Prima parte
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Seconda parte
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1 Per converso i "barbari" (cacciatori e allevatori, e poi
guerrieri), che sono più predisposti all'ipermetropia, storicamente
hanno finito per conquistare le ricche società contadine, imponendo
il loro patrimonio genetico e diventando in genere la classe dominante (questo
vale per tutto l'occidente, nord America compreso).
2 L. Ancona, nel suo libro Dinamica della percezione sviluppa molto bene
questo tema.
3 Alcuni fin dall'inizio sviluppano questa singolare abilità di
guardare senza vedere, e perciò non necessariamente sviluppano problemi
visivi. Sono definiti da Lowen "caratteri schizoidi". Più
che correggere la realtà, la loro mente "vede" i propri
pensieri; può così evitare lo scontro con il reale e vivere
felice e contenta.
4 Non posso fare a meno di ricordare una scena tipica di tanti film americani
d'avventura degli anni '50 e '60: l' eroe penetra nell'antro del cattivo
per salvare la vittima, cioè la bella. Segue una lotta terribile.
Il nostro eroe sta per vincere ma... la bella, cercando di dare una mano,
solleva un vaso e lo spacca... per sbaglio sulla testa dell'eroe. Adesso
in Usa molte donne sono entrate nell'archetipo dell'eroe e queste scene
non sono più di moda nei film, ma riflettono l'atteggiamento di tutti
i guerrieri verso i "civili".
5 Carol Pearson ha scritto due libri molto utili sugli archetipi: L'eroe
dentro di noi e I 12 archetipi della trasformazione, Astrolabio.
6 Vale tuttavia la pena di spulciare le biblioteche degli istituti di
oculistica, che sono molto ricchi, alla ricerca di dati statistici, ad es.
Esistono anche oculisti che svolgono ricerche interessanti anche per noi.
Vedi, ad es Zingirian et al. Oftalm e qualità della visione Inc
7 L'impostazione classica Gestaltica è riflessa da Kanistsa Grammatica
della percezione, ma io trovo molto più interessante Gregory
Occhio e cervello Saggiatore e soprattutto L. Ancona Dinamica
della percezione Mondadori. Yarbus, con Eye movements and vision
ha dato un contributo essenziale, dimostrando l'esistenza delle saccadi,
rapidi movimenti degli occhi. Va detto che A. Huxley, vessillifero dell'approccio
olistico e del metodo Bates, aveva citato le saccadi nel suo L'arte della
vista ben 15 anni prima!
8 In Italia Nitamo Montecucco sulla rivista Cyber ha svolto una notevole
mole di ricerca sull'argomento.
9 Un altro elemento sta nel fatto che le lenti concentrano la luce nella
fovea. Tanto più sono potenti, tanto più alta la concentrazione.
10 Mandel, geniale padre della cromopuntura, ha tra l'altro creato degli
occhiali in otto colori fondamentali (Secondo la teoria dei colori di Goethe)
da usare per modificare consapevolmente il proprio umore.
11 Vedi Hätscher Augentraining mit Farbtherapie Midena e
il lavoro di Theo Gimbel dell'istituto Igeya di Londra
12 Non è che non ne siano consapevoli, come attesta il libro di
Forrest Visione & stress Acc Eur di sport vision e soprattutto
Berne Creating your personal vision color stone press, e Libermann
Take off your glasses and see Crown trade, che costituiscono rispettivamente
un ponte con il Metodo Bates e con l'approccio meditativo e transpersonale.
13 Nel lavoro olistico non sono infrequenti miracoli di questo tipo:
salti di nitidezza di parecchie diottrie (da -8,5 e -11 a una visione nitida,
è il caso più eclatante). Va detto che si tratta di condizioni
molto instabili che passano in fretta. Ma non si tratta né di allucinazioni,
né di un errore dell'ottico che aveva fatto gli occhiali, né
di suggestione collettiva.... o di qualsiasi altra fantasiosa spiegazione
che Ottici e oculisti mettono in campo per superare il proprio panico di
fronte allo sconosciuto.
14 Al tempo di Bates queste abilità venivano naturalmente allenate
nella vita di tutti i giorni, e venivano date per scontate.
