Forse non tutti sanno che lo scrittore, premio Nobel, soffriva di una grave malattia agli occhi.
Nel suo saggio L’arte di vedere ci narra le sue esperienze con quello che oggi conosciamo come metodo Bates.

Aveva perso la vista da un occhio e dall’altro era quasi cieco. Soffriva di una grave patologia oculare. Fu grazie alla sua volontà ferrea che all’età di 17 anni lo scrittore imparò, da autodidatta, il Braille, la dattilografia e a suonare il pianoforte. 
I medici non diedero molte speranze di guarigione, tanto è che il giovane studente e borsista di Eton, dotato di enorme talento in campo scientifico e desideroso di seguire le orme del suo famoso nonno, il biologo Thomas Henry Huxley, vide svanire nel nulla i suoi sogni di gioventù.

Una lotta lunga una vita

Aldous Huxley, autore della distopia The Brave New World e di numerosi altri saggi, scritti e romanzi non si arrese.
Per colpa dei suoi occhi dovette abbandonare Eton ma, trascorso un anno e mezzo e dopo essersi sottoposto a quattro interventi chirurgici, il suo stato sembrò migliorare.

Uno dei suoi occhi aveva riacquistato la vista al punto da consentirgli di leggere prima ricorrendo a una lente d’ingrandimento e poi a degli occhiali dalle lenti molto forti.
Una malattia infiammatoria della cornea, un cheratocono, la cui gravità non venne riconosciuta in tempo, lo colpì nella primavera del 1911.Gli interventi chirurgici sortirono buon effetto, ma all’inizio degli anni ‘30 le condizioni di Huxley peggiorarono talmente da non consentirgli più la lettura con gli occhiali.

Margaret Corbett e il metodo Bates

Nel novembre del 1938 sentì parlare di quello oggi noto come visual training, uno speciale allenamento degli occhi ideato dal medico newyorkese dott. William H. Bates che prometteva un miglioramento delle sue condizioni.
Si mise in contatto con Margaret Corbett, continuatrice dell’opera di Bates (morto nel ’31) e iniziò ad allenarsi quotidianamente con enorme costanza.

Come dichiarò lui stesso, già nel maggio del 1939, fu nuovamente in grado di leggere e ci riuscì senza dover ricorrere agli occhiali.

Quando nel 1940 oftalmologi e optometristi intentarono una causa contro Margaret Corbett, Huxley testimoniò al suo processo e contribuì alla vittoria. Si evitò in tal modo che il metodo Bates venisse messo fuori legge in California ed in altri stati.

Nel 1942 venne pubblicato il suo saggio L’arte di vedere, nel quale Huxley descriveva le sue esperienze personali e spiegava le basi del metodo Bates. Un libro molto utile, chiaro e, naturalmente, molto ben scritto.

Amico personale di J Krishnamurti, leader spirituale di enorme popolarità, gli passò le sue conoscenze sul metodo Bates. Krishnamurti racconta nella sua biografia di aver continuato a praticarlo per tutta la vita, senza aver mai avuto bisogno di occhiali.

Share This