La Giara è un altopiano nella provincia di Oristano in Sardegna. Con la mia compagna siamo andati per una settimana percorrendo sentieri tra boschi e acquitrini per incontrare l’unica mandria di cavalli selvaggi in Italia.

Vista e Visione.
La vista si affina: trovare sentieri evanescenti, poco percorsi e quasi sopraffatti dal rigoglio della vegetazione richiede di perlustrare continuamente, da qui all’orizzonte, confrontando il qui con il là, intuendo la direzione, notando differenze di colore dell’erba, osservando dove la vegetazione sembra diradarsi. Spesso voltandosi indietro per verificare l’andamento del sentiero e confrontarlo con quello davanti a noi. Un gioco ininterrotto di spostamento vicino-lontano, di alternanza tra visione del dettaglio (centralizzazione) e visione periferica.

Ci avete mai fatto caso? Cosa viene spontaneo alla maggioranza di persone miopi (e oggi praticamente siamo tutti miopi) quando camminano? Fanno molta attenzione a “dove mettono i piedi”, cioè sistematicamente non alzano MAI lo sguardo e fissano con insistenza il suolo un metro e mezzo davanti a loro.

Per migliaia di anni, gli umani si sono guardati intorno, alternando la visione d’insieme con il perlustrare dettagli per scoprire minacce o opportunità. Adesso… quante persone in un posto come la Giara camminerebbero consultando lo smart phone? Oppure, se non si sentono “native digital”, chiacchierando allegramente (= con un tono di voce eccessivo) senza dare attenzione all’ambiente.

La via sciamanica (e la visione naturale) vanno in senso opposto: non ci si esclude dalla natura, ci si integra in essa.
I nostri antenati erano cacciatori, ma anche raccoglitori, e poi agricoltori: si sviluppava l’attenzione al dettaglio, alle sfumature di colore: se si fa silenzio interiore si scoprono dettagli infinitesimi: un insetto nascosto tra l’erba, una macchia grigia in mezzo al verde, che indica un nuraghe o una capanna.

I cavalli si odono, più spesso che vederli. Spesso i sentieri sono sentieri che appartengono solo a loro.

Abbiamo perso totalmente la capacità di valutare se si è sopravento o sottovento. Ricordo passeggiate di tantissimi anni fa con una cagna. A volte conduceva lei ed io mi stupivo di quanti animali in più potessi vedere.

Alla Giara gli occhi danzano con piacere con tutto, mentre il corpo ritrova il ritmo del camminare prolungato. Il pensiero ritrova un ritmo umano e lascia spesso spazio a tutto il “resto”: come ritrovarsi fuori da un luogo chiuso ed angusto.
E quando si incontrano i cavalli ci si ferma, si entra in sintonia con loro, semplicemente si sta lì. A volte in questo stato di quiete affiorano intuizioni o risposte a problemi della vita quotidiana.
E dopo ogni incontro Marina, ex miope, conferma di vedere benissimo ogni minimo dettaglio, con una super nitidezza da lungo clear flash che finisce per estendersi a tutto il tempo che passiamo in quel luogo incantato.

 

 

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