ciò che
renderà possibile un migliore allineamento visivo
ondeggiamento dello specchio.
Questo esercizio è riservato ai bambini dagli occhi strabici.
Se il sinistro è convergente, bendate il destro o copritelo col palmo
della mano, poi fate che il bambino sosti con le spalle volte allo specchio
ed inizi un ondeggiamento dell'elefante, guardando però al di sopra
della spalla sinistra ogni volta che si volgerà da quel lato; Per
trasformare l'esercizio in un gioco, ogni volta che il bimbo guarda, la
mamma dovrebbe sorridere o fare qualche particolare cenno che si rifletta
nello specchio.
Se l'occhio sinistro è divergente, bisognerà che il bambino
guardi lo specchio oltre il naso, dal di sopra della spalla destra. Se invece
l'occhio affetto da strabismo è il destro, bisognerà invertire
i movimenti e indirizzarli nella direzione opposta.
PROGRAMMA QUOTIDIANO DA ESEGUIRE IN CASA
(Questi esercizi sono stati ideati per i bambini che frequentano l'asilo
e le scuole elementari.)
Lezione del sole. 1. Sostate accanto al bambino, la fronte volta
al sole mattutino e gli occhi chiusi, e ondeggiate lievemente da lato a
lato, cantando insieme al piccolo una canzoncina infantile. Il canto non
soltanto determina il ritmo necessario per raggiungere il rilassamento,
ma provoca una respirazione profonda che, a sua volta, genera un afflusso
di sangue ossigenato negli occhi. Se l'esposizione al sole ha luogo in casa,
attraverso una finestra aperta, badate che l'aria sia fresca. Richiamate
l'attenzione del bambino sul fatto che il sole prima lambisce un orecchio,
poi attraversa il viso e lambisce l'altro, riscaldando, nel passare, gli
occhi chiusi.
2. Il bambino si copre l'occhio destro col palmo della mano e, sempre
ondeggiando, guarda sei volte il sole col sinistro socchiuso. Ripetere,
tenendo il sinistro coperto. Se eseguito all'aperto, l'esercizio risulta
doppiamente efficace ai fini del rilassamento. Comunque, apporta grandi
benefici anche se, per comodità o a causa del tempo rigido, lo si
compie in casa, davanti ad una finestra. In mancanza di sole, ricorrere
alla luce artificiale, purché calda e brillante. Per i climi nebbiosi,
ovvero quando il tempo è coperto o è notte, il dottor Bates
consiglia una lampadina da 260 watt di raggi infrarossi. Gli occhi hanno
bisogno di luminosità ; servirsi, quindi, della luce artificiale,
se quella naturale non è disponibile I bambini amano questo ondeggiamento,
utile anche per i genitori. Durata dell'esposizione al sole: il tempo occorrente
per cantare due strofe della canzoncina prescelta.
Gioco dell'elefante.
Insegnate al bambino l'ondeggiamento descritto per gli adulti a pagina
45, ondeggiamento che, eseguito al suono di un disco di valzer, sarà
doppiamente rilassante. Quando il lavoro dei muscoli avrà placato
i nervi del bambino, questi sarà più pronto e meglio disposto
a sedere tranquillamente con gli occhi chiusi per eseguire il palming.
Gioco del mulino a vento.
1. Posizione: il bambino si terrà ritto, i piedi divaricati, come
per il gioco dell'elefante. Le braccia saranno distese e in direzione delle
spalle.
2. Ondeggiamento: senza mutare la posizione delle braccia rispetto al
corpo, spostare il peso del corpo sul piede sinistro, rotando il braccio
sinistro all'indietro, il più lontano possibile, e osservandone la
traiettoria. Badate a mantenere il braccio destro nella posizione originale,
cioè disteso e in direzione della spalla.
3. Spostando il peso del corpo sul piede destro, rotate all'indietro
il braccio destro, il più lontano possibile, e osservatene la traiettoria.
Badate a mantenere il braccio sinistro nella posizione originale.
4. Inizialmente, basteranno sei ondeggiamenti; un numero maggiore potrebbe
provocare nel bambino un senso di stordimento. A misura, però, che
la coordinazione e l'equilibrio visivo migliorano, il numero può
essere aumentato. Questo ondeggiamento è particolarmente efficace
nei casi di deficiente coordinazione oculare. Esso, infatti, insegna agli
occhi a muoversi senza sforzo e a raggiungere un fuoco esatto da un lato
all'altro. Inoltre può divertire immensamente il bambino, specie
se la mamma spinge il braccio tenuto rigido per aumentare la velocità
della rotazione. Occorre spingere alternativamente e sempre con lo stesso
ritmo il braccio sinistro, quando il bimbo si muove verso sinistra, il destro,
quando si muove verso destra.
Dodici di questi ondeggiamenti, eseguiti la mattina, il pomeriggio e
la sera, insieme agli altri esercizi di, rilassamento, apporteranno, se
compiuti quotidianamente e coscienziosamente, ottimi risultati ai fini dei
miglioramento del sistema nervoso, dell'equilibrio muscolare e della stabilità
dell'umore. Quando gli occhi saranno in grado di sviluppare uguale forza,
sarà possibile una fusione più perfetta.

Palming per i bambini.
(Vedi a pagina 56 il metodo e lo scopo del palming)
Il palming va insegnato ai bambini con la stessa cura con cui
viene insegnato agli adulti che soffrono di nervi. I periodi di palming
non devono rappresentare un compito ingrato imposto dai genitori, ma
una occupazione piacevole, gioiosa. e inutile, ad esempio, ordinare: "Fai
il palming, Johnny, quando saranno trascorsi dieci minuti, ti avvertirò..
Dieci minuti di inattività sono, per un bambino nervoso, un vero
supplizio e tutti i bambini dal visus difettoso sono nervosi. Se
il genitore dedicherà i dieci minuti del palming ad un attraente
racconto a puntate da leggersi solo in tale occasione, Johnny aspetterà
ansiosamente il momento del palming per seguire, attraverso le successive
puntate, il filo della narrazione.
Ma a Johnny non piace abbandonare i compagni e rientrare in casa, nemmeno
per dieci minuti, si lamentano, di solito, i genitori. E perché non
dovrebbero entrare anche gli altri bambini? O, meglio ancora, perché
non restare all'aperto, se il tempo è propizio? Si eviterebbe così
ogni difficoltà. Al giorno d'oggi, molti ragazzi sono sovreccitati
e fanno giochi troppo violenti. Sarebbe una fortuna per ogni quartiere se
vi fosse una mamma pronta a leggere un racconto tutti i giorni, durante
un breve periodo di riposo, specie quando i bambini tornano stanchi dalla
scuola o quando, alla fine del pomeriggio, la sovreccitazione di un gioco
troppo faticoso provoca tensioni, lacrime e litigi.
Se non è nessuna persona disposta ad accudire al bambino, questi
dovrebbe essere invitato a rincasare per ascoltare radioprogrammi a lui
graditi, scelti, preferibilmente, tra i meno eccitanti.
La regola del palming è: periodi brevi, lieti e frequenti.
Se gli insegnanti elementari facessero eseguire il palming alla scolaresca
durante la lezione di storia, vi sarebbero minore irrequietezza, minore
lancio di palline di carta e maggiore attenzione.
Gioco per gli occhi miopi.
In un negozio che venda, oltre alle solite carte da gioco, anche altri
tipi di carte, acquistate due mazzi di carte alfabetiche o due mazzi di
immagini di animali. Se poi il bambino ha particolare familiarità
con le carte da gioco normali, ci si può servire anche di queste.
Il presente esercizio deve assumere l'aspetto di un indovinello.
1. Uno dei genitori prende un mazzo e il bambino un altro. I due dovranno
essere ad una distanza tale da permettere al bambino di distinguere abbastanza
facilmente le illustrazioni delle singole carte. Il bambino dovrà
inoltre volgere le spalle alla luce e una buona luce, preferibilmente quella
solare, deve cadere sulle carte dell'adulto.
2. Il bambino dispone sul pavimento, innanzi a sè, mezzo mazzo
di carte. Subito dopo, l'adulto solleverà una carta.
3. Il bambino, ritto di fronte alle proprie carte, ondeggerà lievemente,
da lato a lato, facendo scorrere la visione da un margine all'altro della
carta che l'adulto stringe nella mano.
4. Quando il bambino avrà o crederà di avere individuato
la lettera o l'immagine di tale carta, sceglierà, dal mazzo disposto
sul pavimento, la carta corrispondente a quella dell'adulto. Spronatelo
insistentemente a indovinare.
5. Se il bambino indovina, attraversa la stanza e prende la carta dell'adulto
da lui vinta; se sbaglia, porta la propria carta all'adulto, che registra
il punteggio. Per conferire maggiore interesse al gioco, sarà opportuno
tenere un conteggio quotidiano sia dei punti, sia degli aumenti delle distanze
dalle quali il bimbo guarderà di volta in volta le carte. La corsetta
che il bimbo compie attraverso la stanza, dopo aver scelto ogni lettera
o immagine, è molto rilassante.
6. Per i bambini delle scuole elementari in grado di comporre qualche
frase, si potranno combinare, con le apposite lettere, brevi periodi come:
"Il cane rincorre il gatto". I genitori in grado di valutare l'interesse
che il bambino porta a questo gioco, potranno certo variarlo e svilupparlo
adattandolo alle particolari tendenze del piccolo.
Se il gioco è eseguito coscienziosamente tre volte la settimana,
insieme agli ondeggiamenti e agli esercizi mattutini descritti nei capitoli
precedenti, il bambino ne ritrarrà grandissimo giovamento.
Passare dalle carte alfabetiche a quelle degli animali o alle carte da
gioco, manterrà l'esercizio vivace, interessante e vario. Se la mente
si annoia, gli occhi si sforzano; se poi si annoia l'adulto, potete esser
certi che si annoierà anche il bambino.
Immagine mentale per gli intervalli di riposo di ogni lezione.
I palmi delle mani sugli occhi chiusi e i gomiti poggiati comodamente
su un cuscino o un tavolino, il bambino vede mentalmente il pendolo di un
orologio che oscilla ritmicamente e sposta lievemente il capo come per seguirne
col naso il movimento. Dopo venti movimenti, il bambino volge il viso al
quadrante dell'orologio e ne rammenta i numeri, pronunciandoli ad alta voce
man mano che, con l'immaginazione lo percorre tutto. Può ripetere
l'esercizio in senso inverso, contando i numeri da dodici a uno. Poi segue
col capo il movimento del pendolo altre venti volte e il periodo di riposo
ha termine. Gli occhi sono rinfrescati, il nervo ottico stimolato e possiamo
riprendere la lezione.
Immagine mentale (racconto da leggere ai bambini mentre eseguono il
palming)
Riesci a ricordare l'aspetto di uno gnomo che hai visto in un negozio,
nel giardino di alcuni amici o nelle illustrazioni di un libro? Non ti divertirebbe
immaginare di essere uno gnomo che fabbrica giocattoli nella bottega di
Babbo Natale, al polo Nord? Il laboratorio ha la forma di un iglù
eschimese arredato con molti banchi disposti in circolo intorno alle pareti.
Quando entri, tutti gli gnomi sono al lavoro.
Babbo Natale, con un largo sorriso e con una gaia luce negli occhi, ti
si fa incontro sulla porta; ti invita ad entrare e ti conduce presso una
grande stufa che è al centro della bottega, perché tu possa
scaldarti. Hai infatti percorso molte miglia su una slitta trainata da cani,
percorrendo strade coperte di neve e spazzate da un gelido vento. Ora, le
mani, il viso, i piedi e tutto il tuo corpo sono caldissimi e sei pronto
a seguire Babbo Natale presso un banco vuoto. Egli ti presenta Piccolino,
lo gnomo che lavora al banco sito alla tua destra. Piccolino è un
tipo allegro e ti riesce subito simpatico. Poi Babbo Natale chiama Gòngolo
per presentartelo: Gòngolo lavora al banco che è alla tua
sinistra. Questi due gnomi, come tutti gli altri che lavorano ai banchi
della grande bottega, indossano abiti color rosso fuoco, cappucci, e stivali
di cuoio nero simili a quelli di Babbo Natale, ma, naturalmente, molto più
piccoli.
Babbo Natale, che è indaffaratissimo poiché mancano soltanto
tre mesi a Natale, invita Piccolino e Gòngolo a spiegarti il lavoro,
e i due gnomi obbediscono scrupolosamente giacché provano per te
molta simpatia e desiderano che tu rimanga tra loro. Babbo Natale, infatti,
pretende un buon lavoro, in modo che i bambini e le bambine che, la mattina
di Natale, dovranno trovare i giocattoli sotto l'albero, non rimangano delusi.
Gòngolo ti spiega che tutti gli gnomi, terminato il lavoro, si
divertono un mondo, ma che, durante il giorno, si dedicano anima e corpo
agli incarichi assegnati loro da Babbo Natale.
Il tuo compito consiste nel dipingere i puntini bianchi sui rettangoletti
neri del gioco del dòmino. Piccolino toglie il coperchio a una scatola
di dòmino per insegnarti il lavoro. Ogni dòmino nero presenta
al centro, una linea divisoria. Su una metà del rettangolo, che è
situato in senso orizzontale, tu scorgi sei piccole cavità nere,
tre a sinistra e tre a destra.
Piccolino ti insegna che ogni cavità deve essere riempita di lacca
bianca. Nell'altra metà del dòmino vi sono sette cavità.
Il sette assomiglia al sei, ma presenta una cavità in più
al centro, ciò che lo fa rassomigliare ad una H.
:Un altro dòmino presenta otto cavità, disposte in modo
da farti pensare ad una cornice.
