
Molto piĂą centrali di quanto si pensi!
Ritorno sul tema dell’anello di bastoncelli, un tema che ci aiuta a comprendere come la centralizzazione e i movimenti saccadici si basino su una stretta cooperazione tra visione centralizzata (coni, presenti in alta concentrazione solo nella foveola) e periferica (bastoncelli altamente concentrati nell’anello).
Intanto cominciamo a chiarire che i bastoncelli si trovano dappertutto, anche dove (secondo quanto ci avevano insegnato) non dovrebbero proprio esserci.
- Foveola fino 0,15 mm dal centro. Solo coni, visione massima nitidezza
- Fovea fino a 0,75 mm Assenza quasi totale di bastoncelli.
- Parafovea 0,75 – 1,25 mm I bastoncelli iniziano a comparire in massa.
- Perifovea 1,25 – 2,75 mm Fine della macula, i bastoncelli dominano.
Eh si, si scopre che occupano una buona parte della macula. E poi?
- Appena ci si sposta verso la periferia (allontanandosi dalla macula), il numero di bastoncelli schizza verso l’alto con una pendenza incredibile.
- Il Picco (L’Anello): La concentrazione massima si raggiunge in un anello situato tra i 15° e i 20° di eccentricitĂ rispetto alla fovea. In questa zona, la densitĂ può superare i 150.000 bastoncelli per millimetro quadrato.
- Superato questo “picco di marea”, la concentrazione diminuisce drasticamente man mano che ci si sposta verso l’estrema periferia della retina, anche se i bastoncelli rimangono comunque sempre molto piĂą numerosi dei coni in quelle zone.
Cosa ci fanno tanti bastoncelli ammassati così vicino al bordo della macula?
Si sa che i bastoncelli sono mooolto più sensibili a luce e movimento rispetto ai coni (che non lo sono invece affatto, anche se godono di alta definizione dell’immagine). Questo significa che:
– Ipotesi (largamente condivisa): quell’anello ad alta densitĂ di bastoncelli funge da vero e proprio sistema di allerta e puntamento.
In altri termini, questo meccanismo fa parte del sistema dei movimenti saccadici, che sono il meccanismo fondamentale di una visione nitida (e non una qualsiasi delle tante possibili modalitĂ visive). Su questo aspetto vedi questo mio post su FacebookÂ
Un Radar efficacissimo
Torniamo all’anello. Mentre la fovea è il nostro “microscopio” (alta risoluzione, campo stretto, centralizzazione), l’anello di bastoncelli è il suo radar a corto raggio. Come detto, i bastoncelli sono estremamente sensibili ai cambiamenti (movimento e sfarfallio), molto piĂą dei coni.
Hanno anche una buona sensibilitĂ al contrasto: Anche un leggero movimento o un sottile cambiamento di contrasto in condizioni di scarsa luce attiva i bastoncelli dell’anello (questo ci sarĂ utile nelle prossime passeggiate notturne durante le vacanze per gli occhi!)
E hanno un’elevatissima velocitĂ di risposta: Il sistema rileva subito “dove” accade qualcosa, piuttosto che “cosa” sta accadendo (questo poi lo fanno i coni).
E quindi scatta a livello mentale) un rapidissimo “calcolo” delle coordinate della cosa in movimento, che permette ai muscoli extraoculari di orientare fulmineamente la fovea in direzione dell’oggetto (con un movimento appunto saccadico).
Quanto è rapido questo meccanismo? Fulmineo! E quante volte nell’unitĂ di tempo riesce l’occhio a ripetere questa operazione? Fino a 3600 al minuto (60-80 al secondo, ogni volta con una rapidissima accelerazione e altrettanto rapida decelerazione: come un pendolo…). Sempre che ci sia interesse e che non ci siano problemi visivi come la miopia, sennò diventa tutto piĂą lento. Colpa anche degli occhiali, ma questo è un altro discorso…
Inquadrare con il radar, puntare, (messa a) fuoco! Stiamo parlando di un occhio da cacciatore?
Beh, ontologicamente l’occhio umano è un po’ quello di una preda e un po’ quello di un cacciatore. Questo meccanismo ha permesso all’umanitĂ di funzionare bene di giorno, ma di fare cose notevoli anche di notte, come scopriamo sempre con sorpresa durante le passeggiate notturne nelle nostre vacanze per gli occhi.
Ma ci sono dei limiti. Proprio la luce intensa, specialmente quella del giorno a onde corte (blu), nel tempo danneggia i bastoncelli, particolarmente quelli dell’anello. Questa è un po’ la maledizione dei cacciatori, almeno di quelli di una volta: passando anni sempre fuori esposti alla luce, alla lunga vedono danneggiato proprio il loro sistema di puntamento (l’anello dei bastoncelli).
D’altro canto, i navigatori del web di oggi non se la passano molto meglio, anzi: tutti gli schermi emettono luce blu, e per una quantità di tempo certamente superiore a quella dei cacciatori (che quando veniva buio accendevano il fuoco, non il computer…).
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