LUCE ARTIFICIALE e LUCE LED

Più la luce artificiale si differenzia dalla luce naturale, maggiore diventa il pericolo per la nostra salute. Le nostre reazioni alla luce sono tarate sulla particolarità della luce naturale. I suoi surrogati artificiali al contrario inducono delle reazioni negative che nel lungo periodo possono indurre gravi patologie. Quanto è grande allora il pericolo che si cela dietro la tecnologia a LED?

Che luce vedono i nostri occhi?.
Nell’uomo sono presenti solo tre diverse tipologie di fotorecettori (coni) per i colori rosso, blu e verde, cioè le due estremità e il centro dello spettro luminoso. Una conseguenza è che i nostri occhi sono in grado di percepire appena una minima differenza tra una lampada ad incandescenza ed una a LED.
Gli occhi umani sono insensibili alla percezione dei diversi tipi di luce. Ciò però non significa che per esempio la luce intermittente sia salubre, anzi essa rappresenta una notevole fonte di stress per gli occhi.

Risparmio e tecnologia luminosa.
Fino allo sviluppo della luce elettrica esistevano solo sorgenti luminose naturali caratterizzate da uno spettro continuo e termico senza intermittenze: la luce solare e il fuoco. I nostri occhi, per effetto dell’evoluzione, non sono in grado di distinguere le componenti di una luce artificiale buona da quelle di una cattiva. Perché mai costruire, spendendo di più, dispositivi di maggiore qualità se l’uomo non percepisce consapevolmente alcuna differenza con i dispositivi a luce intermittente? Perché utilizzare dispositivi che irradiano raggi Infrarossi dello spettro prossimo quando essi sono invisibili all’occhio umano?

La logica naturale della luce.
Nella luce solare e lunare si trovano, ciascuna in una precisa proporzione rispetto alle altre, componenti di bassa, media ed ampia lunghezza d’onda. Quindi nel corso della loro evoluzione tutti gli organismi viventi si sono sviluppati in queste condizioni: luce solare di giorno, fuoco alla sera e oscurità o luce lunare di notte. Nella luce diurna sono fortemente presenti in misura quasi uguale la luce rossa, blu e verde; al tramonto e alla luce del fuoco invece dominano le componenti rosse. Nel primo caso il messaggio inviato al nostro organismo è “è chiaro”, nel secondo “è scuro”.

Collegamento diretto con l’orologio interno.
Oltre ai recettori responsabili della visione vera e propria sono presenti sulla retina delle cellule non direttamente responsabili della visione. Possiedono tuttavia un foto-pigmento sensibile alla luce che, attraverso il tratto retino-ipotalamico, permette loro di trasmettere informazioni all’orologio centrale del nostro organismo, situato nel mesencefalo, indicandogli se all’esterno è giorno o notte: se nell’ambiente la luce è chiara e ferma sul blu allora è giorno; se, al contrario, c’è poca luce e in essa prevalgono le componenti rosse allora è notte.

La maggior parte delle moderne sorgenti luminose producono dei segnali disturbanti: troppo chiari e contenenti troppa luce blu. In questo modo il nostro orologio interno perde il proprio ritmo con conseguenze potenzialmente negative per la salute. Questo tipo di alterazioni possono produrre, ad esempio, degli squilibri ormonali.

Luce a LED ed occhi.
Le sorgenti luminose naturali di natura termica (fuoco, lampade ad incandescenza e luce solare non filtrata) per mezzo dei raggi Infrarossi dello spettro prossimo provvedono ad un rafforzamento del processo di osmosi che alimenta la macula. I raggi Infrarossi dello spettro prossimo eccitano le molecole d’acqua dei tessuti agevolando lo scambio di nutrienti.

La luce a LED invece, da un lato presenta una preponderanza di quelle componenti blu dello spettro luminoso che generano stress cellulare, e dall’altro è priva di quei raggi Infrarossi dello spettro prossimo che favoriscono l‘osmosi.

Blue light impairment (sindrome di squilibrio da luce blu) e prevenzione.
Le componenti blu della luce a LED nel lungo periodo possono condurre a sviluppare una patologia cronica da luce blu.

L’oculistica ufficiale non è però giunta a tanto perché la maggior parte degli oculisti sono fermi nel sostenere che la più importante malattia degenerativa dell’occhio del nostro tempo, la degenerazione maculare, ha come prima causa scatenante la luce solare e non la luce artificiale.

Luce blu: la giusta dose è importante.
Per l’occhio è comunque importante esporsi ad uno spettro luminoso il più possibile armonioso e che comprenda almeno in parte anche delle componenti blu (soprattutto durante il giorno). Infatti le frequenze ad onde corte hanno anche un effetto positivo sulla visione da lontano. Ecco perché il rimanere sempre al chiuso determina nei bambini lo sviluppo della miopia.

Trattamento trans palpebrale con luce (sunning).
Per indurre la rigenerazione della retina può essere utilizzato un trattamento con luce luminosa avendo cura di mantenere le palpebre chiuse. In questo modo la retina viene colpita con quelle radiazioni luminose che mancano nelle sorgenti luminose fredde. Procedendo così si ha una doppia sicurezza: i filtri luminosi e le palpebre sbarrano il passaggio a quelle radiazioni luminose che potrebbero danneggiare le sensibili cellule della retina, e il tessuto delle palpebre fa passare solo le radiazioni luminose comprese tra 600 e 1500 nm, cioè la luce rossa e i raggi Infrarossi dello spettro prossimo.

Questa porzione dello spettro è particolarmente importante ed è l’oggetto di numerosi studi riguardanti le guarigioni eccezionali e la rigenerazione cellulare.

Nella foto:
A sinistra la luce del sole e quella del fuoco. A Destra in alto: LED e schermo computer. In basso: lampade a risparmio di energia.

Leggi di più di questo articolo apparso su Augenblick, rivista di Gesundes Sehen, associazione tedesca per l’educazione visiva.

 

 

 

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