“Ma se il metodo Bates è così efficace, perché non se ne parla? Perché non viene insegnato e praticato dagli oculisti?
Dopo tutto ha già un secolo di vita per farsi conoscere, no?”

Il dottor William Horatio Bates (per l’appunto era un oculista) fu cacciato dall’associazione dei medici americani (AMA). La stessa associazione gli fece causa giudicando “falsi e ingannevoli” i risultati ottenuti dai pazineti grazie all’efficacia del suo metodo. Il fatto che Bates avesse registrato migliaia di casi di miglioramento dei problemi visivi, molti dei quali verificati da pubblicazioni scientifiche e da altri colleghi oculisti, non venne assolutamente preso in considerazione.
Fatto è che poco prima della sua morte, la denuncia venne ritirata.

“Dagli all’eretico!”

Ma la persecuzione non si fermò certo qui. Margaret Corbett era una tra i collaboratori formati da Bates; divenne un “pochino troppo conosciuta per i suoi successi”. Sia a lei che alle persone da lei formate venne legalmente proibito di raccogliere dati di qualsiasi tipo sull’efficacia del metodo da lei insegnato.
Buffo? Il fatto è che ogni tipo di misurazione del visus venne considerato dal giudice come “pratica di medicina o optometria senza licenza”. E in effetti venne denunciata due volte per tale “crimine”. Entrambe le volte vinse la causa, ma la dura esperienza la portò a consigliare alle centinaia di operatori da lei formati di essere moto discreti riguardo al fatto di praticare il metodo Bates.
Nel corso di queste battaglie legali, riuscì ad evitare che passasse in California una legge che rendeva illegale il metodo Bates, ma non riuscì ad impedire che ciò avvenisse nello stato di New York.
E’ quindi comprensibile come gli insegnanti del metodo Bates si siano tenuti molto cauti nell’informare il pubblico dei loro successi!
Una specie di comma 22: se non provi quello che affermi di ottenere, sei un ciarlatano. Se produci le prove ti arrestiamo per esercizio abusivo della professione medica o dell’optometria.
Si è così definita una linea di tendenza: se posti a confronto in pubblico finiva per essere più conveniente per gli operatori affermare che il loro metodo NON poteva produrre miglioramenti nella vista e che mirava solo a “educare” e non a “curare” (cosa che gli autori americani continuano ancora oggi a scrivere nella prima pagina dei loro libri…..).

Ma non sarà anche una questione di scelte di mercato?

Siamo franchi: al pubblico il metodo Bates non piace.
Bisogna fare i conti con una preferenza mostrata da molti a indossare occhiali piuttosto di darsi da fare per farne a meno.
Ma da dove viene questa scarsa motivazione? Alcune considerazioni in merito.

In primo luogo spesso troviamo più facile andare a cercare gratificazione da parte di un oculista invece di prendere responsabilità per la nostra condizione. I genitori sono sollevati quando vengono dati occhiali al loro bambino: ciò conferma che non c’è niente di “sbagliato” nel loro bambino (e in loro stessi), visto che gli occhiali sembrano risolvere tutti i problemi (tranne per il bambino stesso, ma questo non si nota molto).
In secondo luogo siamo stati condizionati a considerare gli occhiali qualcosa di normale. C’è l’idea di fondo che tutti, prima o poi, hanno bisogno di occhiali.
In terzo luogo, ci hanno sempre detto che gli occhi non possono che peggiorare. se non si portano sempre gli occhiali. E noi abbiamo passato ad altri questa “conoscenza”. Partendo da questo punto di vista, ogni metodo che pretende di fare a meno degli occhiali è automaticamente sospetto. Questa “conoscenza” è propagata da centinaia di migliaia di persone; difficile pensare che forse alcuni dei concetti base a cui si rifanno tutte queste persone siano sbagliati.

Occhialuto è trendy

In quarto luogo gli occhiali sono addirittura diventati attraenti nella nostra cultura. Qualcuno pensa di essere anche più attraente se indossa certe montature. E tutti sono pronti a confermare, magari come incoraggiamento, visto che gli occhiali sono visti come ineluttabili. Inoltre molti studi confermano che portare gli occhiali viene percepito come un segno di intelligenza e cultura.

