100 Idee per lavorare con l’ottotipo (e divertirsi)

Smettere di odiare l’ottotipo (tabella di Snellen)

In primo luogo bisogna avere ben chiaro che fin dall’inizio bisogna scoraggiare l’atteggiamento di rigidità- fissità- sforzo- mancanza di respiro- mancanza di battito delle palpebre che abbiamo imparato nella lettura in generale e con le tabelle in particolare. Solo partendo da lì sarà possibile trasformare l’ottotipo in un formidabile alleato per il miglioramento della vista.

Usiamo una varietà di tabelle:

Useremo principalmente quella tradizionale che comincia con una C, ma ne esistono tante: quella fatta di E in diverso orientamento, una fatta di sagome di animali o altro, per bambini. Qua ci concentriamo su quella classica, quella in bianco su nero, e quelle a colori. E poi in varie dimensioni.
Incoraggiate l’uso della tabella anche in casi in cui la persona vede appena la C o non distingue i colori, come nel caso di retinopatia diabetica, daltonismo e altre malattie. Puntate sempre sul rilassamento e possibilmente sul divertimento.
Mantenere sempre l’atteggiamento basico: dondolare leggermente, respirare, battere le palpebre ad ogni cambio di messa a fuoco.

 

– “Spennellare” il bianco intorno alle lettere, e anche dentro di esse. Farlo come “scivolando”, “svicolando “ tra le lettere, scendendo verso righe più piccole.

– Tirare pupazzetti o palle soffici verso la chart con la scusa di scaricare l’antipatia per la tabella. In realtà questo aiuta a centralizzare.

Verificare la centralizzazione (= vedere meglio ciò che si osserva): lo fa con quadrati di carta colorata, verde e arancione sovrapposti a lettere del tabellone. Alcune persone si accorgono di vedere meglio il colore che non stanno osservando (fissazione eccentrica), o di vederli ugualmente (diffusione). Quando questo succede, fare notare lo sforzo che stanno compiendo.

Osservando la tabella, praticare lo “spazzolare” in due modalità:

  1. Scorrere gli occhi sulla riga bianca sotto le lettere, immaginandola come uno scaffale su cui sono appoggiate le lettere, come se fossero dei vasetti (ripetere a occhi chiusi). Notare il movimento apparente.
  2. Scorrere gli occhi attraverso le lettere. Osservare la differenza.
    Praticare ad occhi aperti e poi ad occhi chiusi ripetendo nella mente il movimento apparente.
  3. Trasformare 2. In un’oscillazione breve: mantenendo la percezione del movimento apparente delle lettere, passare dalla prima all’ultima lettera di una riga. Poi, dopo un po’, dalla seconda alla penultima, e così via.

 

Lavoro con palline

  1. Fare rimbalzare una pallina, prenderla con l’altra mano e osservarla da vicino per una frazione di secondo e scivolare con lo sguardo sul tabellone. Le palle hanno dettagli che aiutano a focalizzare. Si può fare anche con due mani e due palle, alternando.
  2.  Idem, ma con movimento fluido, senza fermarsi a osservare il dettaglio della pallina
  3. alternare le due modalità
  4. Come 2, ma si tira la palla (o sacchetto) in alto, invece di farla rimbalzare

 

Luce bassa o semi-oscurità

L’uso della luce bassa può essere interessante, si impara a non sforzarsi di vedere chiaro. Iniziamo a lavorare con la tabella in condizione di luce molto bassa. La differenza, quando si rivede la tabella in luce piena è di solito evidente, maggiore contrasto e nitidezza. Particolarmente buono per miopi ed astigmatici.
Creare semioscurità nella stanza e procedere con la modalità base: dondolare, osservare per 2 secondi una lettera, battere le palpebre, andare alla lettera di un’altra riga. Andare avanti circa 5 minuti, prima di ritornare alla luce piena.

 

Uso della Tabella con sfondo nero

Usare 2 ottotipi, uno con fondo bianco, l’altro con fondo nero. E’ una buona idea metterli uno accanto all’altra: confrontare una lettera alternando i tabelloni aiuta a focalizzare meglio. Si può praticare l’attività base, oppure “spennellare” intorno alle lettere. Particolarmente utile per astigmatismo e cataratta.

 

Uso degli ottotipi colorati.

Mettere due ottotipi di colori molto diversi ai lati di quello normale. Praticare l’attività base (dondolando etc) osservando per 2 secondi una lettera su un ottotipo colorato e poi la stessa lettera sull’altro ottotipo colorato.  Lo sguardo passa sull’ottotipo centrale (bianco-nero) senza fermarsi. Dopo 3-5 minuti riportare l’attenzione sull’ottotipo centrale. Notare i miglioramenti.

 

Uso di due Snellen basico

Prendere una tavola Snellen grande e tenere in mano una piccola. Praticare l’attività base (dondolando etc) osservando per 2 secondi una lettera su un ottotipo piccolo e poi la stessa lettera sull’ottotipo grande (miopi), oppure al contrario (presbiti e ipermetropi).

 

Uso due Snellen e immaginazione

  1. Prendere una tavola Snellen grande e tenere in mano una piccola. Trovare la distanza che permetta di vedere almeno la terza riga nella tabella che risulta più difficile. Variare la distanza (di Snellen piccola allungando o accorciando il braccio; della grande, camminando) fino a vedere le lettere dell’una apparentemente di dimensioni uguali a quelle dell’altra:
  2. Osservare una lettera (iniziamo da quella più grande: in genere una C) in entrambe le tabelle, una accanto all’altra: una risulterà chiara, mentre l’altra sarà un po’ sfocata, a seconda del difetto di vista che si ha.
  3. Chiudere gli occhi e ricordare le due lettere. Con l’immaginazione sovrapporre quella chiara a quella sfocata. Poi, sempre con l’immaginazione “cancellare” il margine sfocato. Ri -dividere le due lettere: adesso sono entrambe nitide.
  4. Aprire gli occhi e guardare subito la lettera “difficile”: apparirà più nitida.
    Ripetere con lettere gradualmente più piccole.

Iniziare con lettere nere su bianco. Più avanti si potranno usare ottotipi colorati. Per la maggior parte di noi ricordare i colori è meno facile.

 

Colorare lettere

Usando tabelle con lettere “vuote” (la tabella “TFP”). Riempire bene di nero con un pennarello (ma anche altri colori, se il nero fa antipatia). Osservare e ripetere (immaginando) a occhi chiusi. Nell’immaginazione può essere un liquido denso (tipo petrolio) che “riempie” lentamente la lettera.
Per le degenerazioni maculari far colorare la lettera bianca sul fondo nero.

 

Un altro uso della tabella TFP

Questa tabella (Rockwell) ha lettere con molti “apici”, e quindi molti angoli. Prendendo ad esempio la F si può osservarla, chiudere gli occhi e contare quanti angoli ci sono: questo spinge a visualizzare centralizzando e muovendo il punto di attenzione. Poi si può fare lo stesso ad occhi aperti. E’ un modo di stimolare i movimenti saccadici di “esplorazione” delle lettere

 

Oscillazione breve dei punti neri

Nel tabellone normale, su una lettera abbastanza grande e vista bene, per esempio una T, metti con il pennarello due puntini alle estremità della linea orizzontale. Sposta lo sguardo da un punto all’altro, percependo il minuscolo movimento apparente della lettera. Nota come il punto che stai osservando è “visto meglio” dell’altro.
Ripeti con l’immaginazione

 

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La tabella TFP si trova QUI
La tabella TFP da colorare si trova QUI