Sotto l'otto, è il nove, che si compone di tre file di tre cavità
ciascuna, che riempiono completamente tutto il dòmino.
Lo gnomo Gòngolo ritiene opportuno mostrarti come sia facile il
lavoro; perciò ti invita a sedere su uno sgabellino e apre una latta
di lacca bianca. Tu cominci a rimestare lentamente, con una bacchetta, la
lacca che si fa sempre più bianca, fino a divenire più candida
della neve. Ora tutto è pronto perché tu possa incominciare
a dipingere.
Gòngolo ti dà un pennello, poi estrae dalla scatola un
rettangolino nero perché tu ne riempia di lacca le cavità
.
"Dipingi le cinque cavità di una metà e le tre dell'altra"
dice Gòngolo.
Tu affondi il pennello nello smalto bianchissimo e tracci un bel puntino
bianco su ogni cavità (ad ogni angolo di questa metà del pezzo
ve n'è una) e un puntino nel mezzo. Ti resta ora da dipingere l'altra
metà .
Torna ad intingere il pennello nella lacca e inizia col puntino di sinistra,
passando poi a quello di centro e infine a quello di destra. Piccolino guarda
il tuo lavoro, osserva che è eccellente e sistema il pezzo ad una
estremità del banco per lasciarlo asciugare. Rimane poi ad osservarti
mentre dipingi gli altri pezzi: l'uno-nove, il due-quattro, il sei-sette,
l'otto-uno. Dipinti che sono, Piccolino sistema anche questi angoli sul
tavolo perché si asciughino.
Gongolo ti suggerisce adesso di alzarti un poco per riposare e tu ti
incammini verso il centro della bottega, volgendo le spalle al banco. Riesci
a ricordare il rettangolo che hai dipinto per primo? E il secondo? E il
terzo, il quarto, il quinto? Hai davvero una buona memoria! Ora hai raggiunto
il centro della bottega e ti volgi verso il banco. Ecco i dòmini,
ti appaiono chiarissimi, tanto chiari che pensi sarebbe divertente guardare
dalla parete opposta. Sono ancora perfettamente chiari. Come spiccano i
puntini bianchi che hai appena dipinto, sul nero dei pezzi! Li distingui
tutti: cinque-tre, uno-nove, due-quattro, sei-sette, otto-uno. Ora sai che
i bambini che riceveranno quei pezzi per Natale li gradiranno moltissimo,
perché tu hai eseguito il lavoro a regola d'arte.
Questa gita nel paese dei giocattoli è divertente e gli gnomi
ti piacciono tutti, ma ricordando la mamma, il babbo e i compagni non puoi
non pensare che essi sentono la tua mancanza, come tu senti la loro. Perciò,
con un gaio arrivederci e un cenno della mano a tutti gli amici del polo
Nord, inizi il viaggio di ritorno e in un lampo sei a casa.
ISTRUZIONI PER I GENITORI
1. Gli occhi del bambini debbono essere ben esposti al sole ed è
necessario che eseguano il palming prima e anche durante il gioco
se il piccolo dà segni di stanchezza.
2. L'adulto dovrebbe tenere la carta in modo che il riflesso non abbagli
gli occhi del bambino.
3. Se il bambino non identifica le prime due o tre lettere, ciò
significa che la distanza iniziale è eccessiva.
4. Se le prime cinque o sei lettere vengono interpretate con facilità,
ma poi cominciano gli errori vuol dire che gli occhi sono stanchi. Tornate
ad esporre il bambino al sole e fategli eseguire il palming. In mancanza
di sole basterà una luce calda.
5. Non prolungate troppo il gioco. In un primo tempo saranno sufficienti
dieci minuti, intercalati da frequenti e brevi soste.
6. Col migliorare della visione, la distanza potrà essere aumentata.
7. Se una lezione si svolge al sole, e la successiva alla luce artificiale
perché il tempo è coperto, non tentate di aumentare la distanza,
poiché essendo le condizioni di visibilità meno propizie,
l'interpretazione delle lettere sarà , per il bambino, doppiamente
difficile.
8. Evitate che il bambino fissi una lettera o si sforzi di vederla. Ciò
è deleterio ai fini della visione. Il bimbo deve afferrare la lettera,
per dire, al volo, mentre sposta lo sguardo da un margine all'altro della
carta. Se vi accorgete che fissa una lettera, fate sparire immediatamente
la carta e chiedete al piccolo di chiudere gli occhi e di eseguire sei ondeggiamenti
prima di tornare a guardare.
9. Badate che il bambino respiri regolarmente e ritmicamente. Trattenere
il respiro provoca sforzo visivo.
10. Se un occhio del bimbo è più forte dell'altro, copritelo
con una benda durante una parte del gioco, in modo da lasciare che l'occhio
debole esegua l'esercizio da solo. La distanza iniziale sarà , di
conseguenza, inferiore a quella adottata per tutti e due gli occhi.
11. Procurate che i bambini non acquistino il malvezzo di sforzarsi,
di inclinare il capo da un lato, di fissare, di battere le palpebre troppo
di rado, di trattenere il respiro quando cercano di concentrarsi. Cercate
di eliminare anche le eventuali altre manifestazioni di tensione nervosa.
Sorvegliate le vostre abitudini; i bambini sono portati all'imitazione e
lo sforzo visivo è facilmente comunicabile.
12. I bambini normali sono lettori inveterati. Se i genitori riuscissero
a comprendere che quando il bambino non ama la lettura ciò è
dovuto quasi sempre alla fatica degli occhi! E questa fatica, probabilmente,
deriva dalla difficoltà di mettere la vista a fuoco a distanze ravvicinate,
difficoltà che può essere superata insegnando al bambino a
rilassare i nervi tesi. La lettura cesserà così di essere
un sacrificio e diventerà una gioia. L'occhio fa sempre il contrario
di ciò che gli si impone e tutto ciò che cerchiamo di fargli
fare provoca la reazione opposta. Quindi tutto ciò che tentiamo di
compiere con l'occhio, è errato. Dobbiamo insegnare al bambino non
a cercare di vedere, ma a lasciare che la visione abbia luogo da sola. Si
ritiene, comunemente, che i bambini diventino miopi per l'eccessiva lettura.
Sennonché, la miopia non è provocata dall'uso della vista
da vicino, ma dallo sforzo di vedere oggetti lontani.
13. Imprimetevi nella mente questo principio: "Gli occhi che si
riposano prima di stancarsi, non saranno mai esausti".
CONSIGLI PER GLI OCCHI DEGLI SCOLARETTI
Molti bambini che frequentano le prime classi elementari presentano un
visus normale e vedono la lavagna senza difficoltà. Gli insegnanti
delle elementari possono però testimoniare che, passando alle classi
superiori, i bambini vedono sempre meno la lavagna e debbono servirsi degli
occhiali. Il peggioramento della visione non è dovuto soltanto al
riflesso abbagliante e alla cattiva illuminazione della lavagna. Infatti
è stato dimostrato che guardare cose poco familiari, parole o frasi
nuove, figure o carte geografiche mai viste, tende a produrre sforzo visivo.
Si è anche dimostrato, però, che lo sforzo può essere
neutralizzato mostrando ai bambini, quotidianamente, da una certa distanza,
alcune frasi od oggetti familiari. La facilità con cui gli occhi
colgono le parole, i numeri o gli oggetti familiari, questa facilità
di visione che sottintende una mancanza di sforzo può essere trasmessa
alle cose poco familiari, preservando così una vista normale o normalizzandone
una difettosa.
Gioco del calendario.
Questo "gioco del calendario" è particolarmente indicato
per i bambini delle scuole elementari e si fonda sui principi or ora enunciati.
I bambini amano imparare cose nuove e anche quando non conoscono ancora
i numeri, è facile insegnar loro a leggere sul grande calendario
annesso a questo volume. Il calendario può essere, ad esempio, appeso
ad un attaccapanni situato in buona luce nella stanza di soggiorno. Qualora
la mamma e il bambino eseguano insienie il gioco tutte le mattine, se ne
avvantaggeranno ambedue.
1. Esponete gli occhi al sole, guardando tra le palpebre socchiuse lo
scintillio dei raggi; nel frattempo, il bambino gioca all'elefante ed esegue
il relativo ondeggiamento.
2. Mamma e bambino dovrebbero ora sedersi ed eseguire per cinque o dieci
minuti, a seconda del tempo a loro disposizione, il palming. La mamma
racconterà una storia, oppure sarà lo stesso bambino a farlo.
3. Collocatevi accanto al bambino, scegliendo una posizione dalla quale
questi possa vedere il calendario. Ciò fatto, indicate col dito i
numeri grandi, leggendoli ad alta voce l'uno dopo l'altro.
4. Muovete un passo indietro fino a raggiungere la massima distanza dalla
quale il bambino possa vedere i numeri, e fingete di tracciare con l'indice
i singoli numeri a misura che vengono letti ad alta voce.
5. Per variare il gioco, si può leggere uno dei piccoli calendari
stampati in fondo alla tavola, naturalmente ad una distanza proporzionata
all'altezza dei caratteri.
6. Cercate prima di tutto i 2 riprodotti sul calendario, poi i 5 e così
via.
7. Leggete ad alta voce un numero sì e un numero no.
8. Leggete il primo e l'ultimo numero di ogni riga; poi il secondo e
il penultimo, poi il terzo e il terzultimo
Per rendere l'esercizio più interessante, mamma e bambino possono
inventare nuovi giochi da eseguire con i numeri. Il miglioramento che questo
semplice esercizio apporterà alla visione vi sorprenderà.
Col passare delle settimane, la distanza può essere aumentata e avvertirete
un notevole vantaggio tanto a scuola che altrove.
CAPITOLO UNDICESIMO
CONSIGLI ALLE PERSONE DALLA VISTA DEBOLE
"Il pensiero è fratello gemello dell'impulso, giacchè
per la memoria, per il giudizio e per la vista si rende necessaria una delicata
combinazione di abitudini e impulsi"
JOHN DEWEY.
LA VISIONE è un impulso; perciò diciamo che la memoria
dona la visione agli occhi che ne sono privi e, viceversa, che la memoria
migliora man mano che gli occhi acquistano la visione.
Una debole percezione è già visione. L'occhio e la mente
possono essere paragonati a una lampada e a un circuito elettrico; deve
verificarsi il contatto. Se l'occhio è troppo debole per trasmettere
il messaggio alla mente, si può insegnare a una buona mente a trasmettere
l'immagine all'occhio. Nell'uno o nell'altro modo, il contatto ha luogo,
la visione si attua ed è in grado di migliorare. Una buona visione
non è altro che una debole percezione amplificata quanto più
è possibile; in altre parole, costituisce il massimo potenziamento
delle capacità dell'occhio umano.
La teoria di solito insegnata da quanti si occupano di occhi ciechi o
prossimi alla cecità, è quella della compensazione. Secondo
questa teoria, la visione non è necessaria dal momento che, per compensare
la mancanza della vista, possono essere coltivati gli altri sensi.
Noi che insegniamo il metodo Bates siamo di parere diametralmente opposto.
Se esistono una debole percezione e una buona mente, è possibile
sviluppare una buona visione. Il grado di miglioramento consentito a tali
occhi è connesso naturalmente, ai problemi fisici, mentali e visivi
propri ad ogni caso. Quali che siano gli altri fattori che operano su un
occhio dalla visione offuscata, lo sforzo esiste sempre e bada solo, a provocare
fastidi che, funzionali finiscono col diventare organici. Liberare gli occhi
dallo sforzo visivo è di per sè un grande progresso. L'esperienza
ha dimostrato che se una persona impara a rilassare nel dovuto modo occhi
e nervi, la sua capacità di resistenza generale migliora e il corpo
riesce facilmente ad eliminare i fastidi da cui è afflitto. Insegnare
alle persone dalla vista offuscata a sviluppare per mezzo del rilassamento
ciò che resta loro della visione, fino a raggiungere. la maggiore
efficienza possibile, è quindi uno scopo degno d'attenzione. Questo
è appunto il fine di questo capitolo.
GUIDARE IL LORO PASSO
I parenti e gli amici delle persone dalla vista offuscata non sanno di
solito come rendersi utili, pur essendo ansiosi di assistere il paziente.
Sarà quindi di indubbia utilità stabilire alcune regole sulla
maniera di aiutare i ciechi o le persone dalla vista quasi completamente
offuscata.
Ci avviene spesso di osservare il comportamento di coloro che accompagnano
i ciechi. Costoro, in strada, sostengono per il braccio le persone loro
affidate e le fanno sprofondare nell'ignoto accollandosi il compito di indicare
i gradini, gli avvallamenti del marciapiede, gli angoli da attraversare.
Sarebbe invece molto più utile offrire il proprio braccio a chi è
privo dell'uso della vista, in modo che egli avverta, al tatto e al movimento,
quando il compagno sale, scende, imbocca una determinata direzione o si
arresta. Il cieco potrebbe così acquistare libertà d'azione
e sostituire il tatto al senso della vista. E un buon esercizio, per l'accompagnatore
di un cieco, muoversi ad occhi chiusi nell'ambito a lui familiare della
casa. Sarebbe anche utile muoversi, di notte, nella casa di un amico, senza
accendere la luce, in modo da rendersi conto delle sensazioni di una persona
dalla vista offuscata e incapace di vedere.
Per le scale, l'accompagnatore dovrebbe scendere per il primo, un braccio
teso verso il cieco e l'altra mano afferrata alla ringhiera; il cieco, dal
canto suo, dovrebbe seguirlo, una mano sulla ringhiera, l'altra sulla spalla
della guida e gli occhi fissi innanzi a sè. Soltanto allora, il cieco
potrebbe avvertire ogni gradino e, in caso di caduta provocata da stordimento
o da un falso, la guida sarebbe in grado di sostenerlo. Alla peggio, il
cieco potrebbe cadere a sedere invece che in avanti, incidente, quest'ultimo
che la guida non sarebbe invece in grado di evitare se si limitasse a guidare
l'altro per il gomito.
