Visione Chiara? Presente!

Nancy L Neff ha una particolare capacità di mettere in luce gli atteggiamenti psicologici legati alla miopia e di fornire indicazioni pratiche su come non farsene condizionare.

<< La scorsa settimana ho partecipato a un ritiro di guarigione energetica con la mia insegnante di lunga data Deborah King, e ho notato di nuovo che più rimango calma, meglio posso vedere. Ho già scritto alcune volte sul rapporto tra l’essere presente nel qui e ora e la visione, un rapporto sempre più evidente.
Quando ero giovane non avevo la più pallida idea di cosa significasse essere presente, ero troppo ansiosa e dispersa.

In passato ho partecipato a molti workshop e corsi di formazione con Deborah, la maggior parte dei quali richiedeva viaggi all’estero, in cui innumerevoli cose possono andare storte. Ho passato una notte insonne in un aeroporto per almeno due volte e ho perso i collegamenti per i motivi più svariati, da una gomma a terra nel carrello dell’aereo (quindi non potevamo decollare), al tempo perso per togliere il ghiaccio dalle ali di un piccolo aereo prima del decollo con il risultato di arrivare troppo tardi all’aeroporto principale per la coincidenza.

Qualsiasi incidente del genere avrebbe potuto rendermi sempre più ansiosa, poiché si vede il tempo scivolare via senza poterci fare nulla.
Peraltro è possibile decidere di usare quel tempo per fare un pisolino, meditare, scrivere un diario o parlare con qualche persona interessante, sapendo che presto le cose riprenderanno il loro corso. Quando ho iniziato a lavorare sulla vista anni fa, non avendo idea di cosa stessi facendo, commettevo molti errori, potevo comunque rendermi conto che avere paura e preoccuparmi danneggiava la mia vista e che invece accettare le circostanze la aiutava.

 

Si può fare qualcosa?

Ecco alcune semplici cose che tengo a mente per sostenere il mio atteggiamento e la mia visione. Potrebbero essere ovvie per molti, ma non lo erano per me e ho dovuto imparare a mie spese. Quindi questa è anche una specie di check-list per aiutarmi a ricordare, e può esserlo anche per te.  

  • Avere un piano B per qualsiasi intoppo che puoi anticipare.

Se non ce l’hai puoi facilmente cadere nel panico. Pensi solo “Non ce la faccio!”, non riesci a pensare a come trovare una soluzione. Un tempo mi sentivo regolarmente “invasa” dagli altri, senza alcuna via d’uscita. Ora per esempio, se una persona loquace, estroversa e ben intenzionata mi chiede di unirmi a un tavolo da pranzo rumoroso in un seminario, so di poter semplicemente dire “No grazie!” e sedermi da sola o in due, per poter digerire più facilmente il mio cibo senza cercare di seguire più conversazioni contemporaneamente.

  • Cogli sul nascere il senso di “questo è troppo”. Nota i segnali.

Quando divento ansiosa, la mia vista può diventare subito un po’ sfocata (non voglio vedere questa situazione!), il mio respiro diventa più veloce e più superficiale e ho una sensazione di vertigine nella testa, come se il mio cervello andasse a mille cercando di capire come tirarmi fuori da tutto questo. Quindi, quando so che sto entrando in questo stato, cosa posso fare?

  • Rallenta e resta qui.

Questo aiuta a ritornare al mio centro: respirare più lentamente e profondamente, prendere coscienza dei miei piedi (mi dico “Ritorna nei tuoi piedi, Nancy!” poiché so che vorrei volare via), esplorare (“scansiona!”) tranquillamente e delicatamente il mio ambiente, notare la periferia (che se sono ansiosa “sparisce”). Se i miei occhi sfrecciano freneticamente qua e là, alla disperata ricerca di una via d’uscita questo non mi aiuta certo a sentirmi calma!

  • Pianifica pause e interruzioni tra i periodi di attività.

Se il punto precedente riguarda il ritmo e non la fretta, questo riguarda la spaziatura. Lavoro al meglio quando posso prepararmi adeguatamente, e poi riprendermi da un momento in cui spendo molta energia, che si tratti di viaggiare o di allenarmi o di una sessione con un cliente. È molto più difficile per me rimanere presente e vedere bene se parte della mia mente è ancora concentrata sul compito precedente o anticipa il prossimo. Lo dicevano i Saggi: lascia andare il passato, perché è finito e il futuro, che non è ancora arrivato. Tutto ciò che abbiamo è il presente, quindi sfruttalo al meglio!

  • Usa gli strumenti conosciuti per mantenerti resiliente in modo da essere meno vulnerabile all’ansia.

Ci saranno sempre crisi ogni tanto, ma non è giusto trattare i problemi quotidiani come se tutti fossero disastri. Ho bisogno di dormire a sufficienza, di avere abbastanza tempo libero e mantenere le mie pratiche di cura di me stessa come l’EFT (tapping), esercizio fisico regolare e meditazione quotidiana in modo da poter affrontare la vita in modo calmo.

 

Non sono più una bambina

Quando ero bambina avevo meno risorse emotive di adesso, e spesso mi sentivo sopraffatta da cose che non riuscivo a gestire. Ero la più grande di 3 figlie e mia madre di solito era occupata con le più piccole che avevano più bisogno di lei, e da me ci si aspettava che affrontassi qualunque cosa praticamente da sola. Ho fatto del mio meglio, anche se la maggior parte del tempo ero in uno stato di grande paura. La mia vista era tesa e forzata, cercando di afferrare il senso delle cose, poiché avevo sempre l’impressione che mi sfuggisse qualcosa e di non riuscire a fare le cose per bene.

Oggi so di poter affrontare qualsiasi cosa succeda e che è inutile bloccarsi su un programma particolare o su un’aspettativa. E posso ottenere aiuto, se ne ho bisogno. Se non riesco a vedere il gate dell’aeroporto su un monitor lontano, posso sempre chiedere a qualcuno, o guardare sul mio telefono sul sito web della compagnia aerea, o trovare un impiegato a cui chiedere.  

 

Di ritorno dal seminario

La mia vista sembra un po’ più chiara da quando sono tornato a casa qualche giorno fa, sto gestendo le interruzioni in modo più gentile senza arrabbiarmi e le mie spalle sono tornate giù e indietro. Tutto il mio corpo si sente più rilassato. Il mio obiettivo è mantenere questa Nuova Normalità, poiché non vedo l’ora di ulteriori miglioramenti visivi. E mi sento grata di essere esattamente dove sono, con le mie attuali sfide e i doni che ricevo.>>

Scuola di Formazione per Educatori Visivi 2022-23

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L’obbiettivo del corso professionale di un anno è di fornire le basi teoriche e sopratutto pratiche per potere trasformare la propria visione ed aiutare altri.
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