15 Sviluppata da Fritz Perls a Esalen, California, non ha quasi niente
a che fare con la psicologia della Gestalt citata prima (quella di
Köhler, Katz & Kanistsa per intenderci)
16 È il caso di Janeth Goodrich, forse la più geniale degli attuali
eredi di Bates, che è stata costretta a emigrare in Australia dagli
Usa.
17 È interessante notare che si tratta della stessa spiegazione avocata
da Delacato per spiegare la dislexia.
Chi è abituato a considerare la presbiopia una cosa da vecchi,
farà un salto: mai visto bambini presbiti! Per me, che considero
la presbiopia l'espressione di una tendenza generale alla rigidità,
anche l'ipotesi di Navarro può avere valore: indubbiamente si genera
un'insufficiente duttilità, una difficoltà di coordinamento
armonico che coinvolge l'intero sistema nervoso (anche l'autonomo) e che
può tradursi in una predisposizione alla rigidità e all'inerzia
del carattere come dell'apparato visivo nel suo complesso.
18 Alcuni dei "miracoli" più notevoli a cui ho assistito
sono avvenuti proprio in seguito a tecniche derivate dalla bioenergetica.
19 I miopi respirano soprattutto poco, gli ipermetropi si riempiono i
polmoni, ma non li svuotano mai completamente.
20 Di qui procede tutta l'impostazione dominante nella psicoterapia degli
anni '70 e '80: Primal ed Encounter in primo luogo, volta a mobilizzare
l'energia accumulata, incastrata nei sintomi nevrotici e scaricarla attraverso
un'intensa espressione (catarsi) che mima il più fedelmente possibile
il fight or flight.
21 Perché la gran parte dei predatori non vede le forme, ma il
movimento, come dimostra l'osservazione di qualsiasi gatto (ma non di un
cane, guidato dall'olfatto) alle prese con un topo o con un boccone immobile.
Immobilizzarsi (freeze) non è una risposta nevrotica, ma un meccanismo
naturale.
21a Ecco l'inizio della miopia, per chi è predisposto (Navarro)
È il freeze, con la sua educazione alla risposta parasimpatica allo
stress, che mette in atto la miopia come disturbo dell'accomodazione: il
cristallino viene reso convesso da un'eccessiva e costante attivazione parasimpatica,
che mantiene il corpo ciliare in costante stato di contrazione.
22 Se invece è predisposto all'ipermetropia il bambino riuscirà
a trovare spazio anche a scuola per fuggire o combattere: sfidando i professori,
facendo il bullo, marinando, copiando, distraendosi etc. Tutti i bambini
sono naturalmente ipermetropi fino agli 8- 9 anni. In un certo senso gli
ipermetropi sono più infantili o più animali ( e più
simpatici, nel doppio senso della parola)
23 Ecco perché i miopi non hanno mai tempo! Si lasciano coinvolgere
senza protestare in ogni sorta di impegno e non riescono mai a tagliare
corto o a prendersi del tempo per se.
24 Queste linee sono sviluppate più ampiamente nei miei articoli
Che problema la miopia! e in Libertà vo' cercando (ipermetropia).
25 Da questo punto di vista, che è quello dello Zen e di molti
maestri spirituali, il tema della responsabilità cambia totalmente
aspetto. Essere respons-abili significa essere capaci di rispondere
all'infinita complessità del reale non in base a regole date o aspettative
di altri verso di noi, o complessi calcoli strategici ma semplicemente essendo
consapevoli, svegli, in totale e ininterrotto rapporto con tutto quello
che c'è. Questo automaticamente esclude qualsiasi forma di censura
della percezione o di astrazione: non c'è né tempo né
spazio per pensare!
26 La visione Soffice non è soltanto la capacità di percepire
la periferia del campo visivo. Questo tema è stato approfondito da
J Libermann in Take off your glasses and see e in alcuni miei articoli
apparsi sui numeri 10 e 11 di Vederci Meglio - Newsletter
26a I l pensiero orientale è molto critico verso questo atteggiamento:
Se vuoi conoscere la pera devi assaggiarla... e se vuoi conoscere
Dio, devi diventare Dio. Chi parla di pere e di Dio senza esperienza
diretta, emette suoni senza senso.
27 Waslawicz nella comunicazione, la PNL, programmazione neuro-linguistica,
e il Dream Body di A. Mindell nella terapia.