È buona norma, per le persone dalla vista offuscata, usare scarpe dalle
suole flessibili e sottili in modo che i piedi possano rendersi conto della
strada che percorrono. Lasciate che i piedi trovino da soli la strada, senza
impacciarli con la vista. Quella di camminare è una funzione subcosciente
nella quale, in una persona normale, gli occhi non intervengono. Ho potuto
personalmente procurarmi una sorprendente conferma di quanto asserisco.
Eravamo in villeggiatura e dovevamo percorrere sette chilometri al giorno
di terreno montagnoso, su strada appena tracciata. Inciampavamo, ci lussavamo
i piedi, ci rovinavamo le scarpe e ci torcevamo le caviglie. Questo benché
cercassimo di evitare con estrema attenzione le pietre e i massi che incontravamo
lungo la strada. Insomma, quelle passeggiate erano un vero e proprio tormento.
Ma le cose mutarono la volta in cui dovemmo percorrere i sette chilometri
in una notte senza luna e alla sola luce delle stelle. Era inutile badare
a dove posavamo i piedi perché eravamo su un sentiero ben poco illuminato;
desistemmo così da ogni tentativo di guidare i nostri passi con la
vista e lasciammo che i piedi trovassero la strada da soli, come natura
voleva. Durante la gita notturna non inciampammo nè ci torcemmo le
caviglie, e gli occhi e la mente furono più liberi di godere la bellezza
del cielo, la distesa dei prati e le colline lontane illuminate dalle stelle.
Nel percorrere una stanza, le persone dalla vista offuscata dovrebbero
concentrare la loro attenzione soltanto sulla parte inferiore del corpo,
poiché è guardando dalla cintola in giù che i contorni
dei mobili sono più chiaramente visibili. Se occhi offuscati, ma
dotati di una vista sufficiente a scorgere la sagoma di una sedia o di un
tavolo, fissano lo sguardo in alto, possono procurarsi contusioni facilmente
evitabili.
Una persona dalla vista fioca dovrebbe, prima di sedersi, chinarsi verso
la poltrona e lasciare che gli occhi la percorrano da sinistra a destra
per individuare i braccioli e le sponde. Eviterebbe così di sedersi
in terra invece che sulla poltrona, incidente frequente a verificarsi quando
non si sia individuato che un unico bracciolo.
CONSIGLI PER IL LAVORO DEGLI OCCHI OFFUSCATI
Preparatevi per il lavoro quotidiano eseguendo tutti gli esercizi fisici
e mentali di rilassamento del terzo e del quarto capitolo. Se avete un barlume
di vista, questi esercizi vi offriranno una maggiore possibilità
di afferrare, durante il giorno, movimenti e forme. Ma quand'anche foste
privi di quel barlume, potrete beneficiare della distensione elargita dagli
esercizi ai nervi tesi e ai muscoli contratti.
Compiendo un determinato lavoro, seguite il movimento delle mani. Lavando
i piatti, ad esempio, non fissate lo sguardo sul piatto mentre spostate
verso di esso lo strofinaccio. Seguite invece il movimento dello strofinaccio
che si avvicina al piatto e comincia a percorrerlo. Seguite il movimento
della mano, interrompe la fissità visiva. Dobbiamo perdere l'abitudine
di fissare. Le persone dagli occhi offuscati tengono, invece, lo sguardo
fisso sul sole o sui volti, e quando sono soprappensiero non muovono un
solo muscolo; spesso si addormentano in posizione rigida e con le palpebre
contratte.
Badate di tenere non già davanti al viso, ma dietro la spalla
sinistra, la luce che vi illumina mentre lavorate. Eviterete in tal modo
che la luce vi abbagli gli occhi. La luce che brilla negli occhi, anche
se riflessa, annienta la visione offuscata; analogamente, a tavola, il riflesso
di una tovaglia bianca impedirà la vista del piatto, dell'argenteria
e del cibo. Sarebbe bene situare sotto il piatto un bel quadrato di stoffa
nera, in modo da far vividamente spiccare l'argenteria, i piatti e il loro
contenuto.
Non perseverate nell'errata concezione che il sole e la luce siano nocivi
agli occhi. I bagni di sole non solo non nuocciono, ma stimolano la retina
e apportano la visione. Esponendo però gli occhi al sole, non dovreste
cercare di vedere. Dopo un'esposizione al sole, eseguite il palming dando
al nervo ottico il tempo di assorbire la luminosità. Sarà
solo dopo questo assorbimento che, volte le spalle alla luce e facendo sì
che questa cada sull'oggetto da voi prescelto, potrete sviluppare la visione.
(Vedi capitolo terzo sull'esposizione degli occhi al sole.)
Le stanze in cui vivono le persone dalla vista offuscata dovrebbero poter
disporre di una illuminazione eccezionale ed essere tinteggiate in chiaro.
Inoltre, i tendaggi non dovrebbero essere nè pesanti nè dì
tinta scura, nè troppo aderenti alle finestre. Le persiane, infine,
dovrebbero essere spalancate, sì da agevolare il più possibile
l'ingresso della luce e soccorrere una visione debole.
Una nostra allieva che era riuscita ad acquistare una discreta vista
all'aperto ed in stanze ben illuminate, lamentava di non poter mai mostrare
agli amici i suoi progressi poiché le case in cui era invitata erano
buie e oscurate da larghe grondaie o da una eccessiva vegetazione. Le feste
degli amici si svolgevano alla luce di candele, e anche quando l'allieva
veniva condotta a pranzo fuori, le sale dei locali erano artistiche ma così
scarsamente illuminate che ella riusciva a malapena a distinguere quello
che mangiava. Più fioca è la visione, più intensa e
brillante è la luce che occorre per imprimere una immagine sulla
retina offuscata.
USO DEGLI OCCHI QUANDO SI VIAGGIA
In automobile ci accade sovente di osservare chi siede sul sedile anteriore
ha gli occhi costantemente fissi sulla strada, abitudine particolarmente
dannosa alle persone dalla vista offuscata. E probabile invece che si possa
acquistare inaspettatamente la visione, sedendo col corpo eretto, la testa
dritta sulla spina dorsale e volgendo coscienziosamente la testa e l'attenzione
da un lato all'altro, scorrendo con lo sguardo il panorama. Gli occhi fiochi
tendono a fissarsi rigidamente e perdono la visione del mondo circostante.
In automobile o a passeggio, cercate di spostare continuamente la visione.
Una signora di una certa età, costretta a camminare a tentoni
in casa e, almeno in apparenza, completamente cieca, amava molto l'automobile.
Tra la sorpresa generale, quando era seduta comodamente nell'auto ella soleva
leggere le scritte a caratteri cubitali dei cartelloni pubblicitari che
si susseguivano lungo la strada. Il rilassamento prodotto dalla buona illuminazione,
dall'aria fresca, dalla sensazione piacevole del movimento, era coadiuvato
dal rapido spostamento dello scenario. Ciò induceva gli occhi a muoversi
rapidamente permettendo alla signora di vedere; dimostrazione efficacissima
del nostro credo: "Quando l'occhio si muove, vede ". Il problema
consiste nell'insegnare agli occhi offuscati a muoversi.
Insegnate ai vostri occhi a muoversi rapidamente. Prendete una grossa
palla e passatela dalla mano sinistra alla destra, poi di nuovo alla sinistra,
seguendola con lo sguardo e muovendo il capo insieme ad essa. Presto potrete
lanciarla da una mano all'altra e, in un secondo tempo, gettarla in alto
e riprenderla tra le mani unite. Badate a seguirne la traiettoria con lo
sguardo.
Il dottor Bates ha scoperto che è estremamente rilassante, per
gli occhi offuscati o sforzati, osservare i gattini o i cuccioli che giocano
e compiono movimenti graziosi e spontanei che attraggono il nostro interesse.
PENSARE ALLA FORMA
Tornare a pensare in termini di forma. Quando ci si abitua alla visione
offuscata, tendiamo ad affidarci integralmente all'udito e al tatto e a
dimenticare l'aspetto delle cose, e cioè la loro forma e i loro contorni.
La mente che risiede dietro gli occhi deve, mediante un'opportuna educazione,
riacquistare l'abitudine di pensare alla forma. Ciò vale particolarmente
per i caratteri a stampa. Se le persone dagli occhi offuscati riuscissero
a rammentare vividamente la forma delle singole lettere, ben presto riuscirebbero
a leggere i titoli dei giornali. Un buon esercizio di immagine mentale consiste
nel ripassare, con l'aiuto di un amico, tutto l'alfabeto per ricostruire
con la memoria la forma delle singole lettere maiuscole; ciò fatto,
si ricostruiranno le lettere minuscole e finalmente le frasi L'esercizio
è di importanza fondamentale se la mente deve interpretare lettere
che all'occhio può riuscire facile individuare. A tale scopo, si
potrebbero disegnare mentalmente le lettere con la punta del naso oppure
si potrebbe tracciarle con l'indice di una mano sul palmo dell'altra.
Le persone dal visus offuscato che eseguono gli esercizi di rilassamento
per gli occhi, dovrebbero imporsi di guardare. Esse hanno a lungo rinunciato
alla vista, lasciando che gli altri sensi ne compensassero la mancanza;
sicché quando la visione ritorna, la mente non pensa a servirsene.
In altri termini l'immagine non viene sviluppata dalla lastra sensibile
che l'ha registrata e non esiste la coordinazione fra l'occhio e la mente.
Mi si presentò una volta un bambino che era stato educato in una
scuola per ciechi. Poco alla volta, la sua visione cominciò a correggersi
e a svilupparsi in modo davvero incoraggiante. Un giorno gli chiesi: "Jimmy,
ormai a scuola vedi piuttosto bene, ma avverti un miglioramento della vista
anche quando sei all'aperto? " Il bimbo rispose: "Sono certo che
solo se pensassi a guardare, potrei vedere meglio quando mi trovo in istrada,
ma, sa, sono rimasto per tanto tempo privo della vista che a guardare non
ci penso nemmeno ". Chiedo perciò a coloro che riescono a rilassare
gli occhi offuscati: "Per favore, imponetevi di guardare! Rimarrete
sorpresi dai risultati che otterrete ".
Rammentate di respirare regolarmente! È un'abitudine comune alle
persone dalla vista difettosa e a coloro che sono afflitti da vizio di rifrazione,
quella di trattenere il respiro quando tentano di vedere qualcosa. In altre
circostanze respirano normalmente, ma nell'istante in cui desiderano vedere,
cessano di respirare oppure respirano quel tanto necessario a restare in
vita. Il respiro è essenziale ai fini della visione. Quando volete
davvero vedere un oggetto, respirate profondamente. Il flusso di sangue
ossigenato che il respiro invia all'occhio stimola la retina e riesce perfino
ad assottigliare la nube negli occhi che soffrono di cataratta incipiente.
Fate spesso il palming, se possibile per lunghi periodi o, almeno,
per pochi minuti. di tanto in tanto, se i lunghi periodi non sono possibili.
Nell'oscurità, coprite gli occhi contratti per distenderli. L'occhio,
se ne ha la possibilità, possiede una formidabile capacità
di ricupero.
Tale possibilità è il rilassamento ottenuto dapprima col
palming, ma conservato anche durante le ore di attività. Sotto
l'azione del rilassamento, ho visto migliorare occhi bruciati da acidi,
occhi che avevano subito operazioni che avevano sofferto della caduta delle
iridi o di altre gravi malattie.
Perfino una macchina fotografica imperfetta in cui trapelino raggi di
luce o che abbia la lente difettosa, può riprendere qualche fotografia,
se la pellicola è buona, e quella fotografia può essere sviluppata
da un abile fotografo e riuscire perfetta. Così accade con l'occhio.
Gli occhi affetti da imperfezioni congenite, da difetti della camera oscura
e via dicendo, possono ricevere, se la retina è in discrete condizioni,
qualche immagine e queste immagini, con l'aiuto di una opportuna ed intelligente
interpretazione, possono essere sviluppate da una buona mente. La mente
lavora sulle immagini attraverso la memoria e l'immaginazione giacchè,
come spiega Huxley, "il potere di interpretazione dipende dalla quantità,
dalla qualità e dalla disponibilità delle esperienze passate...
che esistono, per noi, solo nella memoria. È giusta, quindi, l'affermazione
che la percezione dipende dalla memoria... e dall'immaginazione ".
Quando la visione è in declino, anche la memoria scema. Col ricostituirsi
della visione, anche la memoria ritorna. In coloro che si sono rassegnati
alla cecità, si sviluppa una memoria meravigliosa, ma dovuta ad altri
sensi invece che alla vista. Sarà cioè una memoria acustica
o tattile, ma non visiva. Esercitate perciò la memoria visiva ricordando
la forma di oggetti visti in passato.
Il rilassamento permette ai ciechi o alle persone dalla vista offuscata
di accogliere il sole con gioia, di liberarsi dalle sofferenze dovute alla
tensione, di non avvertire più quel turbinio di colori o quelle allucinazioni
visive, che sono, tanto gli uni che le altre, sintomi di tensione. Il rilassamento
dona inoltre un sereno riposo.
IMMAGINE MENTALE PER IL RILASSAMENTO
Le persone dalla vista offuscata o quelle prive del tutto della vista,
hanno bisogno del rilassamento mentale e questo può essere provocato
da un piacevole ricordo. Quando la mente si lascia assorbire dal pensiero
di qualche cosa bella o interessante, gli occhi e i nervi tesi si rilassano.
