Risorse aziendali
Quando si parla del modo di vedere le cose o di un certo punto
di vista cosa si intende? Normalmente lo si intende come una metafora
dell'atteggiamento psicologico generale o specifico ad una data situazione.
Ma la scelta della metafora visiva indica che magari inconsapevolmente
si mette in relazione il modo fisico di vedere, che si esprime attraverso
abitudini visive e l'attitudine psicologica che si mette in atto in una
determinata situazione.
E in effetti la moderna ricerca sulla percezione visiva si spinge fino
ad affermare che:
1) Il modo di vedere (fisico) di un individuo ci da indicazioni sulle
sue attitudini psicologiche.
2) È possibile migliorare l'efficienza visiva modificando gli
atteggiamenti psicologici.
3) È possibile anche migliorare la risposta psicologica alle
situazioni partendo da un graduale allenamento delle diverse capacità
visive.
4) Come corollario, è possibile prevenire una caduta della
risposta psicologica, identificando per tempo quei processi che, agendo
negativamente sulle abitudini visive, finiscono per condizionare negativamente
la capacità di risposta psicologica e quindi l'efficienza sul lavoro
Una risposta psicologica efficace, cioè la capacità di
entrare facilmente nell'atteggiamento adatto alle diverse situazioni che
si incontrano durante l'attività lavorativa è ovviamente una
risorsa a favore dell'individuo e a favore dell'azienda.
Vediamo di descrivere in modo intuitivo alcune di queste qualità
visive/psicologiche necessarie a svolgere un ruolo dirigente.
I 5 sguardi
La capacità di vedere lontano con precisione, di cogliere un movimento
dove apparentemente non succede niente, fanno parte del patrimonio richiesto
ad ogni ruolo dirigente, anche non di alto livello. Esercitare questa capacità
costantemente significa anche tenere in buon esercizio la capacità
di "guardare lontano", essere consapevoli dell'ambiente
(lavorativo, amministrativo, politico) che ci circonda, essere in grado
di identificare le novità quando ancora non ci riguardano da vicino,
poter cambiare gli obbiettivi tenendo conto dei cambiamenti nelle tendenze.
Il dirigente è un po' come il capitano di una nave, responsabile
della sua rotta, in grado di evitare le tempeste e portarla in porto.
È uno sguardo analitico, attento al dettaglio, pronto a correggerlo
con affetto e attenzione Un dirigente è in grado di rendersi conto
della funzionalità della parte di organizzazione affidatagli, del
suo stato di salute, degli umori di chi ne fa parte. Ciò significa
sapersi concentrare rapidamente su una persona, su un dettaglio, su un obbiettivo..
Ed essere pronto ad operare correzioni con lo stesso spirito di chi restaura
un'opera d'arte.
Un occhio mobile è necessario in ogni attività fisica,
come percorrere sentieri, arrampicare, catturare prede. È necessario il
colpo d'occhio. E questo si traduce nella capacità di spostare
rapidamente la propria attenzione e le proprie energie in ciò che
in un dato momento è più importante, adattandosi senza sforzo
ai cambiamenti di prospettiva. Un buon dirigente è in grado di rendere
agile e scattante la sua organizzazione, di modificare obbiettivi e moduli
organizzativi superando agilmente i momenti di tensione, di afferrare le
occasioni al volo, di agire con decisione al momento preciso...
Se è importante sapere concentrare attenzione e energie su un
punto, una persona, un obbiettivo, bisogna anche tuttavia non perdere la
visione globale, il gioco complesso di tutte le parti che costituiscono
un sistema. Un dirigente deve tenere conto anche di diversi valori e interessi
sociali o economici o politico- amministrativi Bisogna essere di ampie
vedute, non guardare con il paraocchi, ma mantenere una visione allargata
a 120º (visione periferica). Questo è ancora valido anche per
dirigenti di non altissimo livello: come un regista, devono essere in grado
di tenere d'occhio la loro Troupe nel suo insieme, assicurandosi
che in ogni momento ognuno svolga il suo ruolo nella squadra
La guida alpina è particolarmente capace di usare i DUE occhi
in sincronia, in Stereopsia: ciò le permette di svolgere dei
compiti visivi di complessità superiore, che impongono in particolare
un efficace coordinamento degli emisferi cerebrali. Saper valutare il volume,
cioè lo spessore delle cose significa valutarne sia le dimensioni
sia l'importanza. Così come potere valutare correttamente le distanze
permette di programmare efficacemente le decisioni e di agire con
tempismo.
Allo stesso modo la capacità di valutare le velocità relative
ci permette, alla guida di un'azienda o di un dipartimento, di valutare
se un dato fenomeno si sviluppa ad una velocità e secondo
una direzione tali da interferire con i nostri piani o se invece
non incrocerà la nostra rotta..
Nuove
strade per la formazione
Normalmente un dirigente possiede queste qualità. E altrettanto
normalmente l'attività richiestagli gli permette di tenerle in esercizio.
È tuttavia possibile che alcune di queste capacità possano venire
messe in secondo piano, e altre ipersollecitate per periodi anche lunghi.
E questo porta a volte ad un depauperamento delle risorse, un aumento
del livello di stress ed un calo dell'efficacia.
In questo caso è possibile intervenire efficacemente proprio centrando
l'attenzione sul dato visivo: decongestionando le abitudini e i modi visivi
eccessivamente sollecitati si riequilibra anche i patrimonio di risorse
psicologiche ad essi legati.
Ri- stimolando quelle attitudini e quei modi che al momento non vengono
utilizzati, oltre ad un riequilibrio dell'efficacia dell'attività,
si contribuisce a migliorare la percezione di sé e la fiducia in
sé e nelle proprie risorse.
Lo stesso discorso può riguardare la squadra di un dirigente:
è importante che le persone a cui deleghiamo alcune responsabilità
direttive siano in grado di svolgerle adeguatamente. Ed è importante
che NOI (dirigenti) si sia in grado di comprendere il loro modo di vedere
e di indicargli la strada per superare le loro difficoltà (= aiutarli
a "vedere chiaro").
Interessato a questi temi? Mettiti in contatto con noi specificando
il tipo di interesse (sei un formatore, un dirigente, un collaboratore?)
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