28 ... e non se ne accorgono! Molti miopi considerano normale non essere
in grado di seguire una spiegazione se non possono guardare chi parla o
devono tenere gli occhi chiusi. Allo stesso modo molti non sono in grado
di stare in equilibrio su una gamba a occhi chiusi. Questi sono esempi estremi
di dipendenza dal visivo e insufficiente sviluppo degli altri canali di
percezione.
29 Mi riferisco a tutte le abilità visive, quali la percezione
dei colori, delle distanze, delle velocità, del contrasto figura-
sfondo, etc etc. Vedere bene è molto di più della capacità
di leggere alla distanza di 3 metri.
29a E. J. Berendt Nadabrahma e Das Dritte Ohr, Rororo
30 Può essere crudele, ma è importante vedere come il condizionamento
di chi ha una lunga storia di dipendenza dalle lenti impedisca ogni punto
di questa sequenza.
Se ho una miopia medio- alta ad es. è probabile che:
1) Non sento la macchina, perché riesco a dare la mia attenzione
anche uditiva solo a quello che fisso visivamente. 2) Non mi giro, perché
lo shock mi paralizza (rebound parasimpatico); d' altro canto, anche se
ho sentito qualcosa non ho capito né cos'è né dove
è, né tantomeno a che distanza è. 3) Se mi giro rapidamente
perdo l'equilibrio, che dipende dalla stabilità del mio campo visivo.
4) Se mi giro inizio il movimento dal corpo, tenendo occhi e testa rigidi,
perché gli occhiali mi hanno condizionato a guardare solo davanti
a me, quindi sono molto lento. 5) Nel caso che riesca a inquadrare la macchina,
invece di saltare via cerco freneticamente di metterla a fuoco per "capire",
"decifrare", "leggerla", ma non per evitarla (perché
il mio condizionamento, mi impone il freeze, attivazione parasimpatica
e mi impedisce la fuga, che invece ha bisogno di attivazione simpatica).
E l'unica modalità visiva che conosco è la ricerca ossessiva
della nitidezza. Niente di strano che per me la strada sia una vera giungla
d'asfalto!
31 Ottici, optometristi e oculisti hanno non poche responsabilità
in questa ossessione per la nitidezza. Ma anche Bates finiva per esagerarne
il ruolo nel fenomeno complessivo della visione. Tuttavia la ragione di
fondo di tale ossessione sta nella sensazione di precisione, perfezione
e, in ultima analisi staticità delle cose, che la personalità
del miope ricerca all'esterno di sé come compensazione ad una profonda
insicurezza. La genesi di questa e della convinzione (del tutto irrealistica)
che si debba sempre essere in grado di avere 10 decimi, cioè
totale nitidezza e precisione della messa a fuoco sempre, è chiarita
nella prossima sezione.
32 Questo è in fondo quello che intendono molti autori americani
quando parlano di terapia occupazionale come coadiuvante del visual
training.
33 L'insegnante vede benissimo che il suo allievo portatore di lenti
manca di visione periferica, non riesce a muovere la testa indipendentemente
dal corpo, è indaffarato a osservare quello che fanno gli altri invece
di concentrarsi sui suoi movimenti, e non si muove dalla classica "mattonella".
Ma non sospetta che il colpevole di tutto ciò non è il difetto
visivo, ma le lenti. E l'allievo stesso è convinto che per fare tutto
bisogna vederci bene (cioè nitido), e che senza lenti = disastro.
34 Convinzioni rigide, basate su valori assoluti e quindi su una netta
e statica divisione tra giusto e sbagliato impediscono lo sviluppo della
consapevolezza, ne prendono meccanicamente il posto. D'altro canto uno può
scegliere di essere rigido, di rinunciare a crescere, per paura del
Caos. Questa scelta porta inevitabilmente anche a una censura del meccanismo
stesso delle percezioni. (il che porta inevitabilmente a questo o quel disturbo
visivo). Conosco solo una persona che ha consapevolmente scelto di
rinunciare a migliorare la vista in quanto questo significava il rischio
di "vedere" cose estranee alla sua ideologia. Non condivido, ma
apprezzo la coerenza.