La seguente immagine mentale, gradita a moltissimi, deve essere letta mentre
il paziente esegue il palming. Sedete su una comoda poltrona. Avete
di fronte una candida pista di materiale plastico, circa tre centimetri,
a forma di ferro di cavallo e lievemente sopraelevata sulla destra.
Questa pista termina, con una specie di pendio rettilineo, in un porta-gioie
d'argento. Alla vostra destra, avete una coppa di cristallo piena di gioielli
grossi come palline e squisitamente intagliati. Vi sono un grosso rubino,
una pallina verde di giada, un brillante tondo e scintillante, una lucida
e nera pallina di onice, una ametista violacea, una vivida pallina verde
di smeraldo, un topazio color ambra, una pallina di zaffiro le cui sfaccettature
risplendono vivamente, una pallina d'opale, dalle infinite sfumature rosse,
verdi o azzurre-grigie e una, levigatissima, del più puro avorio.
Chinatevi ora verso la coppa di cristallo e scegliete un gioiello. Rigiratelo
tra le dita in modo che ognuna delle sue infinite sfaccettature capti la
luce e rifletta i suoi colori. Collocatelo poi sulla pista di materiale
plastico e dategli l'avvio. La preziosa pallina percorre il circuito a velocità
sempre maggiore e finalmente, superato il rettilineo, raggiunge il porta-gioielli
alla vostra sinistra.
Eseguite l'esercizio con ogni pallina, ammirando la bellezza degli smaglianti
colori dei gioielli: il rubino, la giada, il diamante, l'onice, l'ametista,
lo smeraldo, il topazio, lo zaffiro, l'opale e l'avorio. Seguite attentamente
il movimento di ogni pallina man mano che essa percorre il circuito plastico
e il rettilineo per poi finire nel porta-gioielli.
GIOCO DEL DOMINO PER COLORO CHE POSSEGGONO UNA VISIONE DEBOLISSIMA
Come preparazione, esponete gli occhi al sole, ed eseguite gli ondeggiamenti
e il Palming descritti nei primi capitoli del volume.
I. Sedete in modo da volgere il dorso alla luce, che dovrebbe così
cadervi sulla spalla sinistra. Procuratevi una grossa scatola di pezzi di
domino, neri, che giungano fino al doppio nove. Questi tipi di dòmino
sono infatti molto più interessanti di quelli che arrivano solo fino
al doppio sei. Collocate la scatola su un tavolo, alla vostra destra, e
il coperchio alla vostra sinistra. Quando lo avrete fatto, potrete incominciare.
2. Prendete dalla scatola, alla vostra destra, un pezzo di dòmino.
Chiudete delicatamente gli occhi e fate scorrere la punta delle dita sui
puntini di una metà, poi, sfiorata la linea divisoria, passate ai
puntini dell'altra metà. Vi impadronirete così dell'immagine
mentale delle caratteristiche del pezzo.
8. Gli occhi sempre chiusi, muovete lievemente il capo da lato a lato
pensando ai candidi puntini (prima quelli di una metà, poi quelli
dell'altra) che spiccano sul rettangolino nero.
4. Inspirate profondamente e, continuando sempre a far ondeggiare il
capo, aprite gli occhi.
Percorrete con lo sguardo tutto il pezzo che tenete esposto alla luce
del sole, spostando contemporaneamente viso ed occhi. Rammentando l'immagine
mentale del dòmino, avvicinate il pezzo agli occhi quanto volete.
Procurate di espirare regolarmente.
5. Non preoccupatevi se non vedete bene o se non vedete affatto. Chiudete
invece gli occhi, continuando a muovere il capo da lato a lato e tornate
a ricordare il dòmino che avete sentito al tatto, con la punta delle
dita.
6. Aprite di nuovo gli occhi con una profonda espirazione e volgete il
viso (cioè l'attenzione) prima verso una metà e poi verso
l'altra. Non insistete, non ostinatevi a voler veder bene. Accontentatevi
in un primo tempo di ciò che vi si presenta agli occhi; andrà
meglio la volta successiva.
7. Deponete il dòmino nel coperchio, alla vostra sinistra, e scegliete
un altro pezzo dalla scatola che si trova, come abbiamo detto, alla vostra
destra. Tornate a chiudere gli occhi. Fate scorrere le dita sui puntini
di ogni metà. Muovete la testa quattro volte pensando ai bianchi
puntini che spiccano sul nero dell'ebano.
8. Aprite gli occhi, e rivolgete il viso prima verso una metà
poi verso l'altra del rettangolino che brilla al sole.
Qualora non arrivaste a discernere presto i rettangolini, esaminatene,
nella prima lezione, solo sei o sette. Se eseguirete l'esercizio col debito
rilassamento, la visione ne risulterà ogni volta migliorata. Dopo
il lavoro, esponete gli occhi al sole ed eseguite il Palming. Se,
procedendo nelle lezioni, noterete un miglioramento, potrete gradatamente
allontanare i pezzi di dòmino dal viso e, a suo tempo, pregare qualcuno
che ve li tenga a una maggiore distanza.
GIOCO DEL DOMINO PER QUANTI NON HANNO PERCEZIONE ALCUNA
Questo stesso gioco, eseguito mentalmente, può apportare un notevole
rilassamento agli occhi e alla mente. I pezzi devono essere esaminati col
tatto fino a quando le loro caratteristiche non divengano famigliari. Poi,
eseguendo il palming, si immagini che una mano scelga un angolino
dalla scatola di destra e si leggano i numeri con la memoria, ad esempio
uno che presenti un tre da un lato e un nove dall'altro.
Poi, sempre con l'immaginazione, si lasci cadere il pezzo nel coperchio
(che sarà alla vostra sinistra), e si prenda un altro rettangolino.
Questo gioco mentale si basa sul principio che la memoria rilassa la
mente ed i nervi ed inizia, perfino negli occhi dei ciechi, quei movimenti
che apportano la tranquillità, il conforto e una tregua delle sofferenze.
CAPITOLO DODICESIMO
DALTONISMO
Noi non possiamo credere ai nostri occhi. Viviamo in un inondo formato
di illusioni ottiche. Crediamo di vedere i colori, ma essi esistono soltanto
nel cervello; giudichiamo bella una cosa solo se l'abbiamo vista in precedenza
o ne abbiamo vista un'altra ad essa simile.
ANDRÉ GIRARDÆ
SECONDO le statistiche ufficiali, il daltonismo è stato la causa
della riforma del quindici per cento dei giovani che aspiravano ad entrare
nella marina, del dodici per cento di quelli che aspiravano ad entrare nell'esercito
e del cinque per cento di coloro che intendevano arruolarsi nelle varie
specialità dell'aeronautica. Questi giovani volonterosi e capaci
non hanno così potuto prestare servizio nelle armi da loro scelte.
In molte città, i pompieri, i poliziotti e i ferrovieri devono sottoporre
la vista ad un esame circa i colori L'argomento è quindi di importanza
capitale.
Affermiamo per esperienza che è possibile insegnare la sensazione
del colore ai nervi retinici daltonici di persone dal visus normale,
rilassando la mente, gli occhi e i nervi ed educando poi l'occhio a differenziare
le sensazioni dei colori invece di limitarsi ad interpretare ogni immagine
come composta soltanto di luce od ombra. La sensazione del colore si può
sviluppare addestrando le terminazioni retiniche a reagire alla diversa
lunghezza d'onda dei colori dello spettro. Poche persone dal ViSUS normale
sono completamente daltoniche e cioè vedono ogni cosa nera, bianca
e grigia. La maggior parte degli occhi daltonici interpreta malamente o
scambia taluni colori e più frequentemente i rossi, i verdi e i marroni,
a causa della decentralizzazione o ignoranza del colore.
COLORE NEI NERVI RETINICI NORMALI
Gli scienziati che si occupano di evoluzione insegnano che originariamente
tutti gli esseri umani erano daltonici. I loro nervi retinici non erano
sviluppati al punto da notare le differenze dei raggi colorati proiettati
dai diversi oggetti. Col passare dei secoli, la sensibilità retinica
al colore venne acquisita proprio come l'orecchio si raffinò al punto
di apprezzare la musica invece di accontentarsi del ritmo dei tam-tam. Con
lo sviluppo della retina, i nervi retinici che ricevono i raggi luminosi
hanno imparato a distinguere le radiazioni colorate del rosso, del giallo
e dell'azzurro. Gli scienziati affermano che uno strato di cellule ha imparato
ad individuare i colori per propagarne poi le caratteristiche ad un altro
strato che effettua una cernita più specifica. Il cervello, infine,
mediante un ulteriore strato di cellule ganglionari, ha imparato ad interpretare
la cernita e a riordinarla, e la mente ha acquistato l'idea del mondo smagliante
che ci circonda. Il principio dell'abitudine al colore formatasi nell'uomo
primitivo attraverso i secoli, può essere applicato all'addestramento
dei nervi retinici scarsamente sviluppati dell'uomo ultracivilizzato di
oggi. Fine di questo addestramento è la comprensione di un determinato
colore, della sua composizione e delle sue relazioni complementari con gli
altri colori. L'occhio deve effettivamente acquistare la sensazione di vedere
la fusione di colori ad acquarello e di osservare che il rosso sovrapposto
al giallo genera l'arancione, che il giallo e l'azzurro danno luogo al verde,
ecc.
L'occhio normale, poi, per interpretare con esattezza un colore, deve
comprendere l'effetto che una diversa illuminazione produce su di esso;
ad esempio, deve rendersi conto delle tonalità che acquistano, sotto
una luce giallastra, l'azzurro, il rosso e il violetto. Gli arredatori sono
ferratissimi in materia. Perché, poi, un occhio normale differenzi
il colore, occorre vi sia luce sufficiente. Non v'è occhio che non
sia daltonico al buio o nella semioscurità, poiché, al di
sotto di un determinato grado di illuminazione, tutti perdono la sensibilità
al colore. Al crepuscolo, ad esempio, o in una notte senza luna, quanto
ci circonda sembra grigio.
La stanchezza influisce molto sulla percezione di un colore. L'esaurimento
provocato da un colore ottunde la nostra sensibilità nei confronti
degli altri colori. Un operaio che lavorava tutto il giorno su una tinozza
di liquido di argentatura verdazzurro, aveva i nervi retinici insensibili,
a causa dell'esaurimento, a tutte le altre gradazioni verdi-azzurre dello
spettro. Egli scambiava tutti i colori col rosso, che è il colore
complementare del verde. Lo consigliammo di collocare dietro la tinozza
un cartellone dipinto in un vivace rosso e di posare su di esso gli occhi
frequentemente. L'operaio potè così distinguere di nuovo il
verde e l'azzurro.
COLORE NEGLI OCCHI DI RENDIMENTO INFERIORE AL NORMALE
Gli occhi dai nervi retinici torpidi od offuscati avvertono un miglioramento
nella sensazione del colore man mano che, attraverso esercizi compiuti in
stato di rilassamento dinamico, si sviluppa la visione generale. Qualsiasi
insegnante capace di far raggiungere all'allievo una visione e una messa
a fuoco perfette può , successivamente, rendere sensibili i nervi
retinici alle sottili sfumature dei vari colori e insegnare alla mente ad
interpretare gli stimoli delle rispettive lunghezze d'onda.
OCCHI DEI MILITARI
Molti avieri che, riformati perché daltonici, si erano rivolti
a noi, riuscivano a riconoscere con facilità i colori dello spettro:
rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, violetto. Alcuni erano capaci
perfino di dipingere o di allestire cartelloni. Pure, di fronte alle tabelle
Ishi Hari, non avevano saputo superare la prova. Gli psicologi sostengono,
e noi concordiamo, che le tabelle Ishi Hari e quelle Stilling, le tabelle
tedesche, non sono vere e proprie prove delle capacità di percezione
dei colori.
Possibile che i nostri nemici abbiano vibrato il primo colpo alle forze
armate americane introducendo questo errato metodo di esame del colore negli
Stati Uniti?
" Queste tabelle", scrive il dottor Robert D. Loken, eminente
psicologo dell'università di California, " sono responsabili
dell'arruolamento nell'esercito di molti giovani dal visus difettoso
e dell'esclusione di molti altri che avrebbero avuto il diritto di far parte
delle forze armate. " Il dottor Loken e il suo collaboratore dottor
Dunlap affermano che le tabelle in questione si limitano ad illustrare il
contrasto luminoso tra i numeri e lo sfondo, e non la differenza di colore,
e che i contorni possono essere percepiti se il contrasto è sufficientemente
netto, senza che intervenga la percezione del colore. I due medici consigliano
la sensibilizzazione dei nervi retinici, l'educazione al colore e successivamente
un esame con le matassine colorate. Anche il professor Forrest Lee Dinmick
dell'Hobart College di Geneve, New York, è di questo parere.
I dottori Dunlap e Loken consigliano anche la somministrazione di ingenti
dosi di vitamina A per migliorare la sensibilità dei nervi retinici
di fronte al colore, osservando che la vitamina A" produce la crescita
e lo sviluppo di tutti i tessuti protettivi, incluse le membrane del tubo
digerente, la pelle e le delicate mucose del naso, della gola e degli occhi
". La retina, essendo una tunica interna dell'occhio, trarrebbe dunque
beneficio da una simile cura.
I due medici dicono pure che è logico affermare che la vitamina
A influisce beneficamente sui coni della retina (la tunica più sensibile
dell'occhio), la quale, secondo concordi teorie scientifiche, controlla
la visione del colore.