Quinto, la gente ha spesso molta resistenza a ogni forma di cambiamento. Alcune persone trovano poco attraente l’idea di cambiare abitudini, atteggiamenti, personalità e pensieri per migliorare la vista. Queste persone “vogliono” credere che il metodo Bates non funziona. Altrimenti dovrebbero affrontare delle belle seccature (cioè, cambiare).

Sesto, la popolarità e la disponibilità delle operazioni laser sembra fornire un modo semplice, rapido, persino “magico” per risolvere definitivamente il problema. Anche qui si tratta di un “volere credere”: la regola è che prima o dopo tutti gli operati tornano ad avere bisogno di occhiali.

Business is business

Esiste poi un aspetto socio-economico. Esiste una fiorente industria ottica e un tessuto commerciale vastissimo legato a questa. Gli optometristi, gli ottici e, fino a un certo punto, gli oculisti si guadagnano da vivere prescrivendo magari anche vendendo occhiali.

Un metodo che riduce l’uso degli occhiali significa una riduzione del giro d’affari, specialmente se è il dottore in prima persona a praticare il metodo. Un oculista sa come guadagnarsi (bene) da vivere con gli strumenti e i concetti che ha imparato, anche se sa che ci sono alcune debolezze nella struttura concettuale tradizionale. Perché dovrebbe rischiare la propria carriera e il proprio stile di vita? Ci sono pochi soldi da guadagnare con il metodo Bates…

Testimonianze a favore del metodo Bates?

Intanto, cosa succede a quegli oculisti che provano il metodo Bates o certificano i risultati di un operatore Bates?

Verranno implacabilmente derisi dai loro colleghi; perderanno credibilità e considerazione. Ne vale la pena? Ci sono già argomenti pre-confezionati per “spiegare” i miglioramenti considerati impossibili. Quindi, nessun bisogno di investigare. Meglio stare tranquilli e non esporsi.
Ma gli oculisti hanno anche altri interessi da difendere, anche più profondi delle loro carriere e reputazioni.
Quando si è passati una grossa fetta della vita, prima da studente e poi da professionista studiando secondo alcuni principi, acquisendo competenza e considerando se stessi dei … benefattori, che aiutano l’umanità prescrivendo lenti e riducendo i disagi della gente…..

Quando per anni ci si è basati sull’idea che le varie condizioni visive NON possono essere migliorate e si è sempre considerato ciarlatano o buffone chi dice altrimenti….
Anche una sola, remota possibilità che la loro carriera si sia basata su false convinzioni e che le loro prescrizioni abbiano danneggiato i loro clienti, può essere un boccone troppo grosso da mandare giù.

Questo spiega perché siano così pochi gli oculisti disponibili a considerare il metodo Bates e a provarlo onestamente, sotto la guida di un operatore qualificato. E spiega anche come mai la risposta che si ottiene da loro sia spesso “Il metodo Bates sembra bello, ma non funziona”, oppure “E’ stato scientificamente refutato molto tempo fa” o anche “Bates era un ciarlatano”.
Nessuna di queste affermazioni è vera.

E le ricerche ?

E’ passato un secolo da quando il metodo del Dottor Bates ha cominciato ad essere utilizzato. Ciò nonostante non c’è mai stato uno studio scientifico solido sulla sua efficacia.

Nessuna organizzazione in grado di finanziare e condurre uno studio simile ha mai trovato attraente quest’idea. Ce ne sono stati una miriade di piccoli naturalmente, sostenuti da pochi oculisti o optometristi; tutti invariabilmente positivi, ma anche facili da ignorare.

Esiste uno studio, uno solo, condotto nel 1940 dal Baltimore Myopia Control Project che è stato condotto come “risposta al metodo Bates”. Ma in realtà ciò che venne esaminato fu il sistema di visual training elaborato dagli optometristi (che ha molto poco a che fare con Bates) concludendo che poteva funzionare con modesti risultati solo nelle miopie leggere. Benché gli optometristi stessi avessero ufficialmente dichiarato che il loro programma non aveva a che fare con il metodo Bates, ogni tanto si sente ancora dire che quello studio ha provato l’inefficacia del metodo Bates.
(tratto da un articolo di David Kiesling)

 

 

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