L’astigmatismo è come il prezzemolo…

Tutti ce l’hanno…

Sembra quasi che sia ovunque. Ogni tanto sembra scomparire, per poi riapparire quando c’è un po’ di tensione. Non è difficile rendersi conto se c’è ponendosi di fronte a una apposita tabella detta anche “ruota a raggi”, e verificando se si vedono tutti uguali, o qualcuno è più nitido. Nel dubbio un professionista potrà valutarlo con un apparato che da una misurazione precisa (per quel dato momento). Ma esiste un altro metodo, che puoi tranquillamente attuare anche a casa tua, formulato da Roberto Kaplan, un grande educatore visivo nonché professore di optometria, recentemente scomparso.

Come si valuta l’astigmatismo

Il metodo raccomandato da Kaplan consiste nel ritagliare un cerchio di cartoncino nero di circa 5 cm di diametro. In questo cerchio, con un paio di forbici appuntite, andrà effettuata una sottile fessura di 1,5 mm di larghezza e 3 cm circa, di lunghezza.

Una volta costruito il nostro “strumento di valutazione”, Kaplan suggerisce di fare quanto segue:

  • Poniti di fronte alla pagina di un libro, di un calendario, o davanti a una tavola optometrica, a una distanza tale per cui ti sia possibile riconoscere i dettagli;
  • Chiudi uno dei due occhi e poni il cartoncino davanti all’occhio aperto in una delle possibili direzioni (ad esempio tenendo la fessura in posizione orizzontale);
  • Osserva attraverso la fessura e prendi nota di come ci vedi;
  • Una volta preso nota, di come vedi attraverso la fessura posta ad esempio orizzontalmente, comincia a ruotare il cartoncino lungo le varie direzioni e, continuando ad osservare la tabella o la pagina che stai guardando, cerca di notare in quale posizione della fessura vedi meglio e in quale invece peggio;

Se vedi meglio tenendo la fessura in orizzontale avrai un astigmatismo di 180°, mentre se la tua vista migliora tenendo la fessura in verticale il tuo astigmatismo sarà di 90°. Quindi l’angolo che permette la visione migliore corrisponde all’asse del tuo astigmatismo (che può variare tra 0° e 180°).

Scopri di più sul tuo astigmatismo

Kaplan raccomanda anche di scegliere l’angolatura in cui si vede peggio e provare a fare varie attività, tenendo un occhio bendato e l’altro occhio coperto dal cartoncino, per un tempo che va dai 20 minuti alle 3 ore al giorno. Questo consente di diventare consapevoli del nostro modo deformato di vedere le cose:

Proviamo a percepire cosa sentiamo, cosa proviamo, cosa ci viene in mente durante questo lasso di tempo e proviamo ad osservare le nostre emozioni. E poi pensiamoci su. Potremmo scoprire qualcosa di noi stessi a cui ancora non avevamo pensato e cominciare a sciogliere qualche contraddizione insita nel nostro essere.

Origine psicologica dell’astigmatismo?

Secondo Kaplan, infatti, l’astigmatismo denuncia una contraddizione tra ciò che si vuole e ciò che si crede di dover volere (se all’occhio destro) e tra ciò che si sente e ciò che si crede che si dovrebbe sentire (se presente nell’occhio sinistro).

Come tratta Buena Vista l’astigmatismo.

Se l’astigmatismo è ridotto (meno di una diottria e mezzo) l’esperienza dimostra che il metodo Bates lo risolve senza quasi che ce ne rendiamo conto, mentre affrontiamo miopia o presbiopia.

Ma se è concentrato in un solo occhio, oppure è piuttosto alto, oppure è diverso come asse da un occhio all’altro, allora affianchiamo all’impostazione di Kaplan un lavoro specifico che si avvale di vari strumenti del metodo Bates. Opereremo tenendo conto dell’asse dell’astigmatismo di quell’occhio con: shifter, oscillazioni, palla di Marsden e naturalmente anche occlusori, Melissa e molto altro ancora (tutte cose che si trovano in www.naturalvision.it)