Cosa succede in un week end di Buena Vista
 

 

Obbiettivi: primo, sradicare convinzioni e pregiudizi

La maggior parte di chi partecipa per la prima volta ha alle proprie spalle una lunga storia di peggioramento progressivo della vista. Per anni e anni l´unica risposta ricevuta dalle "autorità" può essere condensata in una sola frase: "Non c´è niente da fare".

Insieme a questa, alcune altre convinzioni si sono via via radicate: "Solo gli occhiali mi fanno migliorare la vista. Senza, non posso fare niente", "vedere bene significa essenzialmente avere un´alta acuità visiva (nitidezza)", "non sono io a dovermi occupare della mia vista, ma gli "esperti", etc.

Il compito del gruppo, durante il primo week end è di aiutare il singolo a "smontare" pezzo per pezzo questi pesanti condizionamenti ereditati dal passato.

1) Davvero non c´è niente da fare? Praticamente tutti sperimentano in prima persona momenti di netto miglioramento della vista (e anche momenti di peggioramento!). Si rendono conto di come la visione sia influenzata in primo luogo dalla propria condizione (benessere o stress) e dal proprio atteggiamento (ottimismo oppure negatività): lo vedono succedere in se stessi e lo osservano negli altri. Scoprono che ci sono molte cose che si possono fare.

2) In secondo luogo si rendono conto di come il loro rapporto con le lenti correttive (occhiali e lenti a contatto) invece di aiutarli a migliorare, abbia invece impedito il miglioramento. Infatti nel gruppo non si portano occhiali. Al momento di toglierseli alcuni vivono momenti di insicurezza, tutti vivono con qualche imbarazzo il momento in cui si "spogliano" degli occhiali. Ma l´atmosfera del gruppo aiuta a superare l´imbarazzo e anzi ad entrare in uno stato di benessere e fiducia reciproca. E la vista migliora da subito. Alcuni vivono persino momenti di visione totalmente nitida.

La controprova avviene quando si inforcano nuovamente gli occhiali. Tutti, indistintamente vedono con eccezionale nitidezza, molto superiore al solito, il che significa che in quel momento le lenti sono diventate troppo forti. Ma è interessante notare cosa succede anche solo dopo mezz´ora di visione "corretta" dalle lenti: togliendole si vede peggio, decisamente peggio di come si riusciva a vedere prima senza lenti.

Il primo week end aiuta quindi a comprendere come ci sia una dipendenza dalle lenti, del tutto analoga a quella che si ha per stimolanti o sostanze stupefacenti, da cui si deve cominciare a uscire, con pazienza e consapevolezza.

3) Che è possibile vivere senza occhiali, viene vissuto concretamente durante il gruppo. Alcuni rimangono stupiti di come sia loro possibile fare praticamente tutto senza occhiali, e di come l´attenzione posta a elementi quali il colore, la profondità e la tridimensionalità delle cose viste, nonché la consapevolezza dell´intero campo visivo siano molto più importanti della nitidezza (che peraltro viene da se quando ci si rilassa).

4) E si comincia a prendere responsabilità del proprio modo di vedere, a osservare come l´atteggiamento mentale possa essere modificato. Così come molte pessime abitudini visive possono essere poco a poco modificate, una volta che si comprende come agiscono su di noi.

Tutte queste cose avvengono spontaneamente grazie a questi elementi: 1) Stare senza occhiali, 2) in una situazione comoda, con persone che ci possono comprendere, 3) riportando la consapevolezza sulle nostre emozioni, sui nostri atteggiamenti e su come questi influenzano la vista.

Ma durante il primo week end si impara anche ad usare degli strumenti che saranno determinanti nel proprio miglioramento visivo.

Il primo luogo si impara anon fissare, ma "disegnare" con gli occhi (uno stile di vista basato su una morbida ma costante esplorazione del campo visivo, evitando la fissità dello sguardo). Non è un esercizio, è il modo normale di vedere. Costituisce quindi uno strumento da mettere consapevolmente in uso fin dal primo istante, e per sempre. Non stanca gli occhi, non è faticoso, è il modo naturale per usare gli occhi senza sforzo. E´ semplice: ogni volta che lo si fa si vede meglio. Sembra magia, ma non lo è.

Inoltre si imparano anche degli esercizi, che io preferisco chiamare giochi. Si tratta di una specie di ginnastica visiva. Sono disegnati per rimettere in movimento muscoli che si sono irrigiditi attraverso il non uso e l´abitudine alle lenti.

Costituiscono un´attività che si può scegliere di mettere in atto quando ci si sente un po' arrugginiti (occhi stanchi, lettura, computer) o quando si ha voglia di giocare con i propri occhi. Non sono assolutamente un obbligo; sono invece una potenzialità in più.