35 Alcuni studiosi hanno poi messo in luce come alcuni giudizi creino
la realtà per confermarsi. Una persona che pensa di non potersi fidare
di nessuno, ad es guarderà e tratterà gli altri con sospetto,
generando così antipatia, quando non aperta ostilità. E quindi
diventa "vero" che non ci si può fidare. Questo tema diventa
importantissimo nel rapporto visivo (facing, particolarmente analizzato
da terapisti gestaltici e bioenergetici, come ad es Boadella), quando cioè
si comunica attraverso il contatto occhio / occhio.
36 "Ma come si può essere così masochisti!" verrebbe
da dire. E in effetti è proprio un tratto masochista (vedi bioenergetica).
37 Gli insegnanti un po' sadici ci sono, ma di regola non sanno di esserlo.
38 Se siete (tendenzialmente) ipermetrope la storia va diversamente:
troverete sempre il modo di fuggire o sviare l'insegnante, che vi
metterà negli ultimi banchi, perché non disturbiate
la classe.
39 Se l'insegnante è davvero cattivo o comunque vi intimorisce
molto, allora questo processo di contrazione sarà adesso molto più
rapido.
40 Quando vi mettono gli occhiali sul naso non vi sembra affatto che
questo metta le cose a posto. Anzi rende il mondo molto strano e sgradevole.
È solo in un secondo tempo che il vostro cervello comincerà a censurare
gli aspetti sgradevoli.
41 Ma resta in voi come spinta a non volere vedere (lontano, di
lato, negli occhi etc). È questo che porta alla digitalizzazione.
41a Notate fino a che punto la mancanza di nitidezza si accompagnava
anche ad una sensazione soggettiva di confusione. E come la nitidezza portata
dagli occhiali coincide con una chiarezza soggettiva, di comprendere
meglio la propria situazione e non essere più totalmente in balia
di forze oscure. Adesso si, che ci vedete chiaro!
Di qui la ricerca ossessiva della nitidezza che si associa alla ricerca
del massimo controllo sulla situazione.
42 A volte i bambini vogliono gli occhiali per assomigliare ai loro genitori.
Questo significa che dubitano di essere accettabili da parte dei loro genitori
e vogliono fare qualcosa. Questo rimanda al tema della trasmissione non
genetica della miopia tra genitori e figli.
43 Una volta di più risalta la differenza del processo dei piccoli
ipermetropi che non accettano affatto di buon grado gli occhiali, che vengono
vissuti solo come un atto repressivo, da fuggire o combattere. L'accettazione
da parte di genitori e insegnanti non ha d'altro canto valore per loro,
anzi, viene vissuta come un legame fastidioso.
44 Perché sono irrigiditi nel movimento. ma soprattutto sono gli
altri che non vedono bene i vostri occhi e non colgono la loro espressività.
E siccome non la colgono, non rispondono . A furia di non ricevere feed
back, la vostra espressività (oculare, e poi di tutto il viso) si
atrofizza.
44a I meccanismi fisiologici, meccanici, sono soprattutto due, anche
se poi ci sono altri meccanismi che vengono messi in moto di conseguenza.
1) Tensione dei muscoli oculomotori, particolarmente degli obliqui conseguenti
allo sforzo di mantenere gli occhi relativamente fissi su un asse orizzontale
e permettere solo ridotti movimenti su quest'asse.
2) La tensione dei muscoli ciliari tira (schiaccia) l'equatore del bulbo
(i "poli" sono la cornea e la macula) e ne riduce il diametro.
45 Assomigliate a Woody Allen? Le ragazze preferiscono Kevin Kostner.
E se siete grassottella e occhialuta... per voi non esiste neanche un solo
modello: Claudia Schiffer non porta occhiali..
46 Lo sviluppo della sessualità crea, specialmente nelle ragazze
altre meccaniche che portano spesso allo sviluppo della miopia, come all'accentuarsi
dell'ipermetropia e dello strabismo. Si tratta di meccanismi interessanti
e ben precisati, che non possiamo affrontare qui.
46a ... dove continuerà ahimè a rodervi, e costituirà
la base per molte sgradevoli manifestazioni psicosomatiche, prima fra tutte
il peggioramento della vista.
47 Può essere tuttavia necessario un momento di catarsi, in ci
si sfoga con un colpevole, come nella Primal, sennò la mente
può essere d'accordo, ma resta una carica inconscia di aggressività
che non riesce a scaricarsi.
