Tutte le mattine me lo prendo in mano e…

Anch’io ricevo newsletter. Le mie preferite sono quelle di Akarmo, un discepolo di Osho che conosco personalmente, che parlano di meditazione e spiritualità nel market place (= “nel mercato”, cioè nella vita quotidiana) e quelle di Matteo Santilloni che parla invece di Marketing tout court. Mi stimolano sempre analogie, variazioni, deviazioni, idee per il blog.

Matteo per esempio racconta di avere iniziato una nuova sconvolgente abitudine: “la mattina quando mi sveglio, invece di (mettermi gli occhiali e) guardare il cellulare, prendo in mano un taccuino e comincio subito a scrivere”.

Per i portatori di lenti, allungare una mano, afferrare gli occhiali e inforcarli è il primo gesto della giornata, quello che “ristabilisce la realtà”, prima ancora di andare in bagno o farsi un caffè. Una specie di garanzia che il giorno a venire sarà come quello precedente. Un rientro in una “comfort zone” grigia ma tollerabile.

Non farlo! Invece, prendi in mano il …
La sera precedente ti sarai preparato:

  • Con un palming a luce spenta giusto prima di dormire
  • Occhiali messi in bagno o in altro posto, ma non sul comodino
  • Taccuino, quaderno o altro (non un tablet né altro simile) sul comodino con penna, pennarello e matita a portata di mano
  • Cuscini per sederti comodo
  • Eventualmente rasterbrille, se proprio non riesci a scrivere a occhio nudo

In pratica, metterti a scrivere liberamente è un po’ come iniziare a dialogare con te stesso per iscritto.
Lo faceva anche Marco Aurelio, per non parlare di milioni di filosofi, pensatori, artisti e … geni.
Il fatto è che appena sveglio il nostro cervello continua a produrre onde alfa. In questo particolare stato abbiamo un’eccellente sincronizzazione tra gli emisferi destro e sinistro. Da un lato siamo consapevoli, dall’altro abbiamo anche accesso alla nostra creatività.
Metterti gli occhiali ha invece immediatamente l’effetto di attivare le onde beta, con l’immediata chiusura del collegamento tra gli emisferi e l’iper attivazione di quello sinistro, che permette si, di programmare e pianificare, ma genera anche ansietà e…. miopia (o ipermetropia, o astigmatismo).

Sei un genio! (finché resti fuori dalla tua comfort zone)

In definitiva, è qualcosa che ti permette di accedere alla tua “zona geniale”. Sì, perché tramite la scrittura libera (chiamala diario se preferisci) puoi: avere nuove idee brillanti per la tua vita, acquisire grandi conoscenze sulla risoluzione dei problemi, valutare determinate situazioni da punti di vista più interessanti, vedere … diversamente (non solo più chiaro, anche più in profondità, con una visione più ampia, oppure semplicemente da un altro punto di vista).

Io lo faccio sul divano

Personalmente non vedo l’ora di alzarmi presto, andare in soggiorno, accomodarmi sul mio bellissimo divano rosso, e poi iniziare silenziosamente a scrivere (senza occhiali, io non li ho mai usati). Vedo che le parole appaiono sulla carta e alcune le scrivo mentre altre sembrano scriversi da sole, come le lettere dell’ottotipo, che “arrivano” da sole quando sei rilassato e ricettivo.

È una bellissima esperienza. Ma per fare meglio devi liberare la mente, tenendo a bada quella parte di lei che ti vuole riportare alla routine e ai modi di pensare abituali.

Senza sforzo!

Non dovresti MAI forzarti: se non arriva niente di speciale, respira, batti le palpebre e scrivi quello che arriva, senza scegliere. Consenti al tuo inconscio di estrarre pensieri, emozioni e idee. Sì, perché tenere un diario è un esercizio di libertà, uno spazio sacro dove nessuno e niente ha il diritto di dirti cosa fare, e dove sei totalmente libero di pensare e scrivere quello che vuoi, senza nessun tipo di limite. Fai un tentativo e vedrai la vera “magia” accadere.

E se di tanto in tanto alzi lo sguardo … “così, come per caso”, forse anche i dettagli ti verranno incontro, da vicino o da lontano, chiari e senza sforzo.

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