COME IMPARARE A DISTINGUERE I COLORI DA SOLI
1. Eseguite coscienziosamente gli esercizi di rilassamento generale fisico,
mentale e visivo descritti nella prima parte del volume, dando particolare
importanza all'esposizione al sole, al palming e agli ondeggiamenti.
2. Lavorate alla luce diurna piuttosto che alla luce artificiale. Procuratevi
della carta bianca e una scatola di colori ad acquarello con i tre colori
primari (giallo, rosso e azzurro) e chiedete a un amico, capace di distinguere
bene i colori, di aiutarvi a dipingere tre strisce parallele, una rossa,
una gialla e una azzurra. Le strisce saranno larghe circa cinque centimetri,
e saranno ad altri cinque centimetri di distanza l'una dall'altra. I tre
colori prescelti sono, come abbiamo detto, i colori cosiddetti primari,
quelli cioè che non possono essere creati dalla combinazione di altri
colori. Esaminateli bene e cercate di afferrarne le differenze. Contrassegnateli
con un segno a matita. Quando le strisce si saranno asciugate completamente,
mescolate parti uguali di rosso e di giallo, ottenendo così l'arancione,
di azzurro e di giallo, ottenendo il verde, e di rosso e di azzurro ottenendo
il violetto: i tre colori secondari. Dipingete ognuna di queste tre combinazioni
(arancione, verde, violetto) sulle strisce di cinque centimetri comprese
fra le tre strisce di colori primari, e non appena si saranno asciugate,
tagliate all'estremità di ognuna di esse un quadratino di cinque
centimetri. Ciò fatto, disponete i quadratini secondo l'ordine dell'arcobaleno:
rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, violetto. Contrassegnateli e numerateli
sul retro. Portateli in tasca in una busta ed estraeteli frequentemente,
disponendoli nell'ordine già ricordato. Presto non avrete più
bisogno di guardare il nome o il numero segnati sul retro, poiché
" sentirete" quali sono e in quale ordine devono trovarsi.
3. Cercate poi su qualche rivista delle fotografie colorate, in modo
da avere degli esemplari più marcati di ognuno dei vostri sei quadratini,
degli esemplari, cioè, più ricchi degli stessi colori. Tagliate
questi pezzetti di carta e contrassegnateli, facendoli anche verificare
da qualcuno.
4. Scegliete alcune cose che corrispondono ad ogni colore del quadratino:
una rosa rossa, una arancia, del burro giallo, l'erba, l'azzurro del cielo,
il violetto della melanzana.
5. Recatevi, con un amico che distingua bene i colori, a guardare qualche
vetrina e sostate innanzi a botteghe di fiorai o a banchi di frutta e verdura,
per indicare e nominare i diversi colori.
6.Eseguite lo stesso esercizio davanti alle vetrine di qualche grande
magazzino, osservando, tentando di analizzare e nominando i colori degli
abiti ivi esposti.
7. Educati ormai al colore e in previsione dell'esame di Ishi Hari, dovreste
ora prendere qualche lezione da un pittore per essere in grado di riconoscere
le sfumature dei colori terziari di cui sono composti i terribili puntini
delle tabelle. Queste confondono l'occhio non esercitato, attratto dalla
luce e dall'ombra invece che dal contrasto del colore. Sapendo questo, individuate
il colore dello sfondo sul quale sono stampati i numeri e prestate attenzione
solo ad esso, anche se talora sarà in luce, talora in ombra e i numeri
emergeranno per contrasto. Respirate profondamente e battete spesso le palpebre.
Fate scorrere velocemente lo sguardo su ogni piastrina colorata e tra l'una
e l'altra volgetelo su un punto lontano. Prima di tornare a guardare, chiudete
gli occhi, ricordando che la paura di non superare l'esame può annientare
la vostra visione. Rimanete quindi rilassati, come avete ormai imparato
a fare all'inizio di questo volume.
CAPITOLO TREDICESIMO
OPERA DEL METODO BATES NELLO SFORZO BELLICO
"Poiché i vizi di rifrazione sono curabili, a nessun soldato
dovrebbe essere consentito l'uso degli occhiali... (e in caso di guerra)
chiunque vada al fronte e quale che sia il suo grado, generale, ammiraglio
o autista di un'ambulanza, dovrebbe rendersi conto dell'importanza del
palming" WILLIAM H. BATES.
DURANTE la seconda guerra mondiale, i richiamati compresero, con un senso
di amarezza, di aver bisogno della vista, non degli occhiali. Coloro che
avevano avuto la fortuna d'aver sentito parlare del nostro metodo di educazione
oculare, dedicarono spesso i periodi di licenza o di permesso alla ricostituzione
della loro vista.
Un giovane che usava lenti molto spesse, tornò in patria per poche
settimane di licenza e si rivolse a noi implorando il nostro aiuto. Egli
dichiarò che gli occhiali gli erano inutili, nella giungla, poiché
la continua traspirazione faceva sì che fossero sempre appannati.
Di conseguenza, il giovane non poteva vedere nulla con gli occhiali e senza
di essi era come cieco. Raccontò che un giapponese lo avrebbe ucciso
se un compagno dalla vista perfetta non lo avesse individuato. Il soldato
procedeva, insieme alla sua pattuglia, lungo un sentiero della giungla,
gli occhiali in mano, quando un tiratore giapponese cominciò a sparare
su di lui da lontano. Mentre i compagni si sparpagliavano qua e là
per ripararsi, il giovane si lasciò cadere in terra e rimase immobile,
incapace di individuare la direzione di provenienza dei colpi. La sua vista
era così scarsa ch'egli non poteva arrischiarsi a lasciare il sentiero.
"Vi prego, aiutatemi a vedere prima che ritorni al fronte", implorò
. "Laggiù ho bisogno degli occhi, non degli occhiali."
Un altro richiamato, un paracadutista, ad ogni lancio che compiva era
come impietrito dal terrore che, toccando terra, gli occhiali gli si rompessero.
Soleva assicurarseli con la massima cura alle orecchie, ma ad onta di ciò
, le lenti si erano rotte diverse volte durante gli esercizi di lancio,
e il soldato era assillato dal timore che l'incidente avvenisse in combattimento
e gli impedisse di distinguere gli amici dai nemici.
Molti altri soldati ci riferirono che spesso si erano rotti loro gli
occhiali mentre si mettevano le maschere antigas.
Quando i soldati ci scrivevano dal fronte o dalle navi chiedendo aiuto,
noi inviavamo loro un libro di istruzioni, sapendo che, se avessero compiuto
coscienziosamente gli esercizi di rilassamento, avrebbero potuto migliorare,
almeno parzialmente, la loro vista.
Siamo certi di aver reso un grande servigio ai combattenti ponendoli
in grado di aumentare il loro potere visivo. Coloro che si recavano in guerra
avevano bisogno della vista e l'esperienza tratta dall'insegnare ai soldati
a vincere le difficoltà loro opposte dagli occhi, ha più che
mai rafforzato il nostro convincimento che la visione può essere
normalizzata rapidamente ed efficacemente. Quei giovani si rivolgevano a
noi animati da un desiderio sconfinato di guarire e la loro mente si dedicava
a questo unico scopo con tanta tenacia che le istruzioni degli insegnanti
erano seguite con sincera fede. Ci accadde spesso di meravigliarci per la
rapidità dei progressi compiuti da questi allievi. E questo ad onta
del fatto che, a volte, non disponevamo che di pochi giorni per fare acquistare
ai soldati la capacità visiva richiesta dalla marina, dalla aeronautica
e dai fucilieri di marina. Nessuno è in grado di prevedere le reazioni
del corpo umano, giacchè questo risponde ora rapidamente, ora lentamente.
Noi non fummo mai in grado di precisare quale sarebbe stato il grado di
miglioramento che i singoli soldati avrebbero potuto raggiungere in pochi
giorni, ma i giovani ci prestarono la massima collaborazione e seguirono
un regime che, in molti casi, permise loro di superare gli esami.
Eccovi un esempio di programma affrettato:
7-8 esercizi di rilassamento in casa
8-8,30 colazione
8,30-10 lezione di ricostituzione della vista
10-11 tennis al sole
11-13 palming, riposo e pranzo
13-14 libera uscita
14-15,30 lezione di ricostituzione della vista
15,30-16,30 sonnellino o nuoto
16,30-19,30 riposo e pranzo
19,30 spettacolo cinematografico e a letto di buon'ora.
Ecco ora il resoconto di alcuni casi (le cui vicende abbiamo attinto
al nostro archivio) che, oltre ad enunciare i problemi da cui erano assillati
i giovani che si rivolsero a noi, illustrano l'aiuto prestato a questi ultimi
dal metodo Bates, per consentire loro di superare gli esami della distanza,
del colore, della percezione della profondità, e di arruolarsi quindi
nell'arma da ciascuno prescelta.
Un giovane, escluso diverse volte dalle specialità della aviazione,
potè, mercè il metodo Bates, correggere e rendere normali
i propri occhi. Superati gli esami, egli entrò a far parte delle
Tigri Volanti, in Birmania, e diventato, anzi, caposquadriglia, abbattè
dieci apparecchi giapponesi. Successivamente, vinse vari altri duelli aerei
ed ottenne una serie di promozioni, giungendo al grado di tenente colonnello.
Un altro giovane corresse la propria vista fino a superare con facilità
le prove richieste per l'arruolamento nell'aeronautica. Quando tornò
dal fronte del Pacifico, ove si era comportato splendidamente, gli fu richiesto:"
Come hanno risposto i vostri occhi allo sforzo del combattimento? ""
Magnificamente ", rispose. "Quando giungeva il nemico, ero il
primo ad avvistarlo ". È logico che, come le corde vocali di un cantante
di professione si conservano più rilassate di quelle di un dilettante,
anche se sono sottoposte allo sforzo di un concerto importantissimo (e questo
per merito della loro speciale educazione) così gli occhi ben addestrati
sostengono lo sforzo del combattimento meglio di occhi non esercitati.
Le correzioni apportate da una abile applicazione del metodo Bates possono
tradursi in un miglioramento permanente, salvo, naturalmente, malattie od
incidenti imprevisti. E questo perché il sistema Bates instilla e
consolida nel subcosciente la buona abitudine di vedere in uno stato di
rilassamento. Se non vengono deliberatamente sradicate, le buone abitudini
sono non meno tenaci delle cattive. Per contrarre un'abitudine, però
, non si può contare su esercizi meccanici. Molte persone che hanno
migliorato temporaneamente il VISUS mediante esercizi meccanici,
tanto da poter superare esami della vista, ci hanno riferito che, sospesi
gli esercizi, la loro vista è tornata gradatamente a scemare.
Come ho già precedentemente detto, il nostro sistema educativo
non comprende esercizi meccanici. Noi ci preoccupiamo solamente di instillare
l'abitudine del rilassamento nell'uso degli occhi. Per sradicare una cattiva
abitudine e sostituirla con una buona, occorrono applicazione tenace e attenzione
coscienziosa.
Un allievo del metodo Bates, istruttore dei commandos, notò
che seguire la traiettoria di una freccia scoccata dall'arco, rimanendo
in stato di rilassamento, non soltanto lo aiutava a perfezionare la messa
a fuoco, ma aumentava il suo potere visivo fino a renderlo normale o più
che normale. Servendosi di questo metodo, egli migliorò la vista
di molti uomini dei commandos.
Un alto ufficiale di marina, molte volte decorato al valore, si dichiara
molto grato al metodo Bates. La tensione nervosa in lui provocata dai fatto
di aver partecipato alla battaglia di Pearl Harbor e a non poche altre della
prima fase della guerra nel Pacifico meridionale, gli aveva logorato i nervi
e la salute. Vari medici della marina affermarono allora che la vista del
comandante, un tempo normale, si era affievolita e che un occhio era sceso
ad un 1/66 di potere visivo. Si parlò di collocamento a riposo, ma,
dopo pressanti richieste, il comandante ottenne sei settimane di permesso
durante le quali seguì l'insegnamento di un istruttore del metodo
Bates. Alla fine di tale periodo, egli aveva compiuto così grandi
progressi che gli venne affidato il comando del servizio costiero nella
Treasure Island.
Sempre continuando a seguire le regole dell'educazione oculare, l'ufficiale,
dopo nove mesi, superò l'esame della vista con 10/10 di VISUS.
Tornato nelle acque del Pacifico meridionale con un importante incarico,
scrisse al suo insegnante:" Servirmi del periscopio non rappresenta
più una tortura ". Per quanto la situazione fosse ugualmente
grave, il riflesso del ponte della nave cessò di rappresentare per
lui una condanna. L'ufficiale insegnò i principi del rilassamento
oculare ai dipendenti, che se ne mostrarono entusiasti, e inoltre abolì
gli occhiali neri dell'intero equipaggio.
Un ragazzo di diciassette anni, dagli occhi terribilmente strabici, si
serviva da lunghissimo tempo di lenti molto spesse. Egli lavorava presso
un campo di aviazione per trovarsi vicino agli aeroplani e ai piloti. Siccome
nutriva una passione tanto grande quanto sfortunata per il voIo, indotto
da un fratello, professore prendere qualche lezione dì educazione
oculare, il ragazzo affermò di " illudersi di poter, avere un
giorno la vista di un aviatore" e si dedicò con tutta l'anima
agli esercizi di rilassamento sia durante le lezioni che negli intervalli.
Con sua enorme sorpresa, dopo tre mesi superò l'esame della vista
con visus perfetto, occhi dritti e percezione della profondità
. Divenne pilota ed entrò a far parte delle forze armate dislocate
oltremare.
