Rosemary Gaddun Gordon è canadese, da lei ho imparato molte cose, tra cui appunto il “guardare da dietro” a cui ho dedicato un video. La sua storia:

Quando ho cominciato ad assimilare il metodo Bates nel mio lavoro cominciai, come fanno molti, con le tecniche.
Qualche studente aveva buoni risultati, altri meno. E non sembrava una questione di tempo dedicato agli esercizi. Cominciai a chiedermi allora se la differenza non consistesse nel come venivano praticati.

Afferrare con gli occhi come se fossero artigli

Negli ultimi venticinque anni ho osservato il modo in cui il corpo cambia quando le persone si sforzano di vedere. Sembra che facciano un movimento in avanti, come se volessero afferrare qualcosa con gli occhi. Qualche volta si inclinano effettivamente in avanti con tutto il corpo, altre protendono il mento.
Altre volte invece accade che il cambiamento avvenga a un livello energetico, come se ci fosse un flusso di energia dagli occhi.

Quando le persone imparano a rilassarsi, questo non succede più.

Quando gli occhi sono comodi e senza sforzo, danno l’idea di integrarsi facilmente nel volto. Appaiono come più vivi, più a posto e come in rapporto con qualcosa che sta dentro di noi. E sono anche più belli….
Questo è ciò che è successo a me nel mio cammino di recupero dalla mia miopia, anisometropia (diversa capacità visiva tra un occhio e l’altro) e astigmatismo.
In special modo nei periodi in cui la mia vista è totalmente chiara, con una buona percezione della profondità, mi accorgo di essere in uno stato di rilassamento e allo stesso tempo di consapevolezza di tutto ciò che vedo, ascolto e provo.

Questa esperienza viene chiamata essere presente.

Più provo questa esperienza di essere presente, più aumentano gli spazi di visione nitida, in una connessione del mondo interiore con quello esteriore.

Questo è ciò che definisco vedere “da dentro”, dal mio spazio interiore, più profondo.
Vedere da dentro incoraggia l’idea di essere “a casa”, di vedere con la mente, piuttosto di sforzarsi di vedere solo con gli occhi; di rilassarci e ricevere l’informazione che entra negli occhi.
Vedere in questo modo ci dà un diretto accesso alle emozioni suscitate da ciò che viene visto e a qualsiasi stato emotivo o sensazione presenti al momento.
Quando non siamo veramente “a casa” non siamo davvero calati nel nostro corpo, diventiamo dissociati e facilmente reprimiamo e ignoriamo i sentimenti.

Chi c’è dietro i tuoi occhi?

Una mia allieva, un’avvocatessa, mi disse che quando leggeva documenti legali non provava mal di testa; ma se leggeva per piacere, sì. Strano, a molte persone succede il contrario.

La invitai a leggere “dal di dentro” e ci accorgemmo che leggendo quei documenti legali lei era presente. Quando invece leggeva romanzi o altri libri di piacere era “via” e aveva l’impressione di “ingozzarsi” di parole attraverso gli occhi.

 

 

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