Guardati dalla fissità dello sguardo! 

Recenti studi hanno stabilito un collegamento tra i movimenti oculari e l’accesso alle modalità mentali e sensoriali; le stesse ricerche che hanno portato poi alla nascita della PNL (Programmazione neuro linguistica).

Quando a qualcuno viene chiesto di visualizzare un ricordo, come per esempio di che colore sono gli occhi della madre, tende ad alzare gli occhi verso l’alto a sinistra. Per immaginare visivamente sposterà gli occhi in alto a destra. Per ricordare il tono della voce guarderà a sinistra orizzontalmente. Per pensare a cosa dire al direttore guarderà invece a destra.Per il ‘dialogo interno’ guarderà in basso a sinistra; e in basso a destra per le sensazioni fisiche.

Il movimento degli occhi funziona come un vero e proprio interruttore, che attiva e seleziona quella data abilità e quel dato senso.

Che cosa succede allora quando ci si condiziona a mantenere l’occhio immobile, come succede a chiunque faccia uso degli occhiali?
Una delle conseguenze è l’affievolirsi delle emozioni, che divengono via via piatte senza essere più ‘accese’

Si diventa gente opaca, ‘spenta’ per l’appunto. Ma anche l’intuizione, la creatività e le sensazioni si affievoliscono.
Situazioni di questo tipo sono state proprio ravvisate in alcuni studi condotti in Germania, dove si sostiene che sia proprio l’uso continuo del computer e degli smart phones, che scoraggiano in maniera forte i movimenti dell’occhio, a essere il responsabile di molti casi di perdita di creatività di molti manager di livello medio-alto.

E, naturalmente, l’uso di questi strumenti porta ad avere bisogno di occhiali. E gli occhiali accentuano la fissità dello sguardo….

 

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