48 Il che, quando si tratta di cambiare abitudini per imparare a vederci
meglio, può non essere vero. Spesso familiari e ambiente di lavoro
scoraggiano i cambiamenti. Può essere necessario un vero e proprio
lavoro di assistenza sociale.
49 Se il disturbo avviene un po' più tardi, quando la struttura
neurologica e la struttura dell'io sono un po' più mature, si potrà
concludere che è l'esistenza (perlomeno l'ambiente ) che è
sbagliata. Nasce la predisposizione alla ipermetropia (impostazione di Navarro).
50 Però c'è la compulsione al freeze. Il risultato
è che un miope fissa negli occhi, ma non entra in contatto
51 Ma senza combatterli, perché questo significherebbe dar loro
energia, continuare a giudicare. Non c'è bisogno di sentirsi
in colpa per il meccanismo dei giudizi e delle proiezioni. Basta osservarli
.
52 Il panico che alcune persone provano in questa situazione è
intenso. Si tratta di una situazione estremamente ri-stimolante, che cioè
assomiglia al trauma originario. Ma anche il sollievo e il benessere che
se ne trae è particolarmente intenso.
53 Non è solo un problema di cristallino: è tutto l'occhio
che è rigido, o pigro. È buffo che non sia stata notata dagli addetti
ai lavori la notevole difficoltà (psicologica, più che fisiologica)
dei presbiti a muovere gli occhi alle estremità del campo visivo.
È un occhio che ha perso la sua curiosità.
54 Un minimo di esercizio ci vuole, però, così come un
po' di attenzione a non abusare degli occhi.
55 Questo riporta proprio a quella situazione in cui, secondo Navarro
è nata la predisposizione all'ipermetropia, in cui l'Ego non era
ancora completamente formato, la divisione Io/ mamma non ancora ben definita
(e tuttavia la situazione sgradevole imponeva la fuga).
56 Tendenza che si sviluppa anche su altri piani: ideologie politiche,
preferenze musicali, teorie religiose o filosofiche, terapie.
57 È il tema dell'Orfano. Vedi sezione fasi di trasformazione.
E voi siete un aspirante messia, o diavolo ingannatore: a
questo punto non è ancora stato stabilito.
57a Osho e molti altri maestri illuminati hanno insistito sul fatto che
consapevolezza, amore e attenzione non ci vengono assegnati in una quantità
fissa da dividere tra diversi oggetti, ma che anzi possono essere
moltiplicati. Chissà, forse un maestro spirituale miope insegnerebbe
cose diverse!
58 Questo implica la Visione Soffice. In realtà anche gli ipermetropi
non vedono la dimensione di gruppo di amore e amicizia, ma saltano molto
più rapidamente da un rapporto (individuale) ad un altro. Sembrano
essere ben integrati in un gruppo, ma in realtà ne sono sempre esterni.
59 C'è anche la paura del Caos, di ciò che non si conosce.
Meglio attaccarsi alle sicurezze, cioè alle convinzioni rigide e
dogmatiche.
60 Dovrebbe essere chiaro che in un arco di terapie che al limite comprende
anche le operazioni chirurgiche, io prediligo quelle meno intrusive e quelle
che permettono un maggior livello di coinvolgimento della consapevolezza
della persona. Più si parla di "pazienti" e più
si è lontani dalle mie posizioni.
60a In termini bioenergetici si allenta, o momentaneamente si elimina
il primo anello di tensione, o blocco oculare.
61 La miopia è spesso in relazione con la disclocazione in avanti
del centro di gravità, mento in avanti contrazione a nuca e collo,
spalle pesanti e chiuse in avanti. L'ipermetropia esprime spesso l'opposto.
In entrambi i casi diaframma e cassa toracica contratti impediscono il libero
flusso del respiro. L'astigmatismo è spesso in relazione con squilibri
tra lato destro e sinistro del corpo (come tenere la testa sempre inclinata
da un lato), che possono essere corretti.
62 Nel massaggio si è indiscutibilmente accettati, al di
la di ogni dubbio mentale.
63 Vedi Gli occhi sono lo specchio dell'anima e la rubrica Testimonianze
in vari numeri della mia Vederci Meglio -Newsletter.
64 Rimando alla Newsletter N. 29/30. e Dossier #2
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