Un capitano della marina mercantile, sottoposto per lunghi mesi ad una
intensa tensione nervosa navigando nelle acque del Pacifico meridionale,
riscontrò un tale peggioramento della vista da temere di essere esonerato
dal comando. Confidò la sua pena ad un amico che era a conoscenza
dei principi della educazione oculare fondata sul rilassamento. Il capitano
disponeva, prima di tornare ad imbarcarsi, del tempo necessario ad imparare
soltanto tre cose: esposizione al sole, palming e ondeggiamenti.
Era però un uomo metodico, mostrava la massima coscienziosità
in ogni attività che intraprendeva e, infine, era animato da un disperato
desiderio di riuscire. In mare ebbe molte occasioni di esporre gli occhi
al sole e tempo sufficiente per il palming, che egli eseguiva per
ore e ore. Eseguì anche l'ondeggiamento dell'elefante, talvolta perfino
millecinquecento volte di seguito. Conosceva unicamente questi tre rimedi,
ma se ne servì senza sosta. Il risultato fu che superò l'esame
della vista con 10/10 di visus in.ciascun occhio..
Un giovane radiotelegrafista, imbarcato su una nave nelle acque del Pacifico
meridionale, aveva un occhio torpido e terribilmente fuori fuoco. Gli fu
insegnato l'ondeggiamento dell'elefante e gli venne dato un libro sul metodo
Bates. Durante la navigazione, esponeva gli occhi al sole, eseguiva sovente
il palming e, quando era in servizio, sostava sulla soglia dell'ufficio
radiotelegrafico con la cuffia agli orecchi e ondeggiava per ore e ore (ondeggiamento
dell'elefante, guardando l'orizzonte. A volte si copriva l'occhio valido
e guardava il mare con quello debole. Dopo alcune settimane, si accorse
di vedere meglio e di sentirsi più calmo. Improvvisamente scoprì,
con sua enorme sorpresa di aver acquisito per la prima volta in vita sua
la percezione della profondità . Senza che egli se ne accorgesse,
l'occhio che non usava si era esercitato ed era sopravvenuta la fusione.
Ora, il giovane vedeva uno stesso punto contemporaneamente con tutti e due
gli occhi, ciò che presentava per lui un'esperienza totalmente nuova.
Nei campi di prigionia giapponesi, il rilassamento aiutò molti
militari a controllare i nervi e a migliorare la vista. Quanti erano a conoscenza
del metodo Bates si adoperarono per aiutare i compagni sofferenti. In un
grande campo, diversi prigionieri che erano stati sottoposti all'educazione
oculare negli Stati Uniti, si riunirono e scambiarono le loro cognizioni
ognuno espose ciò che ricordava e tutti insieme poterono aiutare
i compagni sofferenti.
Un episodio umoristico: un militare deciso ad abbracciare, a guerra finita,
la professione di insegnante di educazione oculare, guadagnò una
manciata di spiccioli sul treno che lo riportava in patria, scommettendo
con i commilitoni che usavano gli occhiali di essere capace di migliorare,
almeno parzialmente, la loro vista in un ristretto numero di minuti. Perse
soltanto una volta in cui gli occorsero dieci minuti in più del previsto.
Ecco il suo metodo:
COME UN SOLDATO MIGLIORO' LA VISTA IN DIECI MINUTI
1. Il nostro uomo attaccava un giornale alla parete alla distanza di
trenta centimetri dal soldato che aveva accettato la scommessa. Il giornale
presentava titoli e intestazioni di diversa grandezza.
2. Fatti togliere gli occhiali al compagno, lo scommettitore gli
faceva leggere la stampa più minuta che potesse decifrare a occhio
nudo.
3. Gli insegnava poi la sensazione del movimento con l'ondeggiamento
dell'elefante.
4. Tempo permettendolo, insegnava anche la esposizione al sole con le
palpebre abbassate.
5. Insegnava infine il palming descrivendo a colui che lo eseguiva
piacevoli immagini visive.
6. Ciò fatto, ordinava al compagno di inspirare profondamente,
di togliersi le mani dagli occhi e di leggere in fretta tutto ciò
che riusciva a vedere.
Il rilassamento provocato da questo sistema migliorava invariabilmente
la visione e lo scommettitore spiegava che il miglioramento sarebbe divenuto
permanente se gli esercizi fossero stati eseguiti diligentemente e fino
a quando l'uso dell'occhio in stato di rilassamento non fosse divenuto un'abitudine
costante.
Molte mogli e fidanzate di militari si dedicarono anima e corpo al miglioramento
della vista per fare una sorpresa ai mariti e ai fidanzati reduci dalla
guerra. Una sposina che aveva eliminato i difetti della vista si recò
ad attendere il marito alla stazione con gli occhi scintillanti al pensiero
della gioia del suo caro nel vederla senza occhiali. Notò però
immediatamente che anche il marito non aveva occhiali." Dove sono gli
occhiali? ~ chiese. E il marito. con aria di superiorità:" Non
ne ho più bisogno. Nella giungla ho letto un libro ed ho eseguito
gli esercizi. Credevo di sorprenderti! "
Un capitano marittimo che migliorò il visus mercè
il metodo Bates acquistò una vista superiore alla media. Mentre navigava
in pieno Pacifico ricevette una comunicazione:" Fumo a babordo ".
Corse sul ponte e percorse l'orizzonte ad occhio nudo. Racconta:" C'era
una nave piccola come una zanzara che si stagliava contro il cielo ".
E in quell'attimo la vide: una petroliera diretta verso est. Frattanto,
il suo primo ufficiale, un avvocato, guardava attraverso un binocolo a sette
ingrandimenti, mentre il secondo ufficiale si serviva di un binocolo a sei
ingrandimenti. Nessuno dei due ufficiali riusciva però a vedere nulla;
perciò dichiararono entrambi che il capitano aveva le traveggole.
Solo quindici minuti dopo riuscirono a vedere l'imbarcazione attraverso
i binocoli. Dichiararono allora che si trattava di una nave da carico diretta
ad ovest, ma quando le furono più vicini dovettero riconoscere che
il comandante aveva ragione. Uno affermò però che il capitano
doveva essere dotato del sesto senso e l'altro lo accusò di nascondere
in tasca un radiogramma con le informazioni.
ESERCIZI PER MILITARI
Per migliorare la visione in distanza.
1. Preparatevi all'esercizio esponendo gli occhi al sole o alla luce,
ed eseguendo il palming per alcuni minuti.
2. Estraete il calendario dalla copertina posteriore del libro e appendetelo
a un attaccapanni, in buona luce e al livello degli occhi. Tenendo il busto
eretto, collocatevi lontani dal calendario, a una distanza tale che i numeri
appaiano separati ma non distinti.
3. Iniziate l'ondeggiamento dell'elefante davanti al calendario, spingendo
la testa, gli occhi e il corpo ben lontani, prima da un lato, poi dall'altro,
senza guardare nulla in particolare. Mentre vi muoverete prima da un lato
poi dall'altro, vi parrà che anche il calendario si muova.
4. Riducete l'ondeggiamento in modo da sorpassare il calendario di sessanta
centimetri, prima da un lato, poi dall'altro. Fate in modo che il margine
superiore del calendario passi proprio sotto la linea della vostra visione
in modo che non lo vediate. Vi parrà ora che il calendario si muova
soltanto di sessanta centimetri a destra e di sessanta centimetri a sinistra.
(Se vi riuscisse difficile immaginare questo movimento, chiudete gli occhi
per un istante; l'ondeggiamento vi riuscirà più facile e la
sensazione continuerà quando aprirete gli occhi).
5. Riducete l'ondeggiamento, sorpassando il calendario prima di trenta
centimetri da ogni lato, poi di quindici e infine di tre e anche meno. Questo
sempre continuando a muovervi ritmicamente da lato a lato. (Durante l'esercizio
rammentate di respirare regolarmente ed eseguite di tanto in tanto alcuni
ondeggiamenti di riposo ad occhi chiusi, conservando la sensazione del movimento.)
6. Quando vi parrà che il calendario non compia che un lievissimo
movimento tanto in un lato che nell'altro, inspirate profondamente e fissate
i numeri. Vi appariranno chiari.
7. Eseguite questo esercizio quindici minuti al giorno.
Oltre all'immenso aiuto dato alle forze armate combattenti col suo metodo,
il dottor Bates ha offerto il suo dono più grande agli uomini tornati
in patria con i nervi logorati dallo scoppio dei proiettili e con gli occhi
offuscati o rovinati. Ai ciechi inguaribili il sistema Bates ha procurato
sollievo e ristoro dalla tensione poiché persino gli occhi privi
di vista sono sottoposti a sforzi. A coloro che sono ritornati con un piccolo
barlume di vista il metodo ha offerto qualche miglioria di grado diverso
da caso a caso. Per costoro, perfino la cosiddetta " visione di guida",
quella che permette ad una persona di orientarsi tra i mobili di una stanza
e di individuare le maniglie delle porte rappresenta un enorme beneficio.
Alle migliaia e migliaia di persone dai nervi logori e dagli occhi sforzati,
a coloro che soffrono di cefalea e insonnia, il dono del rilassamento ha
permesso il ritorno alla vita normale. Anche molti oculisti si sono impadroniti
della tecnica del rilassamento e raccomandano tali insegnamenti.
Il luminoso avvenire di coloro che insegnano il metodo Bates è
rappresentato dall'opera di ricostituzione del visus difettoso e
a questo appunto gli insegnanti del metodo Bates dedicano ogni loro energia.
CAPITOLO QUATTORDICESIMO
RILASSAMENTO E SORDI TA'
" Avete occhi, e non vedete; avete orecchie, e non udite, nè
rammentate."'
SAN MARCO 8, 18.
Può sembrare strano trovare un capitolo sull'udito in un libro
dedicato alla vista. Questo perché non si conosce la stretta relazione
che esiste tra vista e udito.
Tutti i sensi lavorano insieme: vista, udito, olfatto, gusto e tatto.
Se i nervi che governano uno di essi sono tesi, sono tesi tutti i sensi;
se sono rilassati, tutti i sensi sono rilassati. Noi che insegniamo il rilassamento,
notiamo costantemente che col normalizzarsi della vista l'udito diventa
più acuto. Abbiamo anche notato che se un nostro allievo ha l'udito
difettoso, incontra maggiori difficoltà nel rilassare gli occhi,
e ciò a causa della tensione addizionale provocata dallo sforzo di
udire. Il formidabile sforzo compiuto dai sordi per afferrare i suoni durante
una conversazione ritarda lo sviluppo della visione. E inoltre, se una persona
è costretta a tendere costantemente l'orecchio per afferrare quanto
si dice, essa mette al tempo stesso gli occhi fuori fuoco, ciò che
aumenta lo sforzo visivo. Talvolta, mentre i nostri allievi si servono degli
occhi, noi facciamo eseguire una musica dolce e sommessa per rilassare i
nervi degli ascoltatori; allora la visione si presenta con maggiore rapidità
.
Quanto vale per l'udito, vale anche per gli altri sensi. Una volta detti
a una bimbetta di quattro anni dalla vista debolissima un pezzo di velluto
di colore vivace perché lo accarezzasse. La piacevole sensazione
della morbidezza del velluto, combinata col ricordo del vivace colore, permise
alla bambina di rilassare gli occhi e di intensificare la vista.
Spesso, mentre i nostri piccoli allievi leggono delle frasi, offriamo
loro un dolce poiché la piacevole sensazione del gusto rilassa i
nervi e migliora il senso della vista.
Di conseguenza, nella nostra clinica impartiamo sempre, insieme a quelle
relative al rilassamento oculare, alcune istruzioni capaci di rilassare
l'udito. E siamo in grado di farlo poiché le orecchie reagiscono
al rilassamento esattamente come gli occhi. Il riposo e il rilassamento
stimolano i nervi. Eseguire il palming sugli occhi stimola il nervo
ottico. Eseguire il palming sugli orecchi stimola il nervo acustico.
Migliorando ed affinando l'udito, anche la visione si sviluppa con maggiore
rapidità.
Eseguendo gli esercizi oculari del presente libro, eseguite, di tanto
in tanto, anche quelli acustici ed è probabile che scopriate che
entrambi contribuiscono al miglioramento della vista...
MECCANICA DEL SUONO E DELL'UDITO
Il suono è una vibrazione provocata dal movimento nell'aria, nei
liquidi e nei solidi. Si ritiene che gli insetti registrino le vibrazioni
sonore più alte. I pipistrelli, a quanto si ritiene, odono le vibrazioni
ultrasonore che sono superiori di un migliaio di volte alle vibrazioni percepibili
dall'orecchio umano. Ed è ormai accertato che, attraverso la conduzione
ossea del cranio, un ragazzo sprovvisto di apparato uditivo impara a ricevere
e interpretare le vibrazioni sonore fino all'ottantacinque per cento dell'udito
normale.
Vi sono due tipi di sordità :
1. Sordità di conduzione, cioè l'interferenza delle vibrazioni
che giungono all'organo di Corti, la lamina sensibile dell'orecchio.
2. Sordità nervosa. Deficienza dell'organo di Corti nel convogliare
le vibrazioni che riceve al cervello. Non può quindi aver luogo alcuna
sensazione acustica.
Esistono diversi strumenti per rimediare alla sordità di conduzione,
ma, con una conveniente educazione, si può insegnare ad un uomo ad
usare ed affinare anche un udito fievolissimo. Per quanto concerne, poi,
la sordità nervosa, l'organo di Corti può essere senz'altro
stimolato mediante il rilassamento dei nervi.
SFORZO NERVOSO NELL'UDITO
Sia la vista che l'udito difettosi provocano tensione nervosa. Entrambi
hanno quindi bisogno del rilassamento poiché un difetto intensifica
l'altro. Come gli occhi sforzati sono ipersensibili alle luci vivide, così
gli orecchi sforzati sono ipersensibili ai rumori forti e cercano di evitarli.
Suoni che non provocano fastidio agli orecchi normali, tormentano invece
gli orecchi difettosi poiché questi odono un'infinità di suoni,
tutti distorti, confusi e irritanti. L'orecchio ha bisogno quindi di tranquillità
e di periodi di riposo, proprio come gli occhi hanno bisogno della oscurità
del palming.
Alcuni orecchi si sforzano più nei registri alti, altri più
nei registri bassi. Tutti gli orecchi si sforzano quando odono suoni inconsueti
e noi dobbiamo rilassare i nervi acustici in modo che non si verifichi sforzo
nè per i toni alti nè per quelli bassi.
Secondo il dottor Bates, tutti i sensi (udito, gusto, vista, olfatto,
tatto) appartengono alla stessa rete gangliare e reagiscono simultaneamente
al rilassamento o alla tensione. Se rilassate un senso, li rilassate tutti;
se ne eccitate uno, li eccitate tutti.
È necessario quindi che le persone dall'udito difettoso rendano normali
anche tutti gli altri sensi, indeboliti dallo sforzo di ascoltare.
Una persona dura di orecchi, per far cessare lo sforzo nel modo più
semplice dovrebbe imparare a suonare, capacità ormai quasi scomparsa
al giorno d'oggi.
ASPETTO MENTALE DELL'UDITO
Per interpretare l'aspetto di un oggetto o un suono, al cervello occorre
soltanto un lieve cenno da parte dell'occhio e dell'orecchio. Di solito,
i suoni che attraversano nervi acustici imperfetti possono essere decifrati
e amplificati da una mente esercitata che colma in parte vari elementi di
una frase in modo da poterne interpretare il significato. E` necessario
accelerare, quindi, l'interpretazione mentale delle vibrazioni registrate.
A tutti noi, ascoltando qualcuno, è accaduto di chiedere: "
Che cosa? Non ho udito!" Ma, prima ancora che l'interlocutore ripetesse
la frase, il cervello l'aveva afferrata e interpretata.
Spesso, si può insegnare alle persone dure di orecchio ad adattarsi
alle distorsioni di un discorso anche se, per l'impossibilità dell'orecchio
di percepire, molte frequenze di vibrazione sono andate perdute. E anche
se essi non riescono a percepire tutte le frequenze di vibrazione di un
discorso, si possono educare gli orecchi ad adattarsi alle distorsioni.
Poi, stimolando il processo di coordinazione orecchio-mente, i centri acustici
del cervello potranno aumentare la loro sensibilità, addestrando
quindi gli orecchi a distinguere gli elementi basilari del suono dalle tonalità
superflue che producono tanta confusione.
PRIMI PASSI PER MIGLIORARE L'UDITO
L'educazione acustica si fonda su due elementi: lo stimolo dei nervi
acustici per mezzo del rilassamento e cioè mediante l'esclusione
totale di tutti i suoni, palming auricolare; lo stimolo della interpretazione
mentale delle vibrazioni registrate e cioè evocazione delle immagini
mentali e immaginazione della forma che dovrebbe assumere il suono. Per
esempio, se la sordità è tale che non si ode il ticchettio
di un orologio accostato all'orecchio, fatevi tamburellare il ritmo del
ticchettio sopra il capo dalla parte dell'orecchio per ottenere l'immagine
mentale del ticchettio. In tal modo il cervello ha la possibilità
di aiutare l'orecchio. Prima di iniziare gli esercizi, controllate ogni
orecchio con un orologio da polso o da tavolo per sapere la forza dell'udito.
Coprite gli orecchi con il palmo delle mani e rammentate i suoni. Come il
ricordo dell'aspetto di oggetti familiari migliora la visione, così
quello di suoni già uditi migliora l'udito.
IMMAGINI MENTALI SONORE
Avete mai visto un orologio a pendolo? Rammentate il suono del solenne
tic-tac prodotto dai singoli movimenti del pendolo; è un sommesso,
netto e lieve clic in ritmo perfetto.
Rammentate il suono delle campane in una chiara mattinata di Pasqua?
Non c'erano forse due chiese le cui campane suonavano con ritmi e toni differenti,
talvolta alternati, talvolta contemporanei, determinando dissonanze? O c'era
per caso un carillon che intonava le battute di un inno?
Avete mai sostato presso una cascata osservando e ascoltando l'acqua
che si riversava e s'infrangeva sulle rocce?
Vi siete mai appoggiati, di sera, alla staccionata di una fattoria ascoltando
il pigolio assonnato dei polli e dei colombi, il tintinnio del campanaccio
delle mucche che sì accosciano e il remoto latrato di un cane? Si
può pensare ad un infinità di suoni: lo scricchiolio delle
foglie secche d'un bosco calpestate in autunno, il fruscio dell'acero argenteo
o del pioppo tremulo prima della pioggia, il vivace ronzio di una falciatrice
meccanica che, d'estate, livella i prati. Pensate adesso da soli a qualche
suono. Vi divertirete e stimolerete l'udito.
I nervi acustici sono stimolati dal riposo del palming. I centri
nervosi del cervello che interpretano i suoni ne risultano ravvivati e pronti
ad agire al sopraggiungere del suono.
Allontanate adesso le mani dagli orecchi e tornate ad ascoltare l'orologio
da polso o da tavolo. Scoprirete che il vostro udito si è acuito
ISTRUZIONI
Sarebbe certo utilissimo ricevere alcune lezioni da un insegnante esperto
nell'insegnamento acustico. Potrete però far molto anche da soli.
1. Controllate le vostre capacità acustiche mediante un orologio
da polso o da muro o un pianoforte, valutando la capacità uditiva
di ogni orecchio. Registrate come e fino a qual punto potete udire.
2. Eseguite tutti gli esercizi di rilassamento descritti nella prima
parte del volume, esercizi utilissimi anche per gli orecchi.
3. Esponete al tepore del sole la cavità auricolare, tenendo l'orecchio
piegato in modo da permettere ai raggi cicatrizzanti di penetrare il più
addentro possibile. In mancanza di sole servitevi di una luce vivida e forte.
4. Eseguite coscienziosamente il palming sulle orecchie, premendo
le mani al punto di avvertire una sensazione di vuoto quando le toglierete
via. Potrete eseguire il palming auricolare per una quindicina di
minuti, leggendo un libro.
5. Prima del palming, ascoltate un orologio da tasca o da tavolo
o la nota di un pianoforte; dopo, scoprite un orecchio ed ascoltate lo stesso
suono, ponendo attenzione ai miglioramenti ottenuti nel percepire l'intensità
delle vibrazioni o nel cogliere suoni a distanze maggiori del solito. Se
i nervi acustici sono vivi, la maggior parte delle persone dure d'orecchio
può conseguire un miglioramento.
Questi non sono che semplici esercizi introduttivi ai fini del miglioramento
dell'udito. Un allievo ingegnoso e dotato di fantasia può immaginare
molti altri modi di usare e sviluppare le proprie capacità acustiche
e di interpretare le vibrazioni sonore. Molti vi sono riusciti mercè
le sole indicazioni contenute in questo libro ed esercizi regolari e quotidiani.
Un insegnante specializzato potrebbe certo indicarvi molti espedienti ed
esservi di enorme aiuto, ma non poche persone dure di orecchio ci hanno
comunicato di aver ottenuto una migliore capacità acustica senza
dover ricorrere ad ulteriori aiuti.
CAPITOLO QUINDICESIMO
RILASSAMENTO PER LA VISTA NORMALE
" Nel processo della visione, la mente, gli occhi e il sistema nervoso
sono intimamente associati e formano un tutto unico. Ciò che agisce
su uno qualsiasi degli elementi di questo tutto, si ripercuote anche sugli
altri elementi."'
ALDOUS HUXLEY.
IL RILASSAMENTO è una condizione talmente essenziale per l'essere
umano normale che, nell'attimo stesso in cui viene ridotto o perduto ed
è sostituito dalla tensione, siamo sconvolti da un'infinità
di mali. La tensione può dar luogo a malattie, a pessime condizioni
emotive, all'insonnia, a disturbi agli occhi, a dolori e perfino alla paralisi.
Il dottor Bates ha scoperto che nemmeno un occhio normale è costantemente
normale, giacchè su di esso si ripercuotono le nostre condizioni
fisiche, la stanchezza e, in particolar modo, le emozioni. Quando gli occhi
sono eccitati, le emozioni possono abbattere un uomo fino a ridurlo in stato
di completa prostrazione. L'ira, che in uno stato di rilassamento non avrebbe
alcuna importanza, può affliggere e tormentare una persona dagli
occhi eccitati. Un filosofo orientale ha affermato: " Gli occidentali
hanno le rughe perché pensano coi muscoli facciali invece che con
gli archivi della memoria, siti nell'interno del loro capo ".
Vi sarà spesso accaduto di notare, tra la folla, uomini e donne
di mezza età dagli occhi sbarrati, dallo sguardo fisso e dai volti
antipatici e corrucciati, ed è facile che abbiate pensato tra voi:"
Sono lieto di non conoscere quelle persone ". Può darsi però
che sia solo la tensione a sbarrare i loro occhi, a contrarre i loro visi
e a renderle antipatiche. E` invece probabile che siano, in fondo, persone
affettuose, gentili e di indole affabile. Saper praticare il rilassamento
può addolcire la vita di molti esseri; i problemi e gli avvenimenti
capaci di sconvolgerli perderanno la loro gravità e i loro visi dalla
espressione agitata e imbronciata torneranno ad esprimere uno stato abituale
di calma, calma che permetterà a quegli esseri di affrontare i problemi
quotidiani. E` logico che il rilassamento non elimina le disgrazie; può
però permetterci di ridurre una montagna alle proporzioni di un neo.
Quando i nervi e le emozioni sono placati, le difficoltà visive ne
risultano alleviate, poiché gli occhi sono i diretti barometri delle
emozioni; si vede male, se la mente e il cuore sono sconvolti, mentre se
siamo intimamente calmi, la vista migliora.
Dunque, il rilassamento è inestimabile anche ai fini del carattere
e dell'aspetto di una persona. I giovani dagli occhi opachi e dai volti
inespressivi diventano più vivaci a misura che il rilassamento dona
loro la vista e li libera dalle depressioni. Quando gli occhi brillano e
scintillano, tutta la personalità rifiorisce.
CURA PER L'INSONNIA
Il rilassamento è l'antidoto dell'insonnia. Quando gli occhi,
le menti e i corpi raggiungono uno stato di rilassamento, anche l'insonnia
abituale scompare e le forti droghe delle quali tante persone sono oggi
schiave non sono più necessarie. Il sonno dovuto alle droghe è
sempre insoddisfacente, ma quanti soffrono di insonnia vi ricorrono poiché
non conoscono via migliore. Il tipo del sonno è importante; è
infatti possibile dormire in uno stato di tensione così pronunziato
che il sonno equivale ad un martirio e ci si sveglia esausti per la fatica
che esso ha rappresentato. Molti sforzano gli occhi più durante il
sonno che nelle ore di veglia; molti altri si svegliano ogni mattina lamentando
cefalee prodotte da tensione. E` di importanza vitale addormentarsi con
la mente e con gli occhi rilassati. L'una e gli altri agiscono in sincronismo;
addormentandosi in stato d'agitazione e con la mente e gli occhi eccitati,
ci affaticheremo tutta la notte e all'alba avvertiremo sofferenze, stanchezza
e offuscamento della vista. Preparatevi quindi ad un sonno tranquillo. Prima
di andare a letto eseguite cento ondeggiamenti dell'elefante. Poi, sdraiatevi
ed eseguite il " palming" pensando a una piacevole immagine o
al vostro esercizio mentale preferito. Ciò specialmente dopo una
giornata affannosa. Così, almeno durante il sonno, i vostri nervi
avranno tregua.
Il dolore cede al rilassamento mentale e fisico. Cefalee di lunga data,
che hanno, per così dire scavato un solco doloroso nel cervello,
si attenuano gradualmente fino a scomparire, mercè il rilassamento
dell'occhio e della mente. Il dolore è determinato dalla congestione
e la congestione procede, a sua volta, dalla tensione. Gli psicologi ci
insegnano che qualsiasi sensazione risulta intensificata dal fuoco mentale
o attenzione. Se quindi rilassiamo il corpo in modo che la circolazione
aumenti al punto da annullare la congestione e se mettiamo volutamente a
fuoco la mente, parzialmente o temporaneamente, su un oggetto estraneo al
dolore, come ad esempio su un esercizio mentale, il dolore ha la possibilità
di dileguarsi e il corpo quella di normalizzarsi. Spesso le emicranie derivano
dal cattivo uso degli occhi. Un noto uomo d'affari ci riferì che
lo sforzo di tener desta l'attenzione di un suo cliente fissandolo negli
occhi gli procurava terribili emicranie e gravi fastidi agli occhi. Nella
prima lezione che gli imparammo, gli insegnammo a spostare lo sguardo su
tutto il viso del cliente percorrendolo rapidamente da un occhio all'altro.
D'allora in poi le interviste e le conversazioni cessarono di affaticarlo
e divennero, invece, un piacere. Provate anche voi. Lo spostamento dell'occhio
è talmente lieve che la persona con la quale parlate non registra
altro che un simpatico scintillio dello sguardo. Nella prima parte di questo
libro avete imparato a spostare un puntino nero. Durante la conversazione,
spostate due puntini neri: le pupille del vostro interlocutore.
Quando il corpo si tende esageratamente, i nervi possono contrarsi fino
a divenire incapaci di esercitare un'azione di comando sui muscoli che dovrebbero
controllare. Nei casi di grave tensione, i pazienti possono essere tormentati
da tic o perfino da paralisi facciale. Per costoro, il rilassamento fisico
o mentale può però rappresentare la soluzione del problema.