 

Facciamo un esempio pratico

Spesso si incomincia il primo giorno con la Routine, cioè con una serie di movimenti per il corpo e per gli occhi. Nella routine si fanno esperienze chiamate: vicino- lontano, otto pigri, sbadigli olimpici, limone acido / sorpresa, cross crawl, oscillazioni brevi e oscillazioni ampie e altri ancora, alternati con il palming

Il Shhhh-a! è un gioco particolare che permette di imparare i nomi di tutti i partecipanti (e ricordarli!) insieme ai loro volti. Molti hanno già li la prima sorpresa; scoprono di poter fare qualcosa di cui non si credevano capaci; ricordarsi facilmente molti nomi e molti volti, nonché riconoscere ognuna di quelle persone senza occhiali (e a diverse distanze).

A volte viene letta una storia riguardante le proiezioni; poi con un partner si comincia a esplorare le proprie aspettative, pregiudizi etc riguardo agli altri.

Seguono alcuni momenti di espressione teatrale in cui si recita in vari modi varie emozioni.

Il sunning (esporre occhi chiusi al sole) produce spesso effetti miracolosi riguardo alla visione da vicino. Particolarmente se lo si unisce al palming e ai giochi con i microcaratteri. I presbiti scoprono di ... non essere presbiti. Leggono senza occhiali , e lettere sempre più piccole!

Alla fine si formano dei gruppetti di tre o quattro persone, in cui ci si racconta le esperienze e i ricordi affiorati (sharing o condivisione).

Si alterna con momenti di stretching, per rilassare e tonificare il corpo, e di palming, per semplicemente riposare gli occhi.

Le oscillazioni ampie sono una specie di danza lenta. Si impara a permettere che lo sguardo scivoli continuamente sulle cose, senza afferrare niente. E il corpo si rilassa in un movimento ritmico e morbido:

Si finisce con una visualizzazione curativa, condotta a occhi chiusi (tipo quelle riportate nel n. 3 di Buena Vista Newsletter).

Viene il momento della chiusura della prima giornata, con le raccomandazioni per la serata.

Normalmente guido i partecipanti nel rituale della "re-imposizione delle lenti". Molti provano un senso di vero fastidio, unitamente ad una nitidezza che viene dai più vissuta come eccessiva. Raccomando loro di riprovare a casa a togliersi le lenti, e di notare come la loro vista sarà peggiorata per il semplice fatto di avere portato le solite lenti per un po'.

A volte invece non dico niente e me la godo un mondo quando qualche partecipante ritorna dopo qualche minuto dicendo "mi sono dimenticato di prendere gli occhiali!"

La seconda giornata è in genere "in discesa", dedicata ad attività piacevoli e rilassanti. Spesso propongo delle passeggiate, come la passeggiata della consapevolezza o quella del fotografo, o altre ancora. E´ spesso in questi momenti che avvengono i "miracoli", cioè i momenti di totale chiarezza, spesso accompagnati da sensazioni di benessere inusuale e di simpatia per gli altri partecipanti, nonché di fiducia in se e negli altri. Si impara l'uso corretto dei Rasterbrille e di tutto ciò che può rendere più semplice la strada del miglioramento della vista.

Spesso il piatto forte è costituito dalla "Mandala", una meditazione in 4 stadi che ha un effetto incredibile sull'energia e la vista delle persone. Si scopre con piacere di essere molto più forti, agili di quanto si pensava e .. di sentirsi molto bene. Di recente abbiamo prodotto un video con la descrizione dei vatri stadi.

Alla fine della giornata ci riuniamo per raccontarci le nostre esperienze e per dare delle indicazioni specifiche a ognuno. Si chiariscono dubbi e curiosità e si stabiliscono contatti.

 

E poi, dopo il week end?

Alla fine vengono consegnati parecchi doni, che aiuteranno la mente a cambiare "punto di vista": un segnalibro, una tabella Snellen, un foglio con le lettere minuscole, un questionario da riempire dopo un mese dal seminario e altro materiale utile per andare avanti da subito.

Una giornata sorprendentemente.... normale raconta i cambiamenti nelle abitudini visive e non, di un partecipante ai seminari di Buena Vista. Leggilo attentamente: è il tuo futuro!

Stretta, certamente, ma c'è di più. Scarica che c'è di nuovo.rtf

C'è qualcosa di ancora più efficace di un week end?

Si, questa estate potete ancora concedere ai vostri occhi Holiday on Eyes una vacanza meravigliosa per la vostra vista e per la vostra vita.

Adesso è anche possibile frequentare un corso di formazione di un anno e diventare educatore visivo. Vai a scuola metodo Bates

E le sedute individuali?

Possono aiutarti ad affinare il processo, affrontare problemi particolari, superare scogli imprevisti, e molto altro ancora. Vai a sedute individuali

 

 

Nella tua città Buena Vista non avviene ancora?

Datti da fare! alla pagina per chi vuole collaborare con Buena Vista; trovi le informazioni necessarie per organizzare o aiutare a organizzare un seminario nella tua città.

 

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