AIUTO APPORTATO DAL RILASSAMENTO
Tempo addietro, ho avuto occasione di curare una cantante lirica dotata
di una voce d'oro. La ragazza, miope da molto tempo, trovò di estremo
gradimento l'educazione oculare e il conseguente rapido ampliamento della
sua capacità di vedere in distanza. Una sera; dopo una prova lunga
ed importante, e per di più turbata da divergenze col direttore,
la giovane si trovò nell'impossibilità di emettere alcun suono,
in seguito ad una paresi delle corde. Ella non accusava nè raffreddore
nè mal di gola, e godeva di eccellente salute, ma non riusciva ad
emettere alcun suono tranne un lieve sussurro. Gli specialisti dichiararono
che le si erano paralizzate le corde vocali, e la giovane temette che ciò
segnasse la fine della sua carriera. Era terribilmente sconvolta, ma fu
da me invitata a continuare le lezioni oculari. La ragazza si lasciò
a poco a poco assorbire dal desiderio di vedere fino a dimenticare quasi
totalmente la disgrazia che l'aveva colpita tre giorni prima. Incominciò
a rilassarsi, a vedere meglio di quanto non avesse visto in precedenza e
all'improvviso le parole che stava leggendo le si rivelarono con una tale
nitidezza che ella gridò : " Graziosa città ; ho visto
queste parole perfettamente, come se mi fossi servita del binocolo.. Poi
portò le mani alla gola, sbalordita: " Posso parlare di nuovo!"
Rilassando la mente, aveva rilassato tutti i nervi del corpo, inclusi
quelli che governano le corde vocali, e quest'ultime,.che erano forti, sane
ed educate, si erano rivelate come sempre perfette. Prima di lasciare la
scuola eseguì qualche vocalizzo; poi affrontò la prova generale
nella massima calma e nel pieno delle sue facoltà e si presentò
al pubblico con una voce ancora più bella del solito. Comprese così
che era stata la tensione a causare la paralisi delle corde vocali e imparò
a mantenerle rilassate, per impedire il ripetersi di una esperienza così
tormentosa.
Quando la mente e uno dei sensi sono notevolmente rilassati anche gli
altri sensi si rilassano per simpatia, poiché, come ci ha insegnato
il dottor Bates, tutti i sensi sono collegati alla stessa rete ganglionare.
Così, quando la visione si normalizza, se ne avvantaggiano sia l'udito
che l'olfatto. Abbiamo assistito a esempi sorprendenti del risveglio dell'olfatto
in nervi olfattivi scarsamente sviluppati e torpidi, risveglio verificatosi
simultaneamente al miglioramento della vista.
Siccome il rilassamento è uno stato normale, quando i nervi e
i sensi si rilassano, anche gli organi vitali fanno altrettanto e ne consegue
un miglioramento generale delle condizioni fisiche. Spesso i nostri allievi
ci riferiscono che la loro pressione sanguigna è più normale,
che il cuore si comporta meglio e che l'apparato digerente, per la prima
volta dopo tanti anni, funziona bene; in breve essi godono di uno stato
di salute migliore e di un senso di benessere.
CONTRIBUTO AD UN PENSIERO PIU' CHIARO
Un pensiero chiaro e creativo ha luogo soltanto quando la mente è
rilassata. Sovente scrittori e artisti lamentano di attraversare dei punti
morti ossia dei periodi di ristagno nelle loro facoltà creative.
Questi" ottenebramenti " sono dovuti a sforzo o a tensione mentale,
e non tarderanno a dileguarsi qualora chi ne è oggetto sappia conquistare
il rilassamento. Se poi imparerà anche a conservarlo, i punti morti
saranno eliminati per sempre. Anche gli uomini d'affari che hanno imparato
a conservare il rilassamento si avvedono che il coordinamento del loro pensiero
è più compiuto quando la mente è in grado di sfruttare
le proprie cognizioni e la propria saggezza. Quando lo sforzo visivo e mentale
provocato dal vizio di rifrazione viene eliminato, così come la confusione
del pensiero, nulla più si oppone al dominio della mente.
La tensione è capace di annichilire un essere umano, mentre il
rilassamento lo rigenera. Quando si radica nel subcosciente l'abitudine
di conservare il rilassamento durante ogni attività, l'esistenza
scorre più spontanea, è più facile conquistarsi amicizie,
gli antagonisti non sono più nè tanto numerosi, nè
fastidiosi e la via del successo si schiude.
Una graziosa impiegata rivoltasi a noi perché afflitta da un grave
sforzo visivo e sofferente per un occhio torpido, sotto l'influenza del
rilassamento che le insegnammo a conservare, migliorò la vista e
potenziò la personalità . Ella ci narrò poi che, mentre
precedentemente era sempre stata trattata con una gentilezza puramente formale
dagli uomini con i quali era in rapporti d'affari, ora veniva frequentemente
invitata a pranzo ed era oggetto di molte altre cortesie.
La visione è una gioia. Chi non ha mai avuto una vista difettosa
e non ha mai subito la minaccia della cecità, non può comprendere
quale gioia sia vedere i semplici e comuni oggetti che ci circondano e che
di solito non sono apprezzati e sfuggono ai più.
Ebbi l'occasione di impartire lezioni ad una ragazza educata in una scuola
per ciechi. Durante gli esercizi, a misura che la sua vista migliorava,
la giovane faceva risuonare l'aula con le sue risate, tanta gioia provava
nel vedere anche cose semplicissime, come parole o lettere.
Un giorno, un signore di una certa età che, affetto da cataratta
bilaterale, stava cominciando a riacquistare la vista, non alzò lo
sguardo quando l'insegnante lo invitò a guardare un oggetto. Finalmente
l'insegnante lo redarguì. " Oh, mi diverto tanto", spiegò
il signore, " a vedere questa mano appoggiata sul ginocchio e non desidero
smettere." Era la prima volta, dopo la cecità , che vedeva la
propria mano con chiarezza: un'occupazione appassionante.
Un ragazzo di dodici anni, che aveva acquisito una visione tale da permettergli
di circolare nella scuola senza guida, disse un giorno:" Non sapete
che cosa significhi per me essere indipendente, aggirarmi per i corridoi,
trovare l'aula e il banco da solo ". Dipendere dagli altri è
una cosa tanto dura e la vista è una gioia tanto grande!
Perfino i bambini in fasce dimostrano la loro gioia quando riescono a
vedere per la prima volta. Ebbi la fortuna di occuparmi di una bimbetta
di sei mesi, affetta da cataratta bilaterale. Un giorno, finalmente, un
afflusso di circolazione al cristallino le elargì per un attimo la
vista e i suoi occhi si misero a fuoco su un gingillo che scintillava su
un albero di Natale. La piccola prese allora ad agitarsi fra le braccia
della madre e sporse la mano verso l'oggetto, sorridendo e gorgogliando."
L'ha visto!" gridò la madre, il volto inondato di lagrime. "
E` la prima volta che la mia piccola sporge la mano verso un oggetto!"
L'avvenimento ebbe luogo durante una lezione dimostrativa di fronte a
una classe di cinquantaquattro aspiranti insegnanti. La bimba, prima di
essere condotta via, potè distinguere le persone che si trovavano
nell'aula e intravedere il viso della mamma.
Sia per i vecchi che per i giovani, la vista è la fonte della
nostra più grande felicità .
Coloro poi che non hanno mai sofferto d'altro che di un semplice vizio
di rifrazione, pensino alla gioia e alla felicità che apportano all'esistenza
le occhiate indifferenti che lanciamo durante il giorno e che ci permettono
di ammirare le diverse architetture delle case e degli edifici pubblici,
la bellezza delle automobili, la gaia pubblicità dei cartelloni e
delle riviste, la delicatezza degli abiti e delle decorazioni, la ricchezza
dei colori dei giardini e dei tramonti, lo sguardo affettuoso dei familiari
e degli amici: tutto un magnifico mondo di colori, di forme. di movimenti.
Abbiamo l'obbligo di conservarci la vista servendoci degli occhi in stato
di rilassamento!
CAPITOLO SEDICESIMO
CONCLUSIONE
"Occorrono diversi anni per acquisire buone abitudini visive.
Una volta formata, però , l'abitudine di usare correttamente
gli organi mentali e fisiologici della visione diventa automatica, proprio
come accade con l'abitudine di servirsi della gola, della lingua e del palato
per parlare o delle gambe per camminare."'
ALDOUS HUXLEY.
Avete mai osservato un'ape al lavoro? Vola di fiore in fiore raccogliendo
nettare or qui or là . Lavora tenacemente e infaticabilmente, conquistando
il nettare un po' alla volta e accantonandolo per i bisogni futuri. Se voi,
a poco a poco, giorno per giorno conquisterete un rilassamento visivo sempre
maggiore, avrete gradualmente la possibilità dì procurarvi
una capacità visiva permanente e tale da far fronte a tutti i bisogni
futuri. La mente ne risulterà arricchita e la personalità
diverrà più attraente e magnetica, mentre l'esistenza scorrerà
più piena e piacevole sotto ogni aspetto.
In conclusione, la visione è la funzione dell'occhio, tanto che
sia ravvicinato quanto che percorra tutti i gradi intermedi fino a raggiungere
la distanza massima consentita all'occhio
umano. Taluni occhi sono potenti al punto di vedere oltre il limite considerato
umanamente possibile. Conosco un capitano marittimo che di solito naviga
nei tropici ed è dotato di una vista così straordinaria che
si orienta secondo Lucifero e in pieno giorno. Al ritorno da una crociera,
il capitano mostrò la stella a un gruppo di cinquanta persone, me
compresa, alle dieci di una soleggiata mattina di maggio. Lucifero era magnifica.
Sembrava un piccolo gioiello scintillante librato nel cielo e ci pareva
tanto vicina che la volta celeste sembrava relegata nello sfondo.
Gli occhi vogliono vedere, sono avidi di attività, ansiosi di
visione. Rilassatevi e fate che i vostri occhi si adattino alle distanze
richieste dalla esistenza quotidiana.
Abbiamo cercato di dimostrarvi, in queste pagine, come si possa raggiungere
il rilassamento e lo si possa conservare anche mentre ci si serve degli
occhi. Se applicherete da soli i principi del metodo Bates, incontrerete
delle difficoltà poiché è possibile che sforziate la
vista senza avvertire quando e come avvenga lo sforzo o, addirittura, senza
accorgervene se non col manifestarsi delle reazioni. Con questa premessa,
e se seguirete attentamente e fedelmente i nostri consigli, riuscirete nel
vostro intento e il desiderio di dedicare tempo e attenzione alla conquista
di buone abitudini visive sortirà senz'altro successo. Quando vi
siate convinti dell'utilità di eseguire i semplici esercizì
indicati nel volume, dovrete persistere nella decisione di distendere quotidianamente
i muscoli volontari mediante gli ondeggiamenti e quelli involontari con
gli esercizi mentali. Conservare un equilibrio mentale e il rilassamento
del pensiero che risiede dietro lo sguardo, è importante quanto conservare
l'agilità muscolare.
Molti ritengono di non disporre del tempo sufficiente ad eseguire gli
esercizi di rilassamento, ma la verità è che questo tempo
non vogliono trovarlo. Guardare in stato di rilassamento non richiede tempo
maggiore del guardare con sforzo. La maniera con la quale usate la vista
oggi determinerà il modo con cui la vista si comporterà con
voi domani.
Ogni visus migliora in condizioni di rilassamento: la vista delle
persone anziane così come la vista dei giovani. Nessuna condizione
fisica può essere alterata dal rilassamento e quindi questo metodo
non rappresenta alcun pericolo. Siete voi che dovete renderlo efficace.
Otterrete, come ricompensa, un miglioramento della salute, dei nervi, delle
condizioni mentali e visive. La vista è il nostro dono più
caro ed il senso più prezioso. Proteggete gli occhi dalla tensione.
Imparate a guardare con la mente e l'occhio rilassati, e allora ogni sguardo,
invece di distruggere la vista, la potenzierà .
D'ora innanzi, coltivate il rilassamento e godetene, rilassatevi e rammentate
che sta in voi acquistare una vista perfetta. Sta in voi conservare gli
occhi sempre giovani!
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Ultime note.
Ringraziamenti: a Fabrzio Brancaleone, che ha accelerato notevolmente il
lavoro di scannerizzazione.
A Mauro Teodori, che mi ha spronato a fare questo servizio e mi ha segnalato
che i diritti erano ormai scaduti e non si infrangeva alcun copyright.
A Pino Masci, pittore, che mi ha regalato la copia del libro, altrimenti
introvabile.
A Andrea Tognocchi che ha pazientemente ripulito il testo dagli innumerevoli
errori di scansione.
Edizione originale: longanesi, 1950
L'edizione comprende anche 6 tavole extra per gli esercizi: in un primo
tempo avevamo scelto di non includerle. Tavole analoghe sono scaricabili
a quanti partecipano a VISUS, mail list dedicata al miglioramento della
vista con mezzi naturali.
Ma, per la gioia degli appassionati sono state anche loro scandite e rese
disponibili.
Tavola 1 tavola
2 tavola 3 tavola 4 tavola 5 Calendario
SE VOLETE SCARICARE UN'EDIZIONE IN PDF PRONTA PER LA STAMPA
andate a Centralfixation.net
Il sito di Mauro Teodori, interamente dedicato al metodo Bates. Potrete
tra l'altro scaricare anche la versione PDF, del libro di Emily Lierman
Storie dalla Clinica. Inoltre è possibile acquistare il CD Rom con
il libro di W. H. Bates nella